Dopo essere stato sfiduciato, ma non sostituito, dalla società subito dopo la sconfitta interna contro il Palermo, Delio Rossi prova ad invertire un trend fin qui disastroso (7 sconfitte ed un solo successo) presentandosi nel delicato impegno del Braglia di Modena contro il Carpi, con un 4-3-3 riveduto e corretto negli uomini, in porta spazio a Da Costa, in difesa esordio per Krafth e rientro, al fianco di Gastaldello, di Oikonomou, resta a sinistra Masina, mediana giovane con Donsah, Diawara e Rizzo, in avanti ritorna Giaccherini che si affianca a Mounier e Destro.
La squadra felsinea sente troppo la partita e la posta in palio e non riesce ad esprimere appieno il suo gioco, il centrocampo passeggia con la palla tra i piedi senza quasi mai verticalizzare, le fasce sono alquanto statiche non riuscendo ad accompagnare le punte che si muovono ma non vedono quasi mai la porta.
Quando le cose girano male non possono che andare peggio come dimostra l'azione del gol subito, prima Tagliavento non fischia il netto fallo di Silva su Mounier, poi, sul proseguo, Letizia insacca da distanza ravvicinata ma in chiara posizione di off side.
Una schiocchezza di Lollo a centrocampo, che azzoppa Krafth, costretto a lasciare il campo in barella, sostituito da Mbaye, mette la partita in salita per un Carpi ordinato, aggressivo e cinico. La dea bendata guarda da un'altra parte anche nel finale di primo tempo quando Destro, fin lì un fantasma, gira bene d'esterno un preciso cross di Masina, Belec si salva alla meno peggio, la sfera si impenna e poi finisce fuori a pochi centimetri dal montante di destra.
In avvio di ripresa i rossoblù sistemano le cose, sugli sviluppi di un angolo, dopo che Rizzo aveva fatto imprecare ancora alla malasorte colpendo il palo, Gastaldello si fa trovare pronto sulla ribattuta ed insacca.
Con quasi un tempo in superiorità numerica ed un Carpi tutto chiuso su due linee da 4 a protezione della propria area, il Bologna è costretto a fare la partita attaccando una difesa schierata, e qui, vengono fuori tutto i difetti dei felsinei che provano a scardinare il fortino con un possesso palla troppo lento e stucchevole che raramente impensierisce gli avversari, che difendono compatti senza andare in grande difficoltà.
I problemi il Carpi li ha invece, e grossi, sulle palle inattive ed il Bologna sfiora un paio di volte il gol in mischia, ma la sensazione è quella di una squadra che manca di cambio di ritmo e di inventiva, almeno sulla linea mediana, mentre c'è sulle fasce con Giaccherini, che fa sempre la differenza con la palla nei piedi sfiorando anche la rete in un paio di circostanze.
Sannino nel finale passa alla difesa a 5 togliendo anche Matos e, al 93', quasi a voler sottolineare, la difficoltà dell'impresa per una squadra volenterosa, ma con più d'un difetto, arriva il gol della vittoria, Brienza crossa dalla fascia destra, Belec si allunga a deviare, maldestramente, Masina si fa trovare libero sul secondo palo e deposita nella porta sguarnita.
Tre punti di platino per un Bologna che mette fine all'emorragia di sconfitte, che sia la scintilla di cui da tempo parla Rossi, necessaria ad accendere una squadra giovane dalle grandi potenzialità, finora mai espresse a pieno, lo vedremo solo nelle prossime settimane, anche perchè difficilmente martedì contro l'Inter potranno arrivare punti pesanti.
La squadra ha dimostrato oggi di essere viva e vogliosa di tirarsi fuori dalle secche di una classifica che resta brutta, ma che almeno, visto come s'erano messe le cose è migliorata leggermente. Se il successo ha salvato la panchina traballante di Rossi lo impareremo nelle prossime ore quando il Chairman Saputo arriverà a Bologna...
fonte: voci di sport

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