Spiegare la sconfitta del Bologna contro l'Inter nell'anticipo della decima giornata è facile e difficile al tempo stesso, facile perchè è stata determinata da due episodi lampanti: al 67' quando Ferrari svirgola sulla propria trequarti un lancio a spiovere dalle retrovie che dà il là all'affondo di Llaijc, abile poi a servire ad Icardi l'assist per il più facile dei gol, ed al 93' quando Destro, liberato da solo in area a 10 metri da Handonovic, gli spara addosso quello che pareva e doveva essere il facile tiro dell'1-1.
Ma se si sorvola sui due episodi chiave del match bisogna soffermarsi su 90' in cui i felsinei, dopo il corroborante successo contro il Carpi, si ritrovano e disputano, fino al 67', una gara praticamente perfetta: accorti, determinati, volitivi, disposti su due linee strette che tengono la squadra sempre corta intasando gli spazi alla manovra ospite, inaridita oltre l'immaginabile, tanto da lasciare agli avversari una sola conclusione degna di nota proprio sul finire della prima frazione di gioco e da rendersi potenzialmente pericolosi in almeno tre occasioni.
Giaccherini per quasi un'ora fa la differenza, sia in copertura che in proposizione, il centrocampo, guidato da Diawara, tornato padrone della mediana, pressa e raddoppia rendendo impossibile agli omologhi nerazzurri qualsiasi giocata creativa, la difesa non soffre quasi mai, ma, la nota dolente, resta come sempre l'attacco, con Mancosu, generoso e nulla più, parso inadatto a queste platee, e si sa, nel calcio difficilmente se non si tiri mai in porta si può vincere.
L'espulsione di Melo, per doppia ammonizione, al 60', sembra indirizzare ulteriormente la partita sotto le due torri, se non intervenisse il caso, la sfortuna, l'inesperienza, chiamatela pure come volete, che porta Gastaldello a sbagliare e Ferrari a completare la frittata regalando ad un Inter fin lì quasi inguardabile, per quanto è lenta, compassata, prevedibile e priva di qualsiasi estro e idea.
In 10 e sopra di un gol la partita cambia i suoi connotati, i nerazzurri si compattano, difendono con ordine e ripartono sempre con pericolosità, il Bologna perde invece certezze e sicurezze, si fa prendere dal panico, non ragiona più ed attacca senza ordine, a testa bassa, facendo un possesso palla disordinato e confuso che quasi mai impensierisce l'avversario, quasi, abbiamo detto, perchè in realtà,al 93' si presenta l'occasione della vita, ma con essa arriva anche l'ennesimo errore da parte di un attaccante mai in gol in 10 presenze, che vede ormai la porta piccolissima e sente il pallone pesantissimo.
Mai come questa sera però i rossoblù possono recriminare con sè stessi e con l'avversa sorte, delle otto sconfitte questa è indubbiamente quella che più brucia, ma che dà anche nuove speranze di riuscire a tirarsi fuori da questa posizione di classifica sempre bruttissima, mentre di contro, un'Inter troppo brutta per essere vera si gode la testa solitaria della classifica per una notte.
Questo è il calcio....
fonte voci di sport
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