Sotto le Due Torri
tifoseria e addetti ai lavori sono più o meno equamente suddivisi tra sostenitori
e detrattori di Delio Rossi e del
suo lavoro.
Dopo la bruciante sconfitta interna contro l’Udinese molte voci si erano già levate
contro il Mister romagnolo, incapace fin qui di far crescere una squadra giovane,
composta da tanti prospetti di belle speranze che, però, fin qui, ha raccolto davvero
pochissimo.
La società ha confermato la fiducia al Mister che ha
proposto allo J-Stadium una squadra
solo di poco diversa da quella della scorsa settimana, con il rientrante Gastaldello a guidare la difesa e Brienza dal 1’ a dar man forte alle
punte.
Il primo quarto d’ora ha regalato il miglior Bologna della stagione, coraggioso,
propositivo, costante nell’aggredire alto una Juventus partita su ritmi bassi, la rete (la terza) di Mounier, già al 5’ sembrava aver
indirizzato nei binari giusti la partita, in realtà non ha fatto altro che svegliare
il gigante dormiente.
In breve il pressing a tutto campo dei felsinei, tenendo la
difesa altissima, con i bianconeri più attenti e abili ad eluderlo, andando a
vuoto ha aperto invitanti praterie per i piemontesi che sono cresciuti rendendosi
pericolosi ad ogni attacco e impattando poco dopo la mezz’ora con la prima
rete in campionato di Morata.
In quel momento è finita la partita ed è iniziato il
monologo bianconero.
Con il passare dei minuti i rossoblù si sono ritirati sempre
più indietro a proteggere i propri 16
metri, facilitando così l’assalto dei campioni d’Italia, del tutto liberati dagli obblighi difensivi.
Il rigore trasformato da Dybala, e contestato in casa rossoblù, ha solo facilitato la
vittoria bianconera, legittimata poi dal
primo gol ‘italiano’ di Khedira, agevolata
anche dall’ormai sistematico crollo, prima fisico, poi mentale, che da inizio
stagione affligge i felsinei in coincidenza con lo scoccare della prima ora di
gioco.
Fare punti a Torino
era indubbiamente proibitivo, aver raccolto la sesta sconfitta in sette partite
condanna però il Bologna all’ultimo posto, solitario, in classifica.
La strada per risalire diventa ora ancor più disseminata di difficoltà e
trappole, che potrebbero diventare più insidiose per effetto della inevitabile
ansia e pressione che la precaria posizione in classifica potrebbero
trasmettere ad un manipolo di di giovanotti alle prime esperienze in serie A.
Manca, vuoi per infortunio, vuoi per cattiva forma, gente d’esperienza
in grado di trasmettere serenità e sicurezze, ma una cosa è certo: la coperta ora
sembra davvero cortissima!
La sensazione è quella di essere davanti ad un bivio: o
proseguire con Rossi, sperando che dopo la sosta, magari con un richiamo
atletico, la squadra dia finalmente
rassicuranti segnali di risveglio, oppure gettare tutto alle ortiche e scegliere un altro allenatore che scuota l’ambiente
riuscendo ad entrare in maggior sintonia con ragazzi poco avvezzi ad un calcio
dalle pressioni così cogenti.
L’unica cosa assolutamente da evitare è invece quella di
nascondersi dietro la coerenza e di negare di avere un serio problema, farlo
potrebbe costare davvero carissimo….
Nessun commento:
Posta un commento