
BOLOGNA - Il Bologna avrà un futuro. E sarà quasi certamente a Stelle e Strisce. Da oltre cinque mesi va avanti una trattativa con un gruppo americano i cui investitori sono stati messi insieme dal vicepresidente della Roma Joe Tacopina. L’avvocato newyorkese, già nell’estate del 2008 tentò di entrare nel Bologna, ma l’affare sfumò e il club — allora appena tornato in Serie A — passò dalle mani di Alfredo Cazzola a Renzo Menarini. Stavolta però la trattativa è in dirittura d’arrivo e già domani dovrebbero arrivare a Bologna alcuni legali dello studio Chiumento che rappresenta il gruppo per incontrarsi con il presidente Albano Guaraldi e definire i dettagli.
Il controllo dei conti è stato già fatto, di incontri ce ne sono stati svariati anche nei giorni scorsi, ma lontano da occhi indiscreti: l’ultimo fuori da Bologna, a Firenze. Non era un caso se il patron rossoblù andava ripetendo che non avrebbe chiesto «a investitori ritenuti affidabili di passare attraverso le procedure imposte e dall’avvocato Grassani». Guaraldi sa che la cordata coordinata da Tacopina, che con il capolavoro firmato con la Roma si è costruito una solida credibilità anche in Italia, ha una potenza economica notevole e progetti a lungo termine. Il gruppo che sta per rilevare il Bologna comprende investitori che negli Usa operano con successo nel mondo dello sport: dal football americano, alla Nba, dai Miami ai Dodgers. Insomma per il Bologna da qui in avanti il problema della mancanza di fondi dovrebbe essere soltanto un brutto ricordo.
La potenza di fuoco che gli americani possono esprimere è imponente, così come sarà lo staff, costituito principalmente da professionisti italiani, con Tacopina a fare da raccordo con gli Usa: lo stesso schema visto alla Roma e che ha dato ottimi risultati. I nomi dei finanziatori saranno svelati non appena ci sarà quello che gli statunitensi chiamano il «closing». La lettera d’intenti però è stata inviata la settimana passata e l’accordo con Guaraldi trovato. Se domani il presidente rossoblù firmerà la proposta americana la cessione sarà avviata e definita al più tardi entro settembre. Uno degli scogli principali però è stata la ferma volontà di Guaraldi (che non avrebbe chiesto soldi) di risolvere le questioni finanziarie legate alla controllante Bologna 2010 (e quindi ai suoi soci), facendo sì che tutti potessero uscire senza ulteriori danni. Più facile e meno dispendioso sarebbe stato acquisire direttamente il Bologna versando subito nel club 12 milioni. Questo però avrebbe lasciato Guaraldi e i soci con i problemi legati a Bologna 2010, ma alla fine la quadratura sembra essere stata trovata e domani Guaraldi dovrà solo dire se accetta o meno di firmare. È chiaro che a questo punto farsi sfuggire un’occasione del genere, magari buttando la possibilità di regalare un futuro da protagonista al club con un pronto ritorno in Serie A e una presenza stabile nella massima categoria, sarebbe difficile da spiegare alla città.
Gli americani hanno prospettato a Guaraldi varie soluzioni: restare in società con una quota di minoranza o uscire totalmente. Pare che il presidente preferisca la seconda opzione, anche perché lascerebbe il Bologna in mano a un gruppo finanziariamente eccellente e con un progetto solido. Se l’operazione andrà in porto Tacopina assumerà la carica di presidente, mentre l’amministratore delegato della Roma Claudio Fenucci diverrà l’ad rossoblù. Nella nuova squadra ci sarà anche Piergiorgio Bottai della Virtus e con lui anche un’altra persona proveniente dalla Federcalcio. Questo per quel che riguarda la parte italiana, ma entreranno anche tre figure americane nel club che sarà rivoluzionato, come accaduto alla Roma. Lo stadio, il centro tecnico e tutto il resto sono già allo studio sul modello di business di quanto accade in America. Al primo punto c’è però la risalita in serie A e per questo la squadra sarà potenziata a gennaio.
Tacopina, avvocato stimato a New York, è riuscito a cucire una cordata munifica e ha scelto Bologna, dopo aver svolto un eccellente lavoro a Roma, anche per dimostrare che la fallita avventura del 2008 fu solo un incidente di percorso che va cancellato. Anche l’ex patron Alfredo Cazzola, al Pallone nel 7 ha ricordato: «Due milioni li misero, poi si ritirarono prima del closing, come loro diritto. Non era una farsa, lo ha dimostrato acquisendo la Roma». Ora tocca a Guaraldi decidere se accettare e far finalmente rivivere il Bologna e fare bene almeno l’ultima cosa: uscire di scena. L’alternativa è veleggiare stancamente verso il fallimento che presto o tardi arriverà. Altre strade perseguibili oltre gli americani non ne esistono. Guaraldi non dà credito agli investitori austro-romani della GDiamonds che oggi, come annunciato, dovrebbero produrre garanzie di 5 milioni al notaio Ferretti, indicato dal presidente. Lunghi arrivano anche l’imprenditore svizzero e quello italiano, legati all’ex consulente di mercato Salvatore Bagni. La volata americana è già lanciata da tempo: il traguardo è a un passo, tocca a Guaraldi non far saltare tutto.
FONTE Corriere di Bologna
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