Cerchiamo d'analizzare i tre gruppi che gravitano attorno all'acquisto del Bologna. Possiamo dire che tutti quanti si muovono per il bene della città, dei tifosi e per una società solida e competitiva. Gli sforzi sono notevoli visto il buco da 30 milioni acquisiti negli ultimi anni da Albano Guaraldi. Quest'ultimo ha l'imbarazzo della scelta, sempre che voglia vendere, e che non cerchi di fare una sorta di asta al rialzo, perchè si arriverebbe ad un fallimento immediato.
Il primo gruppo è capitanato da Stefano Bruni ex sindaco di Como, assistito dalla società austriaca G Diamonds quotata in borsa che investe nei diamanti e metalli preziosi. Hanno versato i 5 milioni richiesti da Guaraldi per accedere alla visione dei conti della società bolognese. In seguito dovranno dimostrare di avere la liquidità necessaria per l'acquisto definitivo. Ma Guaraldi non si fida molto di questa cordata. Possibilità 20%.
Il secondo gruppo è rappresentato da Salvatore Bagni, fiduciario di due faccendieri. Uno è svizzero e l'altro è bolognese. Entrambi gravitano nel mondo dell'ippica. Ma le possibilità di concludere sono molto basse circa il 5% in quanto i trascorsi tra il presidente del Bologna e Bagni non sono dei migliori.
Terzo e ultimo gruppo è made in U.S.A. Condotto dall'avvocato newyorkese Joe Tacopina che ebbe già contatti nel 2008 con l'allora Presidente Cazzola, ma non trovarono gli accordi giusti per concludere. Tacopina questa volta sembra convinto e fiducioso in un avvicendamento della società. In scadenza di contratto con la As Roma c'è l'a.d. Claudio Ferrucci che il vicepresidente giallorosso Tacopina vuole portare a Bologna. Ci sarebbe come collaboratore Piergiorgio Bottai, romano e a.d. della Virtus Bologna basket. Questa corporazione ha le maggior possibilità circa il 75%. A questo punto Guaraldi deve decidere con una certa urgenza perchè tra poco deve pagare 5 milioni di stipendi e ci sono altre scadenze. Le conferme di Pazienza e Acquafresca pesano notevolmente per le casse rossoblù, tre milioni l'anno. La nota positiva è l' autoriduzione dello stipendio di Acquafresca di 300mila € su 900mila € netti, proprio per rendere più vivibile la sua convivenza.
Infine dico che Tacopina non può e non deve rinunciare come fece nel 2008. Sarebbe la fine per tutta Bologna.
Nicola Piazzi
Nicola Piazzi
Ottimo Nicola, assolutamente condivisibile come sempre nei tuoi articoli, chiari e incisivi. Speriamo davvero che possano raggiungere un accordo.
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