Ieri pomeriggio al Dall’Ara
è andato in scena il terzo pareggio consecutivo a reti inviolate,
con qualche recriminazione su di un risultato finale che avrebbe
anche potuto essere diverso, se una diversa decisione dell’arbitro
(in occasione del fallo da rigore su Taider) e qualche episodio di
gioco verificatosi in partita avessero arriso ai giovani rampanti di
mister Donadoni.
Tanto premesso, non ci vuole
poi molto spirito di osservazione per capire che l’undici rossoblù
stia un po’ perdendo, partita dopo partita, quella rabbia
agonistica e quell’intensità di gioco che avevano contraddistinto
le prime 12 partite sotto la guida tecnica di Donadoni. Ma il Mister,
che è persona di campo come pochi, tutto questo lo ha già annusato
durante gli allenamenti della settimana e per tale motivo, nella
consueta conferenza stampa che precede le gare, non perde occasione
per ricordare ai suoi che l’approccio mentale alla gara è
fondamentale. Sottolineando, ove a qualcuno ciò non fosse ancora
chiaro, che da qui alla fine in campo andranno sempre quelli più in
forma e che non regalerà mai a nessuno la maglia di titolare.
Del resto, pareggiare tre
incontri non è di per sé un fatto negativo se non hai l’acqua
alla gola, dal momento che ciò implica il possesso di determinati
equilibri di squadra, un certo impianto di gioco e, soprattutto, una
certa imperforabilità. Dunque, occorre la capacità di prendere le
misure all’avversario, di spegnerne sul nascere le velleità e di
metterlo in condizione di non nuocere.
Controllare le sorti di una
gara è pur sempre sinonimo di raggiunta autostima, di acquisita
personalità, di sicurezza nei propri mezzi; tutte qualità che si
acquisiscono solo dopo un certo tipo di percorso che ti porta a
migliorare sia la tua performance individuale che, di riflesso, la
prestazione della squadra. Certo, il rischio che si corre con i
giovani è quello che la troppa sicurezza sfoci a volte nella
presunzione e nella troppa convinzione, ma con Donadoni tale pericolo
è scongiurato a monte, troppo navigato il nostro Mister per non
riconoscere queste situazioni.
Del resto cari tifosi, tutti
sappiamo da dove veniamo e, soprattutto, dove vogliamo arrivare!
Siccome abbiamo dalla nostra la certezza che “Saputo le cose non le
dice, ma le fa” (frase letta da un blog di tifosi, complimenti a
chi l’ha scritta!), sospendiamo subito critiche e mugugni, che
tanto quello che si doveva fare è stato già fatto.
Se è vero che le motivazioni
nel calcio sono tutto, ebbene accettiamo serenamente il fatto che
qualche prestazione non sarà più da applausi come prima o che
vedremo qualche rincorsa in meno sui portatori di palla avversari (ma
il recupero di Mimmo Maietta su Kevin Lasagna è roba da cineteca!).
Per il momento solo Forza Bologna!
Senza lamenti, senza mugugni,
sempre fieri ed orgogliosi di essere nati rossoblù!!
Marco Di Simone.
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