C'era grande attesa al Dall'Ara per l'esordio di Donadoni in panchina, dopo l'esonero di Rossi successivo alla sconfitta patita contro l'Inter martedì scorso.
Al cospetto di un avversario in gran forma e in classifica subito a ridosso delle primissime, il Mister, ex atalantino, non scombussola l'11 rossoblù, si parte con il 4-3-3 solito e con 10 degli 11 che erano scesi in campo contro i meneghini, unica novità Donsah dal primo minuto al posto di Rizzo.
L'approccio al match è di quelli giusti, la squadra è corta e pressa alto a tutto campo, nel primo quarto d'ora il gioco scorre fluido e arrivano anche tre occasioni, due per Destro e una per Taider, poi però, al primo affondo degli orobici, con Gomez che, sotto misura, di testa sfiora la traversa, la squadra si disunisce, perde i collegamenti tra i reparti e l'iniziativa, lasciando possesso palla e pallino del gioco agli ospiti.
Per tutta la seconda parte della prima frazione di gioco l'Atalanta sciorina calcio facile ed efficace sfiorando in un paio di occasioni il gol (bravissimo Mirante a salvare su Kurtic presentatosi da solo in area) nulla concedendo ai rossoblù che assistono quasi inermi al monologo nerazzurro che giustifica la loro ottima classifica.
Negli spogliatoi Donadoni procede ad un cambio, fuori Ferrari, ammonito ed in difficoltà sugli esterni orobici e dentro Maietta, con Rossettini dirottato a destra.
Dopo un colpo di testa di Masina fuori d'un soffio la partita prende la strada che i fans accorsi al Dall'Ara auspicano, Toloi commette una sciocchezza in area e Giaccherini si avventa sulla sfera, supera lo stordito difensore nerazzurro e deposita in rete con forza facendo esplodere lo stadio.
Il gol subito manda in confusione i bergamaschi che non si ritrovano più, mettendo invece le ali ai padroni di casa che ora giocano con sicurezza e piglio giusti, frutto anche della tranquillità del risultato dopo la rete attesa da tre mesi sotto le due torri, quella di Destro, che, grazie ad una bella conclusione dal limite, riesce finalmente a sbloccarsi facendo esplodere tutta la sua gioia e frustrazione repressa correndo verso la panchina.
La ciliegina sulla torta la mette poi, nel finale, Brienza che trova l'incrocio dei pali con una sberla dai 30 metri che merita gli applausi a scena aperta degli astanti e il premio di miglior gol della giornata.
Vince così il Bologna che prende un po' d'ossigeno dopo tante delusioni e lo fa con una prova solida, al cospetto di una squadra che si è dimostrata forte e compatta, sapendo soffrire in quei 25' minuti del primo tempo che avevano fatto paventare il peggio, e controllando sempre con sicurezza in tutto il resto dell'incontro.
Che sia l'inizio di un nuovo corso lo vedremo solo nelle prossime uscite, di certo se ci limitassimo a leggere i meri numeri, in una sola partita Donadoni ha fatto la metà dei punti e dei gol raccolti in dieci giornate dal suo predecessore, il campo ha comunque detto che la squadra è parsa più solida mentalmente, riuscendo a soffrire senza farsi spezzare nel momento di grossa difficoltà dei 20' finali del primo tempo, e mettendo in mostra anche una voglia ed una determinazione finora mai viste.
Per vedere la mano di Donadoni ci vorrà ancora del tempo, ovvio, concediamo pure che la tradizione insegna che alla prima uscita con un nuovo mister, per una sorta di sterzata psicologica, la vittoria è il risultato più frequente, ma l'aria respirata oggi al Dall'Ara era diversa, e lo si è visto anche dalla partecipazione emotiva regalata dai tifosi...
fonte voci di sport
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