Il calcio è…Pinocchio!!!
Carlo
Lorenzini, detto Collodi, non si sarebbe mai immaginato che Pinocchio, il protagonista
principale del suo romanzo per bambini divenuto famoso in tutto il
mondo, fosse poi preso come esempio universale per descrivere un mondo di bugie, inganni, furbizie
o semplicemente verità nascoste e modificate a fin di bene (o male). Anche nel
calcio,come nella vita in genere,capita di leggere di come l’opportunità a
volte possa trasformarsi nel tentativo di nascondere una verità, e come per
Pinocchio, ai protagonisti di questi episodi potrebbe cominciare a crescere il
naso. Il mondo del calcio è pieno di casi dove, per tanti motivi, e a volte
anche ingenuamente, si dichiarano cose che poi nel tempo risultano essere
controproducenti per chi le ha dichiarate.
Di
seguito, ho cercato di raggruppare in sintesi una serie di dichiarazioni, quelle
che ho ritenuto più significative, partendo dalla primavera 2013, quando fu
riconfermato Stefano Pioli; vediamo come successivamente la realtà dei fatti sia stata differente ,con la
conseguente incrinatura dei rapporti tra la dirigenza del Bologna e la struttura
tecnica.
Il
caso Gilardino: Quando Pioli firmò l’allungamento del
contratto con i rossoblù, tra i punti fermi c’era la riconferma di Gilardino. Gli
accordi tra Preziosi e Guaraldi prevedevano un accordo su Gilardino, che
intanto però ,non interessando al Genoa, era diventato uomo mercato; l’attaccante
era anche nel mirino dell’Inter… vediamo la dichiarazione di Preziosi
rilasciata a “Canale Inter” nel del giugno 2013:
“…Ma proprio il Presidente Preziosi, ai microfoni di FcInter1908.it, smentisce le ultime
indiscrezioni e chiarisce: “Per quanto mi riguarda, dico che Gilardino andrà al Bologna. Non ho ancora incontrato i dirigenti dell’Inter,
la settimana prossima andrò a Milano, ma non so se mi vedrò con loro. Alvarez o Schelotto nei miei piani? No, quello che leggete sui giornali in questi
giorni sono tutte stupidaggini, non c’è stato alcun interessamento”.
A complicare tutto la mancata cessazione di
Borriello da parte della Roma, per via dell’alto ingaggio del giocatore, che
avrebbe voluto restare al Genoa.
E Gila
cosa ne pensava? ”Fonte: Corriere di Bologna”:
«Vorrei restare a
Bologna, ma non dipende solo da me». Lo dice Alberto Gilardino, che dopo la
semifinale ben giocata contro la Spagna ha parlato nel ritiro brasiliano della
Nazionale della sua situazione di mercato, chiarendo alcuni aspetti e mettendo
anche a tacere alcune voci antipatiche su una sua presunta freddezza nei
confronti di Bologna”.
Cominciarono allora i
problemi e Pioli in alternativa chiese alla società Santa Cruz o Floccari (non
arriverà nessuno dei due).
Manca
Guaraldi…si sentiva forte per l’accordo (?) fatto con Preziosi e dichiarò a
maggio 2013 a “Zerocinquantuno”:
"Prossimamente
vedrò Preziosi per riscattare tutto il cartellino di Gilardino. Per Yaisien è
praticamente fatta, per sicurezza però attendiamo la firma. Perez? Ci guardiamo
attorno perchè lui non risponde".
Sempre Guaraldi dichiarerà successivamente a
“TuttoBolognaWeb” :
“ Per Gilardino avevamo un accordo sulla parola con il
Genoa derivante anche dalla cessione di Portanova, il
ragazzo voleva restare ma poi le cose si sono complicate nei giorni
dell'amichevole Italia-San Marino e non saremmo riusciti a comprarlo per 5 milioni. Ho rilasciato
dichiarazioni azzardate un anno fa e oggi lo dico già: neanche adesso il Bologna potrebbe permettersi di
riscattare un giocatore a quelle cifre quindi godiamoci Cristaldo finchè
l'abbiamo”.
Sappiamo come è finita. Grazie Pinocchio
Guaraldi.
Perez: Colgo al volo l’occasione
che mi ha dato Guaraldi sopra per parlare di Diego. Oggetto misterioso, in
quanto la società “non riusciva a contattarlo”(!!!) per proporgli l’eventuale
rinnovo del contratto. Il tira-molla non piaceva neanche a Pioli, che ad un
certo punto pensò ad un Bologna senza l’uruguaiano. Alcuni spunti da riportare
dall’intervista del “Corriere di Bologna”del 13/06/2013 dove Diego diceva che “non
poteva rinnovare”:
“BOLOGNA - Diego Perez se ne va. Ora è ufficiale. Il silenzio
in cui si era chiuso il giocatore è stato squarciato da una telefonata a ora di
pranzo. A Roberto Zanzi è stato comunicato da Daniel Delgado, procuratore del
ragazzo, che il Bologna non potrà contare sull’uruguaiano per la prossima
stagione. E dovrà quindi farsi venire delle (buone) idee per sostituire uno dei
perni della squadra negli ultimi tre campionati."
Diego fece
capire che voleva andarsene perchè cercava un po’ di tranquillità altrove…dal
2010 aveva vissuto il cambio di quattro presidenti e tre direttori sportivi in
pochi mesi, aveva vissuto il rischio fallimento e i buchi di bilancio avevano
sempre influito sulle strategie del club; non era quindi l’offerta del Bologna
di 2 milioni per due anni a renderlo titubante, ma la mancanza di tranquillità.
Poi la
svolta: Perez rinnovò col Bologna, dopo che altre squadre avevano rifiutato di
ingaggiarlo. Anche Pioli, che non aveva avuto altre alternative e perso anche Taider,
dovette fare buon viso e riabbracciare Diego. In qualche modo Diego Pinocchio tornò
da noi e dichiarò in sintesi a “Play Bologna:
“Sono molto contento e
felice – ha detto il centrocampista – di continuare per altri due anni con il
Bologna. Ho passato due mesi sperando che si risolvesse tutto il prima
possibile, e alla fine è andata come volevamo io e la mia famiglia. Voi
giornalisti siete liberi di scrivere quello che volete, è il vostro lavoro, da
parte mia dico che dietro a un calciatore c’è sempre una persona e una persona
va rispettata per quello che ha fatto in tre anni non per quello che fa, o
pensate abbia fatto negli ultimi due mesi. La prima cosa che mi ha insegnato la
mia famiglia è il rispetto. Ho sentito dire che quando una persona va via, deve
salutare: non c’era niente da salutare. Era scaduto il mio contratto con il
Bologna, non c’erano altre squadre per me e ho preso due-tre settimane di
stacco perché ne avevo bisogno e mi sono dedicato alla mia famiglia. Quando è
arrivato il momento di parlare con il Bologna abbiamo trovato l’accordo per
altri due anni” e ancora: “ Questo
era il finale che volevo e ho pensato che parlare in questi due mesi non
sarebbe stato conveniente”; infine: “Ciò
che mi hanno dato in 3 anni la città di Bologna e le persone con cui ho
lavorato è tanto, sulla mia scelta ha pesato. Ritrovo una squadra che anche
quest’anno ha voglia e sa di dovere lottare: siamo pronti per iniziare le
battaglie. Taider? Saphir era un giocatore importante per noi, è andato
via anche Gilardino ma sono arrivati compagni nuovi in una squadra che è
cambiata poco e per questo può ripartire forte. Ho ascoltato anche i consigli
di Di Vaio e sono contento di essere ancora qua e di lottare per il quarto anno
per la salvezza con il Bologna” .
Taider : Era un
giocatore importante per il Bologna, faceva parte dell’ossatura della squadra
che aveva in mente Pioli. Si cominciò a parlare di una sua eventuale cessione
all’Inter e le voci sempre più ricorrenti e pressanti, anche in riferimento alle
difficoltà economiche del Bologna, portarono comunque Pioli a escludere
qualsiasi tipo di rischio di cessione. Nel frattempo anche Saphir dichiarò di
voler andare all’Inter; dopo il caso Gilardino, Pioli rischiava di perdere un
altro dei suoi tasselli e quando, per 5,5 mln di euro Taider passò in
comproprietà all’Inter, cominciò ad incrinarsi il rapporto con Guaraldi.
Guaraldi, riportato da “TuttoBolognaWeb”
settembre 2013, dichiarò:
“… La cessione di Taider è stata dovuta
per motivi economici al posto di quella di Sorensen”…Nell’affare entrarono anche Laxalt e Alibec. In particolare per Laxalt
sempre Guaraldi: “…Laxalt
sarà di fatto pagato dall'Inter dopo 10 presenze…” e qui cominciamo a capire anche le presenze in campo di Laxalt che poi
verso la fine del girone d’andata fu nuovamente relegato in panchina. La
frattura tra presidente e allenatore continuò anche per la mancanza di
risultati;si cominciò a parlare di panchina a rischio e dell’ingaggio del tecnico
considerato troppo alto.In novembre Pioli si tolse il classico sassolino;
www.goal.com riportò la seguente intervista che pubblico
integralmente:
“Il tecnico del Bologna, Stefano Pioli, risponde a muso duro
al presidente Guaraldi:
"Quando mi ha cercato sapeva cosa volevo". Poi la stoccata:
"Taider mal
consigliato". Dopo il titolo continua tutto l’articolo : “Stefano Pioli ci
ha provato, ma la tentazione era troppo forte per resisterle. Ecco così
arrivare la piccata replica del tecnico al presidente del Bologna Guaraldi, che
aveva definito lo stesso allenatore un 'costo' e un 'lusso' per la società
felsinea.
"Un presidente si ascolta, ma non è obbligatorio commentare. Io ho il dovere di rimanere concentrato sul lavoro quotidiano. Comunque quando il Bologna mi ha cercato sapeva benissimo che tipo di contratto avevamo a Palermo, sia io che il mio staff, e quando abbiamo trovato l'accordo non ero solo... ", sottolinea Pioli in conferenza stampa.
La chiusura è ancora una volta al vetriolo, nel mirino il grande ex, Saphir Taider: "Non mi è piaciuto come se n’è andato in estate, credo sia stato consigliato male e da allora non l’ho mai più sentito". Forse è arrivata l'occasione buona.
Mi fermo anche se ci sarebbero molti altri episodi
da raccontare riguardo asmentite poi rientrate, poi riprese e nuovamente
rientrate nel rapporto tra allenatore e presidente, che ha di fatto reso la vita
impossibile a Stefano Pioli, che forse ha il torto di essere sempre stato
troppo difensore di una società che piano piano l’ha abbandonato. Adesso si è
voltato pagina con un nuovo tecnico al quale va tutto il nostro appoggio e
il nostro sostegno,come avevamo fatto con Stefano.
Pinocchio è
cresciuto: era un bambino, è diventato un ragazzo e poi un uomo e forse non si farà più
abbindolare dal Gatto e la Volpe, ma dirà ancora bugie?
massimo turricchia
Ottimo lavoro, Max; restando in tema, credi che quando ha esternato il desiderio di regalare le quote azionarie ad un possibile successore Guaraldi fosse sincero ??? Io no ...
RispondiEliminaAssolutamente no Paolo!!e adesso forza ragazziiiiiii! Forza Bologna!!!!
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