Correva la fine del mese di ottobre, esattamente il 28 ottobre 2015, quando Joey Saputo incontrò Roberto Donadoni per formalizzare il subentro a Delio Rossi nella conduzione tecnica della prima squadra. A partire da quel giorno tante cose sarebbero cambiate dalla parti di Casteldebole, sia dentro che fuori la Società. Intanto perché per l'ennesima volta, dopo l'esonero di Diego Lopez la dirigenza del Bologna, nelle persone di Saputo, Fenucci e Di Vaio, assumeva "direttamente" decisioni riguardanti l'Area Tecnica scavalcando di fatto la figura del Direttore Corvino. Il quale, dopo le critiche nemmeno troppo velate di Fenucci alla sua campagna acquisti, era palese fosse stato già parzialmente esautorato dalla Società.
In molti ricorderanno in quei giorni le voci ricorrenti sul possibile arrivo sotto le Due Torri di Walter Sabatini, risaputamente stimato da Claudio Fenucci che già aveva collaborato con lui alla Roma. Voci che hanno preso a girare e a diventare incalzanti verso la fine del campionato, quando addirittura i due hanno preso ad incontrarsi pubblicamente prima a Roma eppoi a Milano. Era la prova provata che il destino di Pantaleo Corvino fosse segnato ormai da tempo e che, con molta probabilità, l'accordo consensuale per la risoluzione del rapporto fosse stato preso da tempo ma non ufficializzato per non turbare le prestazioni della squadra.
Come pure in molti ricorderanno che già il 1° gennaio Diawara avesse rotto il suo rapporto di consulenza con il procuratore Robert Visan (che lo aveva portato in Italia), guarda un po a favore dell'avvocato Daniele Piraino uomo che molti addetti ai lavori sostengono essere persona molto vicina al procuratore Romualdo Corvino, figlio del.. buon Pantaleo. Una volta realizzato l'avvenuto isolamento della sua persona, pensate voi che Corvino non abbia subito pensato che dalla valorizzazione di Diawara non gliene sarebbe venuto un soldo in tasca??
E' esattamente da lì, da questa constatazione dell'ex Direttore, che hanno origine tutti i problemi con il giocatore guineano. E Bigon ora deve districare una matassa ingarbugliatissima, proprio perché in ballo ci sono interessi economici di terze persone.
Già il 24 marzo di quest'anno il Corriere di Bologna scriveva di come il Bologna fosse in pressing sul giocatore per convincerlo a cambiare nuovamente procuratore affidandosi a Federico Pastorello, già agente di Marco Di Vaio. Ma a quanto pare l'unico effetto che il tentativo ha prodotto è stato l'inasprimento dei rapporti tra Piraino e la dirigenza rossoblu, fino allo scontro mediatico del procuratore dapprima con Bigon eppoi con Donadoni.
Una cosa è certa: questa situazione è stata mal gestita sin dall'inizio, parallelamente a quella di Corvino di cui tutti sapevano e nessuno parlava. Magari con un po più di attenzione e qualche accortezza in più il "brufolo" Diawara non sarebbe diventato un "bubbone", minando gli equilibri del gruppo e, sopratutto, gli interessi economici del Club.
Alla Società l'augurio di poter trovare al più presto una soluzione adeguata al problema, chiudendo definitivamente una parentesi lasciata colpevolmente aperta per troppo tempo, mentre al giocatore auguro di poter realizzare che la sua carriera è in mano a gente troppo poco interessata al suo percorso di crescita individuale e molto più ai suoi denari.

Nessun commento:
Posta un commento