Basta confrontare la media punti fuori casa, 2 a partita
frutto della sconfitta a Perugia e delle successive vittorie a
Pescara e Terni, a quella squallida al Dall'Ara, mezzo punto di
media, derivato dal pareggiaccio contro l'Entella e la pessima
sconfitta, più nel gioco e nella mentalità che non nel risultato,
con il Crotone.
Partita di sofferenza a Terni, come da troppi anni noi
tifosi siamo abituati, allo stadio o in streaming, stavolta almeno
premiata da tre punti che pesano tanto nell'economia della classifica
e del morale della squadra. Certo, dicevamo lo stesso dopo Pescara e
la partita successiva col Crotone sono stati fatti non uno ma tre
passi indietro, ma in queste ore sono in corso i colloqui dei
prossimi (speriamo!) futuri acquirenti del glorioso Bologna Football
Club.
Già, perché se il campo alterna gioie a dolori, nei piani alti della società sono in corso colloqui per un passaggio di proprietà che
potremmo ricordare a lungo e magari poter dire con orgoglio ai nostri
figli ”Io c'ero”.
Non sarà una vittoria di una Champions League (fino a
lì non riesco proprio a sognare), ma quanto meno potremmo prima di
tutto sopravvivere e in secondo luogo mettere le basi per un futuro
roseo e, perché no, europeo dei nostri colori.
Qui in Finlandia da qualche giorno è arrivato
l'autunno, ma sostituire l'attuale presidente con persone più
competenti (facilissimo) e con più pilla (forse ancora più facile
della precedente), potrebbe essere una sorta di estate di San Martino
anche col termometro che scende verso gli 0 gradi.
Sasha
Gallo, Il Bologna visto da Helsinki

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