Squadra nuova poi lo stadio
Ecco il futuro made
in Usa
Tra i progetti anche il centro tecnico di Granarolo

Rendering: il progetto del nuovo stadio
BOLOGNA - Lo sbarco degli americani. E poi la ricostruzione. Bologna sogna, come ai tempi della guerra. La salvezza del club e le ambizioni dei tifosi oggi — e sottolineiamo oggi — dipendono dalle stelle e dalle strisce. In soldoni, dai dollari che arriverebbero dagli Stati Uniti, via Roma. Fuori Guaraldi e dentro gli artefici della rinascita (o esplosione) del club giallorosso.
Se così dovesse avvenire, come tutti in città si auspicano, partirebbe dopo 70 anni un nuovo piano Marshall. Piano che a questo giro prenderebbe il nome del capofila dell’operazione, l’avvocato italoamericano Joe Tacopina, qui a Bologna assai noto per i trascorsi con Alfredo Cazzola, sei anni fa, esattamente per le identiche questioni calcistiche. Allora la fumata fu nera, oggi il vento sembra cambiato. Ora bisogna ripartire da zero e Tacopina è pronto a farlo. Pur lavorando sottotraccia, la compagine italoamericana non nasconde i propri progetti, che di fatto ricalcano quelli avviati con nella Capitale. La scala delle priorità è chiara: prima si pensa alla squadra, per renderla competitiva e solida (naturalmente riportandola quanto prima in serie A); dopo ci si muove sul territorio per rafforzare il club con le dovute e necessarie infrastrutture (che adesso mancano e dove ci sono sono claudicanti e dispendiose).
A Roma, dove l’asticella è decisamente più alta che a Bologna, è andata così. Ambizioni di prima grandezza sia col pallone sia col mattone. In campo i giallorossi sono fra le grandi e fuori il presidente Pallotta ha già presentato il nuovo impianto di Tor di Valle che dovrebbe essere inaugurato entro il 2016 (a puntino per i 40 anni di Totti) con un investimento multimilionario e importanti infrastrutture come il collegamento metro e ferrovia con la città. Ma prima lo staff Usa ha rafforzato la squadra. Così JT pensa di fare a Bologna, sperando che la truppa (oggi) di Lopez arrivi al mercato di gennaio almeno a ridosso della zona play off, dopodiché si chiederà al ds (che difficilmente sarà Fusco), finalmente dotato di portafoglio, di aggiungere i pezzi mancanti col mercato di riparazione e tentare (subito) il grande salto (una risalita peraltro mai riuscita da queste parti). Se la cosa non dovesse riuscire i nuovi proprietari non ne farebbero un dramma. Anche a Roma hanno impiegato un paio di stagioni per prendere le giuste misure.
L’assalto alla A verrebbe solo rimandato all’anno dopo. Intanto però, sul secondo ma non ultimo binario, la nuova società si muoverebbe per realizzare quello che neppure cinque Guaraldi messi insieme sarebbero riusciti a fare: costruire il centro tecnico di Granarolo e ristrutturare il Dall’Ara. Due operazioni che tranquillizzerebbero molto sia il presidente uscente (che incasserebbe anche da quel patrimonio che ora è solo un progetto sulla carta) sia l’amministrazione locale che vede di buon occhio il restyling del Dall’Ara e del quartiere e di certo non altro consumo di suolo pubblico.
L’assessore allo sport Luca Rizzo Nervo, senza toccare l’argomento stadio, attende fiducioso: «Bologna non è provinciale e non ha pregiudizi nei confronti di chi viene da fuori. La compagine che sta trattando con Guaraldi a Roma ha fatto lavorato bene, vediamo ora se ci sono tutti i crismi di concretezza e se Guaraldi li accetta». JT erediterebbe di fatto l’affaire casalingo di Granarolo pensato e realizzato all’interno del cda rossoblù (Guaraldi & Rimondi) e poi, forse, uno dei tanti progetti di riqualificazione del Dall’Ara, in testa ai quali pare ci sarebbe quello assai apprezzato dai tifosi e disegnato dallo studio di architetti Brenso (copertura totale, abbassamento campo, via strutture Italia ’90, sotterraneo sotto Andrea Costa, collina artificiale all’antistadio, etc). Resta da capire considerata la mole di investimenti e l’avviamento dei progetti, se si lavorerà prima sullo stadio o sul centro tecnico. Prima, ma sempre dopo la squadra, questo deve essere chiaro.
fonte:Corriere di Bologna.it
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