Nessuno
spiffero fuoriesce dalle segrete stanze del Centro Tecnico di
Casteldebole, Fenucci, Bigon e Di Vaio lavorano in religioso silenzio
e senza soluzione di continuità per assicurare a Donadoni almeno tre
elementi in vista della partenza per il ritiro.
L’obiettivo
è chiaro, monetizzare quanto prima dalla cessione di Diawara
(Roma o Valencia le principali indiziate) e reinvestire tutto il
ricavato nella campagna di rafforzamento della squadra: un difensore
centrale, un interno di centrocampo, due esterni ed un paio di
attaccanti, uno da affiancare da subito a Mattia Destro e l’altro
come giocatore di prospettiva. Ma attenzione, perché Bologna non è
più terra di conquista per nessuno: se le pretendenti del giovane
guineano saranno determinate a spendere il giusto, diciamo pure sui
12-13 mln, pagheranno e porteranno a casa il giocatore; diversamente
nessuno dovrà meravigliarsi di vederlo correre ancora con la maglia
rossoblù addosso.
Il
piano B di Fenucci & Co. prevede infatti la permanenza di Diawara
ancora per una stagione ed una campagna di rafforzamento realizzata
giocoforza attraverso prestiti biennali con diritto di riscatto,
acquisti a parametro zero o anche degli scambi.
I
nomi accostati in queste ultime ore al Bologna sono quelli di
Memushaj
del Pescara, punto di forza della nazionale albanese allenata
dall’italiano De Biasi, del difensore Santon
dell’Inter, di Ricci
della Roma (esterno molto forte, uno degli artefici della promozione
in Serie A del Crotone), del talentuoso D’Alessandro
dell’Atalanta, del croato Pektovic
di proprietà del Catania ma quest’anno in forza al Trapani di
Serse Cosmi. Altri nomi usciranno nei prossimi giorni, specialmente
se come detto troverà una giusta soluzione la vendita di Diawara,
l’operazione che potrebbe fare da volano ad un mercato di più alto
profilo da parte del neo-Direttore Bigon.
E’
fuori di dubbio che restando così le cose bisognerà attendere la
scadenza dell’attuale piano finanziario varato dalla Società,
quello da oltre 70
mln di euro
approntato per il biennio 2016-2018, al fine di poter contare su
nuovi investimenti da destinare alla squadra. Nel frattempo
l’impegnativo compito cui sarà chiamato tutto l’asset
dirigenziale della Società sarà quello di far crescere in maniera
significativa il fatturato del Club (il sogno è quello di portarlo a
100 mln di euro dai 44 attuali) e di dotare contemporaneamente la
squadra di tutte le strutture necessarie.
Marco Di Simone.
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