Irrazionale lo è di certo in quanto è impossibile decontestualizzare un atleta per porlo al giudizio, in quanto i vari aspetti di cui tenere conto: classe, rappresentatività, efficacia, immagine non sono assoluti e risentono dell'ambito di epoca e di momento attraversati dalle rispettive carriere, però è estate, ci annoiamo nell'attesa del prossimo campionato e divertiamoci un po' in questo modo.
Che si aprano le danze!!

ANGELO SCHIAVIO
classe 1905, campione del mondo nel 1934,ha vestito solo la maglia rosso-blù
348 presenze 242 goal, velocissimo e potentissimo, il prototipo del centravanti moderno

AMEDEO BIAVATI
nato e morto a Bologna (1915/1979) campione del mondo nel 1938,centrocampista offensivo, chiamato il re del doppio passo, tecnica sopraffina e autore di molti goal in un epoca in cui il centrocampista faceva solo il centrocampista

GIACOMO BULGARELLI
campione europeo nel 68 capitano del Bologna per tanti anni, è stato lo standard a cui fare riferimento per chi voleva fare l'interno di centrocampo; è un esempio per l'attaccamento ai colori della sua città, per i quali rifiutò lauti trasferimenti

GIUSEPPE SAVOLDI
Beppe gol o anche l'uomo da due miliardi sono alcuni degli pseudonimi che lo caratterizzavano, il suo trasferimento al Napoli fece epoca; tecnicamente non eccelso era un grande opportunista dell'area di rigore al pari del suo coetaneo Muller

TAZIO ROVERSI
una bandiera, sinonimo di correttezza umana e calcistica, non aveva la classe degli altri presenti in questo novero, ma il fatto che ancora tutti lo ricordino, nonostante non segnasse goal e non producesse giocate mirabolanti, a 17 anni dalla morte, testimonia quanto fosse amato.

ERALDO PECCI
nonostante i suoi trascorsi anche in altre squadre di rilievo del calcio italiano, Eraldo Pecci, nell'immaginario collettivo, resta impresso con la maglia rosso-blù; cervello raffinato e piede vellutato.

GIANLUCA PAGLIUCA
uno dei portieri più forti che abbiamo avuto in Italia, lui lo sapeva e non mancava mai di rimarcarlo; caratterino pepato, in campo e fuori è rimasto nell'organico della nostra società scegliendo l'attività meritoria di insegnare ai giovani.

ROBERTO BAGGIO
il Raffaello del calcio italiano, genio assoluto incompreso e fragile. Alcune delle giocate di Roby sono impresse nel dna di chi lo vide sudare al Dall'Ara. immenso e sfortunato.

KENNET ANDERSSON
il signore delle nuvole, arrivò in sordina dal Bari con l'indimenticato e indimenticabile corazziere Ingesson; immarcabile di testa, fenomenale assist man in uno dei Bologna più divertenti di sempre (quello di Carletto Mazzone).mite, gentile , corretto ed intelligente, uno che sarà sempre ricordato con affetto sotto le due torri
MARCO di VAIO
ha calcato i campi di mezzo mondo e sempre efficacemente, ha creato un feeling particolare con la città e la città lo ha sempre sentito, lui romano, come parte integrante di se; oggi team manager della squadra e primo collaboratore del presidente Saputo
Certo, manca qualcuno, ognuno ha il suo eroe personale: Clerici, Bellugi, Villa o il gladiatore Bachlechner, ma non potevo citarli tutti; credo che i dieci elencati siano già un ottima vetrina su cui scegliere.
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