Qui a Helsinki è arrivato
l'autunno, dopo un'estate incredibilmente calda in cui è stato sfiorato il
record di giorni consecutivi di ”helle”, parola che in Finlandia si usa per le
giornate con almeno 25 gradi.
Non è la caduta delle temperature
e l'arrivo delle piogge di stagione il motivo per cui ora mi sento (rag)gelato,
con il sangue nelle vene divenuto piombo solido, ma sono state due parole: ”Ci
proveremo”.
Il mai amato CiccioPonteggio
aveva finora ostentato una sicumera fuori luogo, visti anche i mercati estivi,
in cui con precisione svizzera venivano venduti i pezzi pregiati per essere
sostituiti da giocatori inadeguati.
Nonostante questo, il
presidente aveva sempre sostenuto che i soldi non erano un problema,
allontanando ogni possibile acquirente del Bologna come se fosse peggio della
peste. E come se lui, con tutto quello che ha fatto, fosse degno di dare
qualsiasi lezione morale ad alcuno.
Dopo anni passati a
rassicurarci sulle condizioni economiche, finendo poi per cedere ogni estate i
pezzi pregiati, quel ”Ci proveremo” invece vuol dire che siamo davvero con
l'acqua alla gola e non ha aiutato a risolvere il problema neppure aver venduto
o ceduto in prestito tanti giocatori, anche se rimangono ad oggi contratti
pesanti come Perez, Pazienza e soprattutto Acquafresca o inutili, vedi
Riverola, Rodriguez, Friberg e Abero.
Il 15 ottobre di quest'anno
potrebbe davvero essere ricordato come tragico, invece che il classico giorno
di inizio autunno in cui i Giardini Margherita si colorano di mille tonalità di
giallo, arancione e rosso.
Finora avevo pensato che lo
scopo del presidente fosse quello dei ”palazzinari” che si sono susseguiti in
questi ultimi anni: Cazzola e Menarini avevano acquistato il Bologna col chiaro
interesse di costruire uno stadio nuovo per guadagnarci. Portandoci e tenendoci
in Serie A comunque. E pure Porcedda arrivava da proprietario di palazzi,
ristoranti e resort. Allestendo una squadra giovane ed interessante, prima di
essere sfrattato per mancanza di liquidi.
A loro è succeduto l'attuale
presidente che voleva costruire il centro tecnico. Piani messi da parte con la
retrocessione figlia della sua incapacità di sostituire i giocatori ceduti con
pari livello, magari giovani da sgrezzare. Invece i milioni sono stati probabilmente
messi da parte per la casa del Bologna a Granarolo.
Quindi cosa ancora ostacola
una cessione? Quali sono gli intenti del losco figuro proprietario di
maggioranza?
Possibile che questa cordata
nasconda chissà quali rapinatori?
Se davvero l'azionista di
maggioranza fosse con l'acqua alla gola, possibile che aspetterebbe tanto prima
di liberarsi di una squadra come il Bologna, che anche per i suoi demeriti è
diventata una gola profonda di milioni di euro all'anno?
Veniamo già dalla delusione di
personaggi come Tacopina e Taci, arrivati in città come salvatori del Bologna a
mangiare un bel piatto di tortellini per poi scappare come diavoli di fronte
all'acquasanta.
Io non conosco i personaggi di
questa cordata e ammetto che la cosa mi spaventa; abbiamo accolto Porcedda come
lo sconosciuto imprenditore in grado di regalarci l'Europa e, almeno a livello
di mercato, bisogna ammettere che assieme a Longo costruì la squadra che l'anno
dopo conquistò i famosi 51 punti. Giocatori poi (s)venduti per esigenze di
bilancio da CiccioPonteggio come sappiamo.
Questa cordata potrebbe
davvero avere le migliori intenzioni ed i soldi per riportarci dove i nostri
colori ed il nostro blasone meritano, come potrebbero essere i già noti
avventurieri, vogliosi soltanto di farsi un nome alle nostre spalle, affossando
definitivamente il Bologna.
Quali prospettive abbiamo con
l'attuale società? Scarsissime di tornare dove meritiamo ed alte di finire
gambe all'aria. Con questi nuovi sarebbe un salto, l'ennesimo, nel vuoto.
Prospettive non confortanti, insomma.
Possibile che non esista un
personaggio degno di essere ricordato come il secondo miglior presidente
migliore dopo Dall'Ara? Sarebbe stupendo se fosse bolognese, ricco,
intelligente e pieno di soldi. É dimostrato che non esiste. Sono almeno 10 anni
che lo cerchiamo così. Basterebbe che avesse voglia di farsi un nome,
investendo il giusto per vivere anni di tranquillità economica e risultati sul
campo. Da costante parte sinistra della serie A, come fanno i Pozzo a Udine.
Purtroppo dopo Gazzoni abbiamo
avuto l'occasione per avere un Presidente (stavolta apposta con la maiuscola)
serio e con la ”pilla”, ma abbiamo preferito voltargli le spalle, noi e tutti i
piccoli soci di minoranza, per il fatto di voler portare in società Baraldi, inviso
ai giocatori e di conseguenza a buona parte dei tifosi.
Ci troviamo ora tra l'incudine
di un azionista che ha dimostrato di non avere soldi e quei pochi di spenderli
male ed il martello di gente che potrebbe essere peggio.
Teniamo
alta la speranza. Ci proveremo.
Sasha
Gallo, Helsinki
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