Probabilmente sono un inguaribile pessimista, ma le statistiche dicono che mai il Bologna è risalito in serie A l'anno dopo essere sceso in B. Nelle stagioni successive ad una retrocessione (1982-'83, 1983-'84, 1991-'92, 1993-'94 e 2005-'06) finora solo una volta su cinque, nell'allora C1 girone A, riuscimmo a risalire immediatamente, oltretutto come secondi. I dati ufficiali dicono che siamo a due sconfitte su due partite, 2 gol fatti (di cui uno su rigore) e 4 subiti e, in special modo contro L'Aquila, un gioco molto latitante, con la squadra che sembra ancora non aver capito che cosa chieda il mister. Oltretutto Diego Lopez (chi ha visto ”Boris” magari si è pure fatto due risate al pensiero dell'omonimia) è un esordiente totale in serie B, campionato parecchio differente dalla A. Aggiungiamo anche che a Cagliari era di casa, giocatore e coach per un totale di sedici anni e di conseguenza più morbido in caso di risultati negativi.
Ora allenare una squadra che deve salvarsi permette anche di rifugiarsi nel classico ”tutti dietro”, in casa contro le ”grandi” e in generale fuori casa, puntando a strappare un punto. Adesso le cose si fanno difficili, perché per essere promossi le partite bisogna vincerle e questo passa per forza di cose dall'imporre il proprio gioco. Siamo molto lontani dall'obiettivo e questo è sotto gli occhi di tutti. Sia L'Aquila che il Perugia hanno attaccato e difeso meglio e soprattutto corso più di noi, quindi alle evidenti difficoltà tattiche si aggiungono pure quelle di carattere fisico.
Tirando le somme, abbiamo problemi nelle fasi difensiva e offensiva, entrambe da migliorare e di parecchio, a questo aggiungiamo una condizione fisica scarsa, come se fosse stata sbagliata la preparazione. Quando arriverà il punto di penalizzazione (grazie CiccioPonteggio!), saremo a 4 punti dalla quota playoff. Dopo una partita. Non so voi, ma io la vedo grigia peggio della famosa marchesa...
Mezzo pieno.
Probabilmente sono un inguaribile ottimista e per farvi capire quanto, sono ancora convinto che se Pioli e Ballardini avessero trovato la maniera di darle un gioco, la squadra dell'anno scorso era sulla carta in grado di restare in A, considerata anche la quota salvezza più bassa vista da tanti e tanti anni.
È con questi occhi quindi che guardo la classifica di serie B. I bookmaker danno per favorite alla promozione, in ordine alfabetico Bari, Catania, Latina, Livorno, Modena, Pescara e Spezia.
A ben guardare solo la prima al momento ha vinto all'esordio, mentre la delusione viene dal campo di Catania, incapace di battere il Lanciano in casa e anzi prendendo pure 3 gol.
Siamo partiti male, è vero, abbiamo perso contro una neopromossa, è vero, ma il Perugia per il mercato che ha fatto viene accreditato di una salvezza tranquilla e magari qualcosa in più. Non sottovalutiamo neppure la spinta del pubblico di casa e la volontà della squadra nell'onorare al massimo l'esordio in serie B, dopo 9 anni passati nelle categorie inferiori.
Un altro fattore che pesa in questo momento è l'aver cambiato del tutto la squadra. Per fortuna. Non sottovaluterei neppure rispetto agli ultimi anni, sembra esserci una panchina lunga, con diversi cambi funzionali. Gli unici due che in questo momento sembrano insostituibili sono Maietta e Cacia, uomini di categoria, specialisti in promozioni. Paez e Buchel paiono giustificare i rispettivi ingaggi e aspettiamo di valutare gli ultimi arrivi Bessa e Improta. Soprattutto abbiamo Ceccarelli per dare il cambio a Garics, che finalmente può vedere la prossima partita dalla tribuna e magari tante altre. Il primo gol de L'Aquila nasce da un suo liscio di testa e come un 18enne senza esperienza si fa espellere contro il Perugia, limitando molto le nostre possibilità di pareggiare. E pure Zuculini, su cui io punto molto, spero abbia capito quali siano i metri arbitrali in Italia.
Voi come lo vedete il bicchiere? Comunque sia, Salute!
Sasha Gallo, Helsinki

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