All'indomani della faticosa promozione in Serie A, si è subito palesata la necessità di un confronto tra le due anime della Società, Joe Tacopina da una parte e Joey Saputo dall'altra. Al di là delle evidenti differenze caratteriali, istintivo, ottimista e sempre disponibile al dialogo il primo, più schivo, razionale e misurato nelle dichiarazioni il canadese, la resa dei conti tra i due è stata determinata dalla necessità di dover mettere mano ad un piano finanziario pluriennale per il rilancio della Società nella massima serie, con l'assunzione di precisi ed onerosi impegni economici.
Già il rendiconto delle esposizioni presentato da Tacopina al momento del "Closing" aveva ingenerato dubbi e diffidenze tra i due uomini d'affari; avendo poi realizzato di essere rimasto l'unico finanziatore a disposizione dell'istrionico Joe, l'attuale Chairman non ha potuto fare a meno di avocare a sé tutte le decisioni precedentemente delegate a Tacopina. Che in tal modo si è ritrovato ai margini del progetto-Bologna, chiedendo di essere liquidato.
A fronte dell'acquisizione dell'intero pacchetto azionario, Saputo ha pensato bene di dotare la sua nuova creatura di una struttura manageriale di tipo aziendale, con ruoli e funzioni ben definite, risanando i conti e mettendo mano ad un piano di sviluppo a 360 gradi: centro tecnico, spogliatoi, stadio, prima squadra, settore, giovanile, settore scouting, partnership commerciali, merchandising, comunicazione e chi più ne ha più ne metta!E ha pensato bene di investire molti denari affinché fosse garantita la permanenza nella massima Serie, condizione imprescindibile per qualsiasi discorso di crescita del Club.
Dopo la rifondazione tecnica dello scorso anno, in cui Saputo ha dovuto assumere impegni economici per quasi 40 mln di euro per la costruzione di una formazione competitiva, la Società ha sempre dichiarato che nella stagione successiva (2016-2017) gli interventi sul mercato sarebbero stati circoscritti all'acquisto di 3-4 elementi di qualità superiore in grado di innalzare il tasso tecnico della squadra. Dunque, non interventi sulla struttura già realizzata ma solo rifiniture, aggiunte, integrazioni.
Ma a ben vedere le cose sono andate diversamente: intanto perché c'è stato l'ingaggio in corsa di Roberto Donadoni, che ha comportato scelte tecniche diverse rispetto a quelle assunte sotto la guida di Delio Rossi; poi per via dell'avvicendamento interno all'Area Tecnica tra Pantaleo Corvino e Riccardo Bigon; infine, perché molte delle scelte fatte in precedenza da Corvino non erano state né condivise né avvallate dall'A.D. Fenucci.
Tanto premesso, si è deciso di riprogrammare il tutto con Bigon, non limitandosi a quel lavoro di rifinitura che sarebbe stato compiuto oggi da Corvino ma dando al nuovo DS licenza di poter intervenire in tutti i reparti, anche se le priorità resteranno il centrocampo e in attacco.
Il Bologna 2016-2017 sarà dunque solo in parte un'evoluzione di quello precedente, con molta probabilità cambieranno il modulo di gioco ed anche molti interpreti.

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