È un Alessandro Diamanti in versione pompiere quello che si è presentato in conferenza stampa questo pomeriggio a Casteldebole, a meno di un mese dall’ultima volta, in quel caso dopo la violenta scoppola contro la Roma. Quella ancora precedente, è bene ricordarlo, risaliva a dodici mesi prima. “Io vengo solo quando si perde male o quando c’è troppo entusiasmo” scherza, ma neanche troppo, il capitano del Bologna, perché oggi va in scena il secondo caso. “Non abbiamo fatto ancora niente” è infatti il messaggio ripetuto più e più volte da Alino, proprio per smorzare i facili entusiasmi percepiti dopo le due vittorie consecutive. “Siamo sempre in fondo alla classifica – ricorda per rincarare ulteriormente la dose – e ci sono altre ventotto partite da giocare. Bisogna continuare così, lavorando a testa bassa e col paraocchi”. Un messaggio rivolto quindi anche ai compagni, per evitare facili rilassamenti. Eppure è impossibile negare il fatto che, come nelle ultime tre stagioni, dopo una partenza pessima la squadra pare aver trovato la quadratura giusta: “Non so perché cominciamo sempre così, noi lavoriamo intensamente fin dal primo giorno di ritiro. Certo le vittorie aiutano, ma non abbiamo ancora fatto niente: bisogna continuare con la stessa cattiveria”.
Mercoledì a Cagliari la squadra ha disputato la miglior partita stagionale, partita che lui è stato costretto a guardare da casa causa squalifica: “Mi sono divertito molto, saltavo per casa che sembravo uno scemo. È stata una bella partita – afferma – siamo stati bravi ad andare in vantaggio e poi l’abbiamo gestita alla grande. Abbiamo giocato la partita che volevamo”. Uno dei migliori in campo è stato Kone, autore di una prova maiuscola indipendentemente dal gol. Una convivenza tra loro due non sarebbe impossibile, anzi: “L’abbiamo già fatto in passato, ma sono cose che decide il mister. Con questo modulo stiamo facendo molto bene. Pana – prosegue – è un giocatore forte e non lo scopriamo ora, ma può migliorare ancora tanto. Poi è ovvio che abbia fatto bene: avevo il mio smiley al braccio…”.
Tornando sul modulo utilizzato ultimamente da Pioli, però, Diamanti ci tiene a precisare una cosa: “Giocare con le spalle alla porta non è il mio ruolo, ma tutti dobbiamo fare il massimo in base a ciò che ci chiede l’allenatore”. Ok spalle alla porta, però comunque l’Alino di inizio campionato non è stato l’Alino spumeggiante visto quest’estate in ritiro: “Ma è normale – risponde con franchezza – io non sono Messi o Maradona, sono un giocatore normale che ne risente quando la squadra non gira. Io sto dando il massimo in un ruolo diverso dal mio, se saremo bravi abbastanza da poterci permettere di provare altri moduli allora li proveremo”. Una cosa che ancora gli manca è il gol su azione, nonostante sia uno dei giocatori di tutta la Serie A che calcia più spesso in porta: “Evidentemente devo aggiustare la mira” è la risposta schietta “anche se il gol su azione non mi manca particolarmente”.
La sensazione, apparsa evidente da Reggio Emilia in poi, è che i giocatori del Bologna ci tengano particolarmente alla causa. Un concetto che il capitano del Bologna non vorrebbe nemmeno sottolineare: “Io l’ho sempre detto: sono tanti i gruppi in cui sono stato nei quali i giocatori facevano solo il loro lavoro, mentre qua ci tengono tutti”. Proprio dopo la partita contro il Sassuolo, Diamanti ha rilasciato dichiarazioni molto sincere con le quali ha toccato il cuore dei tifosi. Tifosi che non hanno mai fatto mancare il loro supporto alla squadra: “Contro il Livorno ho visto il più bel tifo da quando sono a Bologna – confessa – e una cosa come quella successa il giorno prima (mille tifosi all’allenamento di rifinitura nda) non mi era mai successa. I tifosi veri si vedono quando le cose vanno male, e noi abbiamo tifosi veri”.
Lunedì arriverà il Chievo ultimo in classifica, ma è vietato prendere la partita sottogamba: “Il loro ultimo posto è immeritato – ammonisce il capitano – e noi lo sappiamo bene come si preparano le partite quando sei ultimo e non lo meriteresti. Il Chievo è una squadra fastidiosa, che ieri contro la Roma ha fatto una buona gara. Lunedì ci aspetta una partita difficilissima”.
In chiusura, due battute sul Pallone d’Oro che verrà assegnato a fine anno: “Io lo darei a Pirlo. Messi quest’anno non se lo merita. E poi – rivela – a me il tiki taka non è mai piaciuto, io sono per la concretezza”.
fonte:www.tuttomercatoweb.com

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