Tifosi d.o.c. : ROSSI
ROMANO (Ciocco)
Bologna, la nostra bellissima
città ricca di fascino e di storia: ”la Dotta” grazie all’Ateneo più antico del
mondo, unica per i portici che collegano il centro storico al colle dove domina
la città il nostro amato santuario di S.Luca, che ospita la Madonna nostra
protettrice, la tipica gastronomia d’eccellenza famosa in tutto il mondo unita all’architettura medioevale del centro
storico e alla presenza cristiana testimoniata da chiese e basiliche che danno alla
nostra città una dimensione universale. Punto fermo di questa eccellenza i
cittadini bolognesi, dissacranti quando serve, sagacemente ironici, ma razionali
e legati fedelmente alle tradizioni locali.
Nel 1909 nasce il Bologna
calcio ed è per tanti cittadini bolognesi, e anche per tanti tifosi italiani,
la vera “fede” sportiva. Da sempre l’evento sportivo accompagna la cultura
locale e per molti tifosi rossoblù, oltre ad esserne motivo d’orgoglio, diventa
anche un piacevole argomento di discussione nei famosi “cappannelli “in
centro, nei bar storici “Otello”, “Stadio”, tanto per citarne un paio; l’indimenticabile
punto di ritrovo nella bocciofila Stadio adiacente allo stadio, oggi chiusa per
motivi di sicurezza legati alla struttura, sono punti fermi nella memoria dei
tifosi del Bologna. A proposito della bocciofila Stadio, ieri sera nella
trasmissione sportiva “Il Pallone nel 7” condotta da Sabrina Orlandi, c’è stato
un accorato appello degli ultras bolognesi che attraverso loro rappresentanti,
si sono rivolti ai tifosi bolognesi e non, affinchè mandino una e mail o un fax
al comune, indicando di dare in gestione ai gruppi organizzati del tifo la
struttura, affinchè sia riaperta e torni ad essere il punto d’incontro dei
tifosi.
Alle tante interessanti
storie raccontate dai famosi cantori letterati amanti della nostra squadra ce
ne sono tante altre di persone comuni che vivono con grande intensità ancora
oggi la loro decennale fede ai colori rossoblù. Mi ha incuriosito a Bologna nel
quartiere Borgo Panigale, la presenza di un tifoso speciale che vedevo di tanto
in tanto girare vestito sempre impeccabilmente rossoblù, con la sua mitica bici
personalissima anch’essa unica e meravigliosamente rossoblù, ma come d’incanto
poi spariva per ricomparire dopo qualche tempo. Oggi finalmente ci siamo
incontrati casualmente dal barbiere e ne ho approfittato per conoscerlo.
Rossi
Romano detto “Ciocco”: ero abbastanza imbarazzato, ma l’opportunità
di averlo a portata di mano, comodo a sedere in attesa del suo taglio di barba-capelli,
e con gli “assist” di Michele il barbiere… sono partito: “mi piacerebbe
conoscerti e farti un’intervista da pubblicare su facebook in un blog per soli
tifosi bolognesi, saresti disponibile?”. Mi guarda stranito e sul momento non
sembrava molto disponibile. Interviene Michele: ”dopo ti vedi dentro al pc,
vedrai sarà divertente, ti piacerà”. Si convince e per lui, classe 1943, entrare
nel pc tutto sommato lo incuriosisce; cominciamo a parlare, chiedo a Michele un
foglietto e una biro, aumenta l’empatia e trovo una persona squisita,
disponibile, che avrebbe voglia di raccontare tanti episodi, ma la cui memoria non
lo aiuta. “Ciocco, cominciamo dalla foto con la tua mitica bici poi andiamo
avanti. Ok?”. Accetta. Mi racconta di aver giocato da ragazzo nelle giovanili
del Bologna e di aver conosciuto i “miti” Bulgarelli e Pascutti. Il ricordo del
settimo scudetto e di quella meravigliosa squadra che faceva tremare il mondo.
Lui è sempre andato in curva Andrea Costa e nel suo racconto si percepisce l’amore
per la squadra, racconta dell’ampiezza della curva sui gradoni che arrivava
vicino ai distinti centrali ed era tutta colorata con bandierone rossoblù
enormi; il suo volto nascosto dalla fitta barba e dai baffi, con i suoi occhi che s’illuminano
mentre parla… è un piacere ascoltarlo. Lo seguo nel racconto dove evidenzia la
differenza del calcio di una volta col calcio attuale; adesso vede il Bologna in
TV, con gli amici al bar. Lo preoccupa l’attuale classifica del Bologna, che è
penultimo, ma è ottimista ed è convinto che con Pioli ci salveremo.
Michele lo chiama: tocca a
lui. Barba e capelli ed esce trasformato; saluta, inforca la sua bici e se ne
va. Torna a sparire in fretta, come le altre volte. Da Michele e al bar con i
suoi amici si rivedrà dentro ad un PC.
Ciao Ciocco, grazie.
massimo turricchia
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