Guaraldi non c’era. Pare che fosse in compagnia di Claudio Fenucci, ora dirigente della Roma e promesso ad del Bologna in caso di buon esito della trattativa con Tacopina.
Dopo l’ok del presidente alla cessione, è sopraggiunto un problema da risolvere: vanno benissimo i sei milioni che gli americani sarebbero disposti a spendere per liberare i soci rossoblù dal vincolo di un immobile che costa invece che fruttare e che in tre anni ha contribuito ad appesantire il bilancio. Ma va meno bene che da una cessione così concepita, il secondo azionista di maggioranza, ovvero Massimo Zanetti, esca senza vedersi restituire neppure un euro dei quattro milioni che mise a fine 2010 e che gli garantirono la presidenza.
Guaraldi, spinto in quella direzione da Gianni Morandi, ha sperato fino all’ultimo di intavolare una trattativa con il suo predecessore e ha tentato di ricoinvolgerlo come sponsor. Tutto inutile: ieri con Fenucci ha studiato un sistema di pagamento che comunque ridarebbe il sorriso perduto ai membri del cda e che ripagherebbe, almeno in parte, la generosità di Zanetti che infine non acquisterà il Bfc, ma che in questi tre anni e mezzo di silenzio ha lasciato che i dirigenti usufruissero liberamente del denaro che aveva versato.
L’offerta degli americani capitanati da Joe Tacopina è ancora di 40 milioni: sta uscendo dai conteggi l’albergo di Carloforte e qualcosa va rivisto. Se ci sarà un immediato accordo su nuove basi, le firme (e i dollari) dovrebbero arrivare entro la fine del mese.
A meno che la faccenda dell’albergo non sia soltanto un diversivo che Guaraldi si concede in attesa di capire quali intenzioni abbia l’ultimo signore salito sulla scena della cessione: si tratta di un imprenditore del Kazakistan che avrebbe manifestato l’intenzione di entrare nel mondo del calcio e lo farebbe volentieri attraverso l’acquisizione del Bologna. Può darsi che sia vero. Ma anche no.
fonte Resto del Carlino
Nessun commento:
Posta un commento