Non è bello morire, ma a 17 anni è una vera assurdità. Sarà un’inchiesta a fare piena luce sulla morte di Davide Canella, lo studente di 17 anni del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Casalecchio travolto e ucciso ieri mattina da un treno a Crespellano (Bologna): il giovane ha attraversato i binari con le cuffiette e non ha sentito il convoglio che stava arrivando. La procura di Bologna ha aperto un fascicolo, affidato al sostituto Beatrice Ronchi, nell’ipotesi di omicidio colposo, ma si tratta di un’ipotesi tecnica, per permettere l’adempimento di alcuni accertamenti. Una corsa per salire sull’autobus che doveva portarlo a scuola. Per non perderlo ha attraversato il passaggio a livello chiuso, senza accorgersi del treno che stava arrivando e che lo ha travolto in pieno. È morto così, poco dopo le 7 di ieri mattina a Crespellano, nel Bolognese, Davide Canella, studente di 17 anni. TIFAVA FORTITUDO E BOLOGNA e giocava come terzino nelle giovanili del Crespellano.
Questa è cronaca. Che cosa sia un uomo vivo oggi si sa ben poco, ma ognuno di noi è un tentativo prezioso e unico della natura. Se non fossimo qualcosa più di uomini unici, se si potesse togliere di mezzo ognuno di noi con disgrazie sul lavoro o con morti assurde come quella di Davide, o ancor peggio con quintali di superficialità, allora non ci sarebbe bisogno di raccontare storie. Ogni uomo non è soltanto lui stesso, è anche il punto unico, ineluttabile, in ogni caso importante, curioso, dove i fenomeni del mondo s'incrociano una volta sola, senza ripetizione. Così credo che la storia di ogni uomo sia importante ed eterna per cui finchè vive, in qualche modo adempie il volere della natura e quindi è meraviglioso e degno di ogni attenzione. Davide è stato strappato dalla vita troppo presto. Il suo cammino era ancora lungo, e quando penso a tutto quello a cui ha dovuto rinunciare m'arrabbio e m'intristisco.
E non so dire altro se non che l'amore è più forte della vita e della morte, e credo che il cielo e la terra passeranno, ma certe parole, certe emozioni mai. E sono proprio questo amore e queste emozioni che i suoi amici, e soprattutto sua madre, ricorderanno di lui. Continua a brillare in cielo come hai fatto in terra.
Nicola Piazzi



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