“Con la sconfitta di ieri il Catania è quasi retrocesso, le altre quattro se la giocano ad armi pari. Spero che il pari di San Siro dia una bella iniezione di fiducia al Bologna. Io ho avuto la fortuna di vincere due volte con l’Inter negli ultimi due anni e speravo nel tris, so che ci sono andati vicino, peccato. Kone è il giocatore più importante, i miei ex compagni dovranno aggrapparsi a lui per salvarsi. Le cinque squadre invischiate giocano un campionato veramente strano e complicato. Ma poi alla fine non è neanche così difficile, basterebbe una vittoria per levarsi dalla zona calda, soprattutto nel caso di Bologna e Chievo. Nel derby si gioca molto di più il Bologna che il Parma. Il presidente Guaraldi non sarà in tribuna? È spiacevole, però se serve a tenere l’ambiente più tranquillo è meglio che la guardi alla televisione. Sassolini dalle scarpe? No, non è ancora il momento di toglierli. Ci sarà tempo e modo di fare due belle chiacchiere su quello che è successo prima che me ne andassi da Bologna". Questo l’estratto dell’intervista concessa dal fantasista del Guangzhou Evergrande, Alessandro Diamanti, aGazzetta.it. Aspettiamoci rivelazioni significative sulla sua partenza a mercato chiuso, al momento il forte riccioluto ha preferito non minare ulteriormente l’ambiente.
Il Trasferimento? "L'ho vissuto serenamente, in silenzio. Ero e resto legato a Bologna, ho sempre detto che avrei preso in considerazione proposte dall’estero e così è stato. Tempi e modi della cessione non li ho stabiliti io. Mi sono sempre allenato e ho giocato con impegno e serietà, con professionalità, lo possono dimostrare i miei compagni".
Bologna: "Ce la farà lo stesso a salvarsi, ha giocatori forti che lavorano con passione. Ho un ricordo bellissimo, Bologna mi ha dato tanto e ho cercato di ripagare. Ho avuto tanti attestati di stima, e qualche sassolino nella scarpa m’è rimasto, ma avremo tempo per parlarne, e comunque non riguardano la città".
I soldi? Lo dicono tutti, ma perché tutti l’avrebbero accettata. Peccato che non si parli mai di esperienze. Io ho sempre dimostrato con i fatti che inseguo le esperienze, non i soldi".
Si pente per la vendita di Diamanti? Nessuna rassegnazione, anzi: è evidente che abbiamo perso un elemento importante, ma non certo a cuor leggero e abbiamo valutato che comunque la squadra abbia tutte le possibilità per restare in Serie A, come in queste settimane sta dimostrando".
Una città come Bologna merita un vivaio adeguato. Cosa vuole fare per migliorare il settore giovanile?
"Dalla scorsa estate abbiamo iniziato a mettere in atto una profonda riorganizzazione del settore giovanile, puntando forte sui ragazzi del territorio che viene seguito e controllato in maniera capillare, e su staff tecnici di assoluto valore che possano contribuire in modo decisivo alla crescita dei nostri ragazzi come persone e come calciatori: vorremmo, speriamo presto, riuscire a farli allenare e vivere la quotidianità tutti insieme in quella che sarà la nuova casa del Bologna con le strutture adeguate.
Sono davvero molto preoccupato per il Bologna. Leggo da più parti che il sodalizio rossoblù è a rischio. Come si è arrivati a questa situazione? Dal comunicato ufficiale del Guangzhou si è scoperto che il Bologna ha incassato 6,9 milioni per la cessione di Diamanti. A questa cifra, stando a quanto riportato da diversi media, va tolto 1 milione di commissioni. Considerando che Diamanti, in 2 anni, era stato pagato circa 5 milioni, il Bologna ha avuto un guadagno di 1 milione. E i 9 milioni che lei voleva? Addirittura si sussurra che gli stipendi di febbraio sono stati pagati con i soldi dei cinesi! Ma da marzo in poi cosa succederà? Chi paga? Non è giunto il momento di fare quella famosa telefonata a Zanetti per l’ennesimo sospirato salvataggio?
"Puntualmente non si perde occasione per mettere in dubbio la solidità finanziaria del club, e si cita sempre la possibilità che gli stipendi ai calciatori non vengano pagati. Poi, altrettanto puntualmente, questa società non viene mai meno ai suoi adempimenti e cerca di garantire continuità e un futuro soddisfacente al Bologna. Non crediamo di meritare tutta questa sfiducia, anche perché non si deve mai dimenticare da dove siamo partiti, e in che condizioni. Su Zanetti, come ho più volte sostenuto, ribadisco che fu lui a volersene andare nel momento del bisogno dopo il primo importante step del salvataggio del club".
dalla (Gazzetta.it)

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