Parlando di bandiere del Bologna tutti ricordano Bulgarelli. Un grande Bolognese sempre legato alla Maglia del Bologna.
Non tutti, però, ricordano un grande che l'ha preceduto di poco e che ha smesso col calcio giocato a cavallo dell'ingresso in squadra del grande Giacomino.
Come Bulgarelli Cervellati era un bolognese di provincia e percorse tutta la sua carriera nel Bologna. Vi giocò per ben 14 anni ovviamente militando sempre in serie A.
Ruolo Ala destra quindi attaccante. Si presentava minuto ma faceva dello scatto e del dribbling le sue doti migliori. Segnò 88 reti nell'arco della sua carriera.
Esordì giovanissimo nel Bologna nel 1948. L'Italia si leccava ancora le ferite aperte del dopo guerra e il Bologna doveva ancora ricostruirsi mentre in Italia faceva faville il Grande Torino.
Debuttò contro la Lazio e fu una debacle. Risultato finale 8 a 2 per la Lazio. Dal campionato successivo divenne titolare inamovibile della maglia numero 7.
Fino al campionato 51/52 segnò spesso e con regolarità. In tre campionati segnò ben 39 reti. Ma in campionato dominavano le squadre prima di Torino poi di Milano. Il Bologna non era più la squadra che fu prima del conflitto mondiale. Ma Cesarino seppe mettersi in mostra ed esordì anche in Nazionale nel 1951. Vi giocò appena 6 partite e non segnò mai. In ogni caso aveva indossato la prestigiosa maglia Azzurra.
Continuò a giocare nel Bologna fino al campionato 1962, alla fine del quale si ritirò dal calcio giocato avendo anche arretrata, nel fine di carriera, la sua posizione a centrocampo.
Nella sua carriera vinse solo la Mitropa Cup nel 1961. Giocò a fianco di campioni come Gino Cappello, Carapellese top scorer del campionato 56, quello vinto dalla Fiorentina di Bernardini, Pavinato, Pascutti e vide l'esordio del giovane Bulgarelli prima di appendere le scarpe al chiodo.
L'amore per il Bologna non lo abbandonò e continuò come aiuto allenatore proprio di Bernardini fino al fatidico scudetto del 64. Quando Bernardini fu squalificato quell'anno lo sostituì lui in panchina. Poi fu promosso allenatore in prima nella stagione 68/69 nella quale prese il posto di Viani ma dopo 15 giornate fu sostituito da Oronzo Pugliese.
Dopo l'esonero visse l'unico momento della sua vita lontana da Bologna e dal Bologna allenando il Cesena. Ma fu un'esperienza brevissima. Rientra al Bologna e nel 1972 lo troviamo in panchina insieme a Pugliese in sostituzione di Mondino Fabbri. Torna capoallenatore nel 1977 in sostituzione di Giagnoni riuscendo a salvare il Bologna dalla serie B. Erano iniziati gli anni terribili dove il Bologna doveva pensare a salvarsi e non a competere per lo scudetto o le piazze d'onore. Ripetè l'impresa di arrivare in corsa di un Bologna in cattive acque e lo salvò ancora nel 1979. Molti ricorderanno l'ultima partita con un Perugia in lizza per finire il campionato da imbattuto. Un pareggio sarebbe andato bene a tutte e due le squadre. Il Perugia per rimanere imbattuto. Il Bologna per rimanere ancora in serie A. Nonostante Bagni, il Bologna riuscì a pareggiare e a continuare la permanenza in serie A.
La sua ultima esperienza arriva nel campionato 82/83. Il Bologna caduto in B stava rotolando in C, ma questa volta Cesarino non ce la fece.
Chi lo vide giocare lo definì un'aletta tutto pepe.
Omaggio a questo giocatore che ha sempre amato il Bologna e mi auguro che questo articolo lo ricordi a chi non l'ha mai visto giocare od allenare e ricordi il suo amore per questi colori.
Antonio Parello

Bell'articolo. Su di lui sono meno ferrata che su altri e molte cose non le sapevo :)
RispondiEliminagrazie mille
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