Con l'acquisto di Ladislav Krejci, in questi istanti impegnato nello svolgimento delle visite mediche all'Isokinetic, il Bologna ha inteso dare soluzione al vuoto tecnico creatosi sulla corsia di sinistra dopo il ritorno di Giaccherini al Sunderland.
Donadoni e la Società hanno ragionato parecchio prima di "sbolognare" il buon Giack, un giocatore spesso in grado di determinare il risultato ma a conti fatti si è preferito optare per l'ennesimo investimento in prospettiva, sulla scia del solco tracciato da Joey Saputo per la crescita della squadra. E qui un ruolo deve averlo avuto l'ottimo scouting di Riccardo Bigon.
Il cuore di tanti tifosi avrebbe scelto di trattenere Giaccherini, che invece a breve sarà annunciato dal Toro di Mihajlovic; ma le Società di calcio sono delle vere e proprie Aziende, che ragionano in termini di investimenti, bilanci e plusvalenze. Il nostro Chairman di questi concetti ne ha fatto il suo mantra personale, consapevole che solo così il Bologna F.C. 1909 avrà lunga ed autonoma vita rispetto a quella dei suoi finanziatori.
Probabilmente la cosa che ha determinato più di ogni altra la decisione di non trattenere Giaccherini è stata la constatazione della non più verde età dell'azzurro, prossimo alle 32 primavere, mentre Krejci potrebbe rappresentare per la Società una grande plusvalenza tra qualche tempo: chiaro che investire 10 mln su Giaccherini (tra cartellino e ingaggio triennale lordo) per ritrovarsi fra tre anni un valore pari a zero ed investirne la metà per un giovane che tra un anno varrà 2/3 volte il prezzo pagato per il cartellino ce ne corre. E dunque, avranno pensato in Società, occhio non vede (le magie di Giaccherini agli Europei di Francia), cuore non duole..!

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