Fino a pochi anni fa, dava il suo apporto sportivo alla squadra di Isola Liri,militante,senza particolari onori,nel
CND. Li lo nota l’Atalanta,che lo mette subito sotto contratto; l’anno seguente (stagione 2012/2013), viene
ceduto in compartecipazioneall’Avellino ed è qui che si evidenzia oltre che come terzino destro,anche come
fluidificante di fascia,risultando ottimo “crossatore”.
Il suo cartellino rimane al 50% di proprietà delle due società suddette. E’ strano,in effetti, che nessuna delle
due abbia voluto,fino a questo momento,investire per la proprietà completa di questo giovane difensore di
fascia,stabilmente nella rosa della under 21.
Si era parlato anche di sirene straniere per una sua futura collocazione,per il momento però,sta facendo il suo
dovere a Bergamo,nell’intento di ottenere l’obiettivo minimo della squadra di Colantuono,ovvero la
permanenza nella massima serie.
Rolando Mandragora 17 anni
“Non ha fisico, è di bassa statura,non ha tenuta,manca di cattiveria sportiva” questi alcuni dei giudizi lapidari
con cui il giovanissimo Mandragora veniva ripetutamente scartato da Roma,Juventus ed Atalanta. Mai giudizio
fu più errato!
Il giovanotto (l’atleta più giovane della serie A) sta dimostrando a Genova carattere, visione di gioco e forza
fisica assolutamente forieri di un futuro radioso. Il ruolo di regista difensivo è in genere appannaggio di
giocatori molto esperti e la sicurezza con cui si muove a soli 17 anni è davvero stupefacente.
Nasce calcisticamente nella meritoria scuola calcio del M. Keller di Napoli (la cui prima squadra milita nel CND)
che tanti ragazzi toglie giornalmente dalla strada,consentendo loro di fare attività sportiva e dopo essere stato
offerto alle società sopra citate ha finalmente trovato accoglienza e valorizzazione nei ranghi della squadra di
Gasperini,ponendosi all’attenzione di tutto il calcio italiano. Un giovane di sicuro avvenire che troveremo nelle
cronache calcistiche dei prossimi anni.
Paolo Arice


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