Angelo Schiavio... Angelino. Per parlare di lui ci si dovrebbe alzare in piedi. Giocatore d'altri tempi, bandiera indiscussa. Quando si scrive di un giocatore così, tremano le mani. Non potrò dire niente che non sia già stato detto, ma la paura è quella di dirlo male, la paura è quella di non essere in grado di raccontarvi chi fosse... di cosa fosse capace. Ho visto poco di lui. Qualche filmato datato... Ho letto tanto, tantissimo. La prima volta che lo incontrai ero una bambina. Una bambina nel suo negozio di via De Toschi. Sembrava un uomo severo, tutto d'un pezzo, dicono che lo fosse davvero. Ma dicono anche che fosse uno splendido, uno spanizzo... uno che offriva sempre, uno che si godeva i soldi, uno che viaggiava. Però non immaginatevi il classico calciatore da jet set. Per lui il calcio era un hobby relegato al tempo libero. La sua attività principale era l'azienda di famiglia. Azienda che i suoi genitori avevano avviato dopo essersi trasferiti dalla provincia di Como nel 1904. Un Magazzino di vendita all'ingrosso e diversi negozi sparsi per Bologna.Empori di lusso, arredati finemente e all'interno dei quali riuscivi a trovare la cosa giusta per te, sempre. Nacque a Bologna il 15.10.1905 ultimo di otto fratelli. Si è avvicinato al gioco del calcio fin da giovanissimo, fin da bambino. Ed ha sempre e solo giocato a Bologna, per il Bologna. Dapprima nelle giovanili, poi nella S.G. Fortitudo Bologna ed infine in prima squadra. Per essere un secondo lavoro, per essere un hobby da tempo libero, lo giocava davvero bene. In 348 presenze in Campionato (tutte con la maglia del Bologna, tutte in serie A) ha segnato 241 reti, più 15 con la maglia della Nazionale (di cui una decisiva, che ci promosse campioni del mondo nel 1934). Era un calciatore meraviglioso. Qualcuno scrisse di lui "Colpito da Schiavio il pallone Suonava". Aveva un'andatura particolare, ondeggiante, che confondeva l'avversario. Era un fuoriclasse. Uno vero. Ai suoi tempi (lo diceva anche lui, con il senno di poi) il gioco era più lento, ma più ragionato e forse persino più faticoso. Probabilmente a fare di lui un protagonista indiscusso e di fama mondiale, comunque, è stato il suo carattere. Era molto forte (Dall'Ara di lui disse: "Quando ci sediamo attorno al tavolo, il presidente sembra lui").Non perdeva il controllo. Aveva quella freddezza che non gli faceva perdere lucidità nemmeno sotto pressione.
Di essere forte lo ha sicuramente dimostrato da subito, appena nato. nel 1906 (nemmeno un anno). Ebbe la vita salva per mano del professor Bartolo Nigrisoli (luminare Bolognese). Chiamato d'urgenza, di notte nell'abitazione della famiglia diagnosticava al piccolo, che non dava più segni di vita, un enfisema al polmone destro. Appoggiò Angelino Schiavio sul tavolo di marmo della cucina e gli tolse una costola sotto la scapola destra.. così, senza anestesia. Lasciò la ferita aperta (per drenare). Si chiuse poi completamente quattro anni dopo. Quando si sopravvive a una cosa del genere, si onora il nome "Angelo", si manda un segnale al mondo, come se si fosse degli eletti. E lui un eletto lo era, lo era davvero.
Il 31 dicembre 1922 allo stadio di Bologna (Sterlino) vengono disputate due partite consecutive: Bologna (giovani) - Wiener di Vienna e Bologna (prima squadra) - Ujpest di Budapest. I ragazzi vincono 2-0 con due gol di Schiavio. Una volta rientrato negli spogliatoi a fine partita, trovò Felsner (allenatore della prima squadra) che gli chiese se se la sentisse di giocare un’altra partita (nel pre partita Della Valle era stato colpito da una fortissima febbre). Lui accettò e con un gol portò il Bologna alla vittoria per 1-0. Giocò per tre ore consecutive e segnò tutte le reti delle due partite. L'anno seguente, nel 1923 esordì ufficialmente in prima squadra contro la Juventus.
Ha giocato 16 stagioni (fino al 1938), Si è fermato da campione del mondo, da campione punto e basta. E' tornato ad occuparsi a tempo pieno dell'attività di famiglia, dei suoi negozi (dando a me l'opportunità di incontrarlo qualche volta). In carriera ha vinto: 4 Scudetti (ovviamente tutti con il Bologna), 2 Coppa Mitropa, 1 trofeo dell'expo di Parigi, 1 Bronzo olimpico, 1 Campionato del mondo, 2 Coppe Internazionali ,è stato Capocannoniere della Serie A... ma questi sono solo numeri, solo titoli. A voler essere precisi fu anche allenatore. Sia giocatore che allenatore contemporaneamente che solo allenatore, con risultati decisamente meno apprezzabili, però. E' morto a Bologna, la sua Bologna, forse più sua che di chiunque altro mai il 17 Settembre 1990. A Bologna però, non gli abbiamo intitolato niente, nemmeno un angolo buio. Solo un passaggio dentro ai cancelli dello Stadio Dal'Ara.
A me piace ricordarlo per come l'ho visto in un aneddoto che lessi qualche tempo fa, sul web... quando a 70 anni suonati, vedendo due dei suoi nipoti tirare qualche calcio al pallone (che erano ignari del suo glorioso passato), si unì a loro e palleggiò prima con il collo del piede e poi con il tacco e li lasciò di stucco.

Stupendo articolo! Hai ragione, non aver dedicato una via o una piazza a Schiavio (e Bulgarelli) è un'offesa alla sua memoria!
RispondiEliminaspero provvedano... magari su pressione della nuova dirigenza, che è molto attenta alla nostra storia
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