La sessione di calciomercato invernale si è conclusa portando in dote alla squadra tre rinforzi mirati e molto funzionali al gioco di Donadoni, vale a dire Sergio Floccari, Camilo Zuniga e Kevin Constant: un centravanti esperto e due esterni con trascorsi importanti alle spalle, impiegabili tanto in difesa quanto a centrocampo. Hanno fatto il percorso inverso, lasciandosi alle spalle il cancello di Casteldebole, Nico Pulzetti, Luca Ceccarelli, Marco Crimi, Matteo Mancosu, Filippo Falco e Francesco Bergamini, che non rientravano ovviamente nel progetto tecnico di Donadoni.
Come ben evidenziato nella conferenza stampa tenuta dal Direttore Corvino all’indomani della chiusura delle trattative, in questa finestra di mercato il Bologna non aveva grosse velleità da soddisfare e si è infatti limitato a puntellare la rosa con un paio di giocatori di ruolo sulle corsie laterali e con un a valida alternativa a Mattia Destro in attacco.
Queste erano le esigenze palesate da Donadoni, esattamente queste sono state le soluzioni approntate dalla Società. Magari si è buttato un occhio distratto anche su qualche possibile colpo di mercato, vedi le voci uscite sui presunti interessamenti a Gabbiadini, a El Sharaawi, a Jovetic. Ma alla fine è prevalsa la volontà comune di Fenucci e Corvino di evitare aggravi superflui in questa sessione di mercato, considerato che l’obbiettivo è oramai lì a portata di mano ed è più opportuno lasciare risorse disponibili per la prossima sessione di calciomercato, quello che offrirà il tempo necessario e le occasioni giuste per alzare il tasso tecnico della squadra.
Intanto pensiamo alla salvezza, che rimane pur sempre un traguardo da raggiungere. Fatto questo, si potrà iniziare a programmare con largo anticipo la prossima stagione, tenendo conto delle indicazioni offerte da Donadoni e delle diverse possibilità di investimento della Società, il cui fatturato è destinato da qui in avanti a crescere in maniera esponenziale in base al piazzamento finale (leggi diritti televisivi) e alla valorizzazione del parco giocatori.
La linea della Società è chiara: continuare ad investire sui giovani di talento e di prospettiva, in grado di assicurare un futuro solido alla squadra e di rappresentare importanti plusvalenze in caso di cessioni eccellenti. Già, perché è da mettere in conto che tra gli obbiettivi che Corvino dovrà raggiungere ci sarà anche quello di moltiplicare gli investimenti operati dalla Società, in modo che crescano nel tempo le risorse da destinare al rafforzamento tecnico della squadra.
Se questo succederà il Bologna versione 2.0 di Joey Saputo potrà davvero competere con le prime quattro-cinque Società del campionato ma, soprattutto, avrà lunga vita a prescindere dalle disponibilità finanziarie e dalla voglia di investimento del suo Chairman.
La logica imperante sarà quella di trattenere tutti i giocatori migliori, sacrificandone eventualmente qualcuno solo quando arriverà l’offertona irrinunciabile, quella che ti consente di fare cassa alla grande e che ti evita di trattenere giocatori a quel punto senza più motivazione alcuna: ricordo l’errore fatto da De Laurentis che per impedire a Zuniga di andare al Barcellona, ha deciso di raddoppiare l’ingaggio al giocatore ma si è poi ritrovato in rosa un calciatore scarico, che forse ancor oggi ripensa all’occasione di carriera perduta.
Avanti così dunque, senza ansie e senza timori! Non c’è altro da fare che conquistare quanto prima la salvezza e dedicarsi subito dopo alla programmazione della prossima stagione. La stagione del rilancio in grande stile, quella del “Bologna che tremare il mondo.. FARA’!!”
Marco Di Simone.
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