Nel frastuono mediatico di questi giorni attorno alla vicenda di Diawara, quello che un po stride è il silenzio del nostro grande Chairman Joey Saputo, uomo dai modi pacati ma sempre determinato a far rispettare i diritti del suo Club.
Ad osservare la totale mancanza di dichiarazioni da parte del plenipotenziario del BFC si direbbe, o che Saputo si fida ciecamente dell'operato dei suoi collaboratori da Fenucci a Bigon a Di Vaio, oppure che la situazione è a suo modo di vedere talmente chiara e lampante da non meritare nemmeno un commento.
Si ricorderà all'epoca del toto-allenatore (Donadoni resta o Donadoni va?) che Saputo affermò serafico:"L'allenatore del Bologna per i prossimi due anni è Donadoni perché il suo contratto scade nel 2018. Rimarrei sorpreso se dovessi apprendere che il Presidente della Lega cercasse di contattare l'allenatore di una Società affiliata alla Lega stessa, un a Società che dunque la stessa Federazione dovrebbe tutelare".
Detto diversamente, per Saputo le regole sono regole e vanno rispettate fino in fondo. Strano che in questa occasione, in cui certamente i procuratori di Diawara stanno cercando di provocare un danno tecnico ed economico alla Società, il nostro Chairman non sia ancora sceso in campo personalmente dicendo chiaro e tondo che l'unico soggetto ad avere diritti sulle prestazioni del giocatore è il BFC.
Se qualcuno vuole Diawara DEVE parlare con la Società, non diffamarla o litigare con i suoi dipendenti (vedi Fenucci e Donadoni), perché quella è la via sicura per non ottenere un bel nulla. Anzi, è la strada esatta per rovinare la carriera al giocatore, che passando per persona poco affidabile e professionale finirà ben lontano dalle attenzioni dei grandi Club cui anelano i suoi procuratori.
Con il rischio di esporlo, allora sì, a degli "ingaggi da fame"..!! (cit. Daniele Piraino)

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