Vicenza, 5 ottobre 2014 - Vale la pena di iniziare dalla fine, dalle due parole con le quali Massimo Zanettiha chiuso la sua chiacchierata nel cortile dello stadio Menti: «Vogliatemi bene», ha detto salutando sorridente. Sarà facile, presidente, se ciò che ha detto prima di Vicenza-Bologna è da considerare il suo biglietto da visita.
Zanetti parte seconda. Questa volta chi glielo ha fatto fare?
«Lo stesso identico stimolo del 2010: il senso del dovere o, se preferite, il senso civico».
«Lo stesso identico stimolo del 2010: il senso del dovere o, se preferite, il senso civico».
Lei come Gazzoni nel 1993.
«Stimo Gazzoni, è stato un ottimo presidente».
«Stimo Gazzoni, è stato un ottimo presidente».
Avanti con il programma.
«Prima tappiamo le falle e tentiamo anche di venire in serie A»
«Prima tappiamo le falle e tentiamo anche di venire in serie A»
In quanto tempo?
«Il minore possibile».
«Il minore possibile».
Conferma l’impressione di un Bologna da playoff?
«A me la squadra sembra ben costruita e non escludo che si possa arrivare primi o secondi».
«A me la squadra sembra ben costruita e non escludo che si possa arrivare primi o secondi».
E’ un’opzione che presuppone subito un vostro intervento sul mercato.
«Se è per questo, ci siamo già attivati. Diciamo che ci stiamo guardando intorno».
«Se è per questo, ci siamo già attivati. Diciamo che ci stiamo guardando intorno».
Il Bologna ha bisogno di cure molto urgenti, giusto?
«La situazione non è florida, ma la prima garanzia che posso dare è questa: sono finiti i giorni del Bologna con l’acqua alla gola».
«La situazione non è florida, ma la prima garanzia che posso dare è questa: sono finiti i giorni del Bologna con l’acqua alla gola».
Zanetti, abbia pazienza, ma il club è con l’acqua alla gola da quel dì.
«Sono intervenuto per due volte, nel 2010 come oggi, quando mi hanno chiesto di farlo».
«Sono intervenuto per due volte, nel 2010 come oggi, quando mi hanno chiesto di farlo».
Lo scorso giugno Guaraldi non lo fece?
«Venne a Treviso, ma poi, evidentemente, si convinse di poter andare avanti da solo».
«Venne a Treviso, ma poi, evidentemente, si convinse di poter andare avanti da solo».
A proposito di quell’incontro: fu sorpreso dalla presenza di Christian della Beata Gioventù, uno dei leader della curva Bulgarelli?
«Posso dire che si comportò benissimo. Poi chiacchierando ho saputo che è il figlio della signora che aveva il negozio di animali in piazza Roosevelt, dove prendemmo Nebbia, che è il nome del cane di Heidi (un San Bernardo), il cartone che mia figlia guardava sempre».
«Posso dire che si comportò benissimo. Poi chiacchierando ho saputo che è il figlio della signora che aveva il negozio di animali in piazza Roosevelt, dove prendemmo Nebbia, che è il nome del cane di Heidi (un San Bernardo), il cartone che mia figlia guardava sempre».
Guaraldi è poi tornato a Treviso pochi giorni fa, lasciando di stucco gli americani.
«Si è comportato bene, convinto di fare la cosa più saggia».
«Si è comportato bene, convinto di fare la cosa più saggia».
Né lui né Morandi erano convinti delle reali intenzioni di Tacopina e Saputo.
«Sfatiamo il mito degli americani. Io per primo, quando Guaraldi mi informò della trattativa, gli dissi che se esistevano delle certezze poteva andare avanti».
«Sfatiamo il mito degli americani. Io per primo, quando Guaraldi mi informò della trattativa, gli dissi che se esistevano delle certezze poteva andare avanti».
Il primo milione lo hanno pur messo.
«Eh già. Con uno non si compera il Bologna. Ne mancavano dodici. Era tutto molto semplice: ne avessero messi tredici, si prendevano la società e la discussione sarebbe durata mezza giornata».
«Eh già. Con uno non si compera il Bologna. Ne mancavano dodici. Era tutto molto semplice: ne avessero messi tredici, si prendevano la società e la discussione sarebbe durata mezza giornata».
Poi Saputo l’ha chiamata.
«Vero. Stavo facendo la pennica e mi ha svegliato: sono Saputo, parliamo del Bologna?».
«Vero. Stavo facendo la pennica e mi ha svegliato: sono Saputo, parliamo del Bologna?».
E lei?
«Io gli dico che sono un tifoso che da trent’anni spasima per il Bologna e che fin qui ha più sofferto che gioito, ma che di calcio non capisco granché e che avrebbe dovuto parlare con Baraldi».
«Io gli dico che sono un tifoso che da trent’anni spasima per il Bologna e che fin qui ha più sofferto che gioito, ma che di calcio non capisco granché e che avrebbe dovuto parlare con Baraldi».
Vi riparlerete lei e Saputo?
«Direi proprio di no. Non capisco neanch’io perché mai fra tante società che ci sono in giro per il mondo abbia messo gli occhi proprio sul Bologna agonizzante».
«Direi proprio di no. Non capisco neanch’io perché mai fra tante società che ci sono in giro per il mondo abbia messo gli occhi proprio sul Bologna agonizzante».
Seconda agonia in quattro anni e secondo ingresso di Zanetti.
«Non è un caso: ho sempre detto che non avrei lasciato il mio Bologna nei guai».
«Non è un caso: ho sempre detto che non avrei lasciato il mio Bologna nei guai».
Quindi, fine della questione americana?
«Io con loro non ci parlerò più».
«Io con loro non ci parlerò più».
Quando sarà ufficialmente presidente?
«Ci sono alcuni passaggi da compiere, penso che tutto sarà sistemato entro la fine dell’anno».
«Ci sono alcuni passaggi da compiere, penso che tutto sarà sistemato entro la fine dell’anno».
A quel punto si autoproclamerà?
«Il presidente di Confindustria ha messo un’altra persona (Carlo Rossi) alla presidenza del Sassuolo…».
«Il presidente di Confindustria ha messo un’altra persona (Carlo Rossi) alla presidenza del Sassuolo…».
Se è per questo, anche Lotito ha messo ‘un altro’ alla presidenza della Figc.
Sorride e chiarisce: «Sì, penso che lo farò».
Sorride e chiarisce: «Sì, penso che lo farò».
Capitolo stadio. Si direbbe che per gli americani fosse il fulcro intorno al quale avrebbe girato la loro operazione.
«Andrò presto a trovare il sindaco. Penso che il Bologna debba essere dei bolognesi e non mio. E penso che sia giusto coinvolgerli».
«Andrò presto a trovare il sindaco. Penso che il Bologna debba essere dei bolognesi e non mio. E penso che sia giusto coinvolgerli».
Il suo Bologna avrà alle spalle una nuova squadra societaria. Che ne sarà di quella vecchia?
«Ho sempre detto che avrei messo i soldi nel Bologna e non ho cambiato idea».
«Ho sempre detto che avrei messo i soldi nel Bologna e non ho cambiato idea».
Chiaro: per i vecchi soci di Bologna 2010 non c’è un euro. Ma ce ne sono abbastanza per rimettere in piedi la società.
«I conti sono brutti (dice guardando Baraldi che lo ha ragguagliato sulla situazione nei giorni scorsi; ndr) ma cercheremo di fare del nostro meglio, sapendo già che sarà una digestione un po’ lenta. Diciamo così: il caffè può servire a digerire tutto, anche l’hamburger, uno dei piatti preferiti dagli americani».
«I conti sono brutti (dice guardando Baraldi che lo ha ragguagliato sulla situazione nei giorni scorsi; ndr) ma cercheremo di fare del nostro meglio, sapendo già che sarà una digestione un po’ lenta. Diciamo così: il caffè può servire a digerire tutto, anche l’hamburger, uno dei piatti preferiti dagli americani».
Lei è stato presidente per un mese in serie A e ha a referto una vittoria a Bari e una sconfitta con l’Inter a San Siro. Adesso il Bologna è in serie B. L’ultima retrocessione non si poteva proprio evitare?
«A me nessuno ha chiesto di farlo e sono rimasto in silenzio fino a quando mi hanno esplicitamente chiesto di intervenire. In ogni caso, direi che salvarsi quando la società è con l’acqua alla gola sarebbe stato difficile per chiunque».
«A me nessuno ha chiesto di farlo e sono rimasto in silenzio fino a quando mi hanno esplicitamente chiesto di intervenire. In ogni caso, direi che salvarsi quando la società è con l’acqua alla gola sarebbe stato difficile per chiunque».
Mancano dieci minuti all’inizio della partita e Zanetti freme per immergersi nell’atmosfera da stadio. Ma ha tempo ancora per un ragionamento: «Con la Segafredo non mi quoto a New York, mi quoto a Milano», dice spiegando di fatto perché abbia avuto tanta prudenza nell’approcciarsi a questo Bologna. Poi mostra un volto soddisfatto, contento e forse intenerito dalla buona accoglienza che ha ricevuto: «Vogliatemi bene», dice entrando. «Teniamoci stretto questo pari, su un campo dove in pochi vinceranno», ha detto uscendo.
http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/zanetti-vicenza-bolognafc-bolognesi-1.273560

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