Sembra che ci siamo.
Poco a poco sembra (e ribadisco sembra) che l'attuale società si sia decisa a fare l'unico passo possibile da tre anni a questa parte, quello che tutta la città chiede a gran voce: il passaggio di consegne.
Ora che la trattativa avanza, spuntano anche grandi investitori dietro a Tacopina, quello che poi è successo a Roma, una serie di investitori che si impegnano a far tornare grande una squadra mal messa a livello finanziario. Perché non dobbiamo dimenticare che il Bologna, tra passivi da colmare, liquidazione delle quote e varie, costerebbe circa 40 milioni, mentre la squadra capitolina, pur con una storia recente di più alto livello, una rosa altamente più competitiva e la serie A, aveva comunque un debito di oltre 80 milioni, a cui aggiungere per lo meno la stessa cifra per l'acquisto delle quote dalla famiglia Sensi.
Quindi 40 milioni per il Bologna Football Club, anche se disastrato economicamente, sono una cifra relativamente onesta. Pare che tra i tanti che verseranno una quota, il che ci riporta a tre anni e mezzo fa, portebbero esserci personaggi ”minori” che metterebbero il loro mattoncino. Ho letto di Kobe Bryant, ma mi sembra un'ipotesi abbastanza campata per aria, per quanto io sia sempre stato un grandissimo fan del Black Mamba, non credo che il suo ingresso in società cambierà le sorti finanziarie del Bologna. Al massimo, essendo tifoso rossonero, potremmo organizzare il ”Trofeo Bulgarelli”, triangolare con Milan e Roma per fare concorrenza al Moretti..
Preferisco invece soffermarmi su quello che ad oggi sarebbe l'azionista di maggioranza, Joe Saputo.
La figura principale come fu mister Segafredo, il ”primus inter pares”, quello, per intenderci, che metterà la fresca e prenderà le decisioni.
Le basi economiche sono parecchio salde, visto che il patrimonio della famiglia, leader nel ramo caseario, parla di 3,4 miliardi di dollari. Miliardi. Basta coi palazzinari (Cazzola, Menarini, Gua***di) e largo agli imprenditori nel ramo alimentare. A occhio e croce quattro volte più facoltoso di Zanetti.
E a differenza di quest'ultimo, il signor Saputo è un appassionato di sport: è stato uno dei soci fondatori ed attualmente è proprietario dei Montreal Impact, squadra di calcio canadese che milita nella MLS, la serie A statunitense. La squadra, perché a quello bisogna poi guardare, in 11 anni sotto la sua guida ha vinto due campionati canadesi, che non saranno il massimo, ma pur sempre di scudetti si parla, tre campionati della regione del Quebec e dal 2012 i Montreal Impact sono entrati nella massima serie calcistica del Nord America, la già citata MLS, arrivando a disputare la Champions League di quelle latitudini. Particolare di non secondaria importanza, nel 2008 è stato inaugurato il Saputo Stadium, una di quelle strutture americane comprendenti oltre al campo, ristoranti, centri commerciali ed altre attività. Chi, dei tifosi del Bologna, non andrebbe a fare la spesa lì, se la stessa cosa fosse attuata col ”Dall'Ara”? O a cenare, anche solo una volta al mese, sapendo che, oltre a mangiare (e a Bologna tra tortellini e lasagne, il cibo è una religione) aiuterebbe il lato economico della squadra?
Oltre a questo, con il Bologna ha sempre avuto ottimi rapporti, per aver ceduto loro in prestito Paponi e Pisanu, oltre che al vero pezzo forte, Marco Di Vaio.
L'ex-capitano, indimenticato bomber e uomo legato a Bologna e al Bologna, credo sia stato il vero fautore di questo probabile acquisto.
Di Vaio ama Bologna e Bologna ama Di Vaio.
Sono personalmente convinto che, nonostante le smentite di facciata, sia proprio lui ad aver parlato e fatto innamorare Saputo della nostra città e della nostra squadra. Marco aveva ben capito che il nostro attuale presidente è con l'acqua alla gola e che i baiocchi li avrebbe solo spesi per il centro tecnico.
Per questo credo si sia attivato e che, giorno dopo giorno, in questi ultimi due anni, abbia parlato di quanto bene si viva a Bologna e quanto il tifo bolognese sia caldo ed appassionato.
E giorno dopo giorno abbia tracciato un solco sempre più profondo nella mente di Joey Saputo, fino a convincerlo a fare questo passo.
Sasha Gallo, Il Bologna visto da Helsinki

Nessun commento:
Posta un commento