In una notte di dicembre, neppure troppo fredda, sono accorsi in 20.000 per vedere affrontarsi due delle squadre più calde del campionato, Bologna ed Empoli. La grande attesa non è andata delusa, al temine di 90', combattuti e ricchi di emozioni, ha finito per prevalere l'Empoli che porta a 4 i successi consecutivi, record assoluto per la franchigia toscana.
I ragazzi di Giampaolo si sono dimostrati squadra organizzata, spettacolare e convinta dei propri mezzi, e, soprattutto nel primo tempo, hanno stupito e sorpreso gli astanti in tribuna (compreso lo chairman felsineo Saputo, arrivato dal Canada ed ancora impossibilitato a festeggiare una vittoria dei suoi) ma soprattutto la truppa di Donadoni, solo sporadicamente in grado di reggere l'urto degli azzurri.
La squadra toscana è parsa un piccolo Barcellona per la sua propensione a giocare cortissima in 30 metri, con la difesa quasi sempre a ridosso della linea di metacampo, e soprattutto per l'autorevolezza di chi sa il fatto suo, costantemente votata ad un possesso palla propositivo, teso a disegnare triangolazioni e trame veloci atte a liberare l'uomo in area, avvalendosi, allo scopo, di palleggiatori finissimi e di elementi quasi tutti abili nell'uno contro uno, su tutti uno Zielinsky davvero imprendibile ed imprevedibile.
Il Bologna, presentatosi in formazioni d'emergenza a causa delle assenze di Giaccherini, Rizzo e Diawara, le ha provate tutte, rimontando due volte, ma alla fine è stato costretto ad alzare bandiera bianca. I felsinei hanno sbagliato l'approccio al match, troppo molli e compassati, al cospetto degli 11 furetti avversari che correvano come forsennati riuscendo spesso a liberare l'uomo solo davanti a Mirante, che, almeno per 20', ha tenuto a galla i suoi, prima di arrendersi ad un autogol di Rossettini su conclusione di Pucciarelli a coronamento di una transizione perfetta degli ospiti. Il pareggio di Brienza, con un bolide su punizione dal limite, pareva aver rimesso i padroni di casa in carreggiata, anche se la sensazione era quella di un Empoli sempre padrone del campo e del gioco.
I fuochi d'artificio sono continuati a cavallo della fine e dell'inizio della ripresa con le reti di Maccarone, Destro ed ancora Maccarone.
Il resto del tempo ha confermato che non era serata per il Bologna che ha continuato ad attaccare a testa bassa, ma confusamente, più per naturale generosità che per reali convinzioni di potercela fare, tanto che il pareggio è stato sfiorato appena due volte, con un tiro di Taider respinto dal portiere, e con una conclusione di Destro fermata dalla traversa nel finale.
La partita ha detto che l'Empoli se si trova lassù è per indiscutibili meriti, il progetto, iniziato con Sarri, sta proseguendo con Giampaolo e testimonia anche come in Italia si possa fare del buon calcio affidandosi ai giovani e sposando un progetto.
Il Bologna non esce comunque ridimensionato dal confronto, anzi, ha semplicemente incontrato un avversario più avanti nel progetto, che conferma, se ce ne fosse bisogno, che la strada intrapresa dalla società e dal tecnico, cioè quella creare un gruppo coeso, giusto mix tra giovani speranze e giocatori esperti, consci della propria forza ed animati sempre dalla voglia di affrontare alla pari qualsiasi avversario, è davvero quella giusta.
E, se tanto mi da tanto, l'Empoli del prossimo anno potrebbe magari essere proprio il Bologna, come la tifoseria e la città aspettano da tanto tempo e meritano...
fonte voci di sport

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