Fiorentina-Bologna per non
dimenticare : IVAN DALL’OLIO
Correva l’anno 1989 e si
doveva disputare a Firenze l’incontro di calcio Fiorentina-Bologna valido per
la 33^ giornata del campionato 1988-89. Per la cronaca, non fu una partita di
calcio e l’incontro terminò col risultato di 0-0. Quella giornata, 18 giugno
1989, resterà per sempre nella memoria dei tifosi bolognesi e nella storia italiana,
per l’efferatezza di un episodio violento gravissimo che turbò l’opinione
pubblica, la quale temeva di essere tornata agli anni di piombo.
Tutto si svolse in una
carrozza ferroviaria, occupata da tifosi bolognesi che si stavano recando a
Firenze a vedere la partita. Tra questi tifosi, Ivan Dall’Olio un ragazzo all’epoca
quattordicenne, che rimase vittima di un attentato nella stazione di Rifredi: poco
prima della stazione ferroviaria di Firenze, dove la carrozza ferroviaria fu prima
bersagliata da una sassaiola e successivamente colpita da una bottiglia
incendiariamolotov. Autori dell’attentato 4 tifosi ultras della Fiorentina: Domenico
Secondo (detto il “pitone” morto per AIDS), Maurizio Igneri e Simone Aspidi e il quarto, Emanuele Bencini, all’epoca minorenne.
Tra i feriti nella carrozza, Ivan fu colpito in pieno
dalla molotov ed ebbe le conseguenze peggiori; fu trasferito d’urgenza al
Centro Grandi Ustioni di Genova accudito costantemente dalla madre. Porterà per
tutta la vita i segni di quel maledetto attentato.
Queste le
sentenze del tribunale di Firenze nei confronti degli attentatori maggiorenni,
con articolo ripreso dal quotidiano “La Repubblica” in data 08 luglio 1989:” Il processo ai tre ultras viola si chiude
con una sentenza che illude gli imputati e spiazza i loro avvocati. Maurizio
Igneri, detto il Vizia, Domenico Secondo, cioè il Pitone e Simone Aspidi, che
si fa chiamare il Morto, sono stati condannati solo per i reati meno gravi: sei
anni ai primi due, sette anni e due mesi all' altro”. Quindi nessuna
condanna per strage.
Per i risarcimenti Ivan subì una nuova delusione.
Tredici anni dopo la tragedia, nel 2002 il Tribunale civile di Firenze stabilì
che i danni subiti da Ivan dovevano essere risarciti con un assegno da 492
milioni di lire da rivalutare con gli interessi, circa 284.000,00 euro. Purtroppo
ottenne solo questa sentenza e non ebbe nè il risarcimento e nè giustizia. Da “La
repubblica” del 30 gennaio 2002 : “ Perchè“Pitone",
uno dei quattro condannati per la molotov che bruciò Ivan alla stazione di
Rifredi - lui era su una carrozza di un treno speciale diretto a Firenze - non
c' è più, mangiato dall' Aids. Perché per coinvolgere gli altri due ultras
della Fiorentina, "Il vizia" e "Il morto", dovrebbe far
istruire una causa a parte, costosa. E perché Emanuele Bencini, che a 17 anni,
primo pomeriggio di domenica 18 giugno '89, lanciò la bottiglia di benzina
nello scompartimento di seconda classe, ora che ne ha trenta si dichiara
nullatenente e senza lavoro, impossibilitato a ripagare anche solo un po' di
quel dolore. Devono risarcire mezzo miliardo, Bencini e la sua famiglia. Non ce
l' hanno. Dovrebbero pignorargli un quinto dello stipendio, ma, giura, non ha
un lavoro regolarmente retribuito. E non esiste legge dello Stato che
garantisca le vittime degli stadi” .
Nel marzo 2002 all’età di 27 anni, Ivan tornò nello
stadio di Firenze. Nel frattempo aveva trovato occupazione nel comune di Bologna
come elettricista. Fu il sindaco di Firenze Leonardo Domenici ad invitarlo allo
stadio, e gli consegnò anche un assegno da 30.000,00 euro, una sorta di
risarcimento per quanto capitato 13 anni prima. Una somma che si aggiunse ai
6.100 euro della società «Ippodromi e città» e ai 4 mila del Comune di Bologna.
In mattinata Ivan aveva partecipato alla partitella tra gli amministratori
locali bolognesi e quelli fiorentini indossando la maglia rossoblù.
E’ importante dire che sia la società viola che il
comune di Firenze, hanno sempre condannato questo episodio di violenza e negli
anni successivi la collaborazione tra le società sportive ha sempre cercato di
tenere bassi i toni delle sfide tra Bologna e Fiorentina . Anche domenica
andremo a Firenze per vedere solo una gara di calcio importante esentita, ma
soprattutto per Ivan, mai più violenta.
massimo turricchia
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