Nella notte tra mercoledì e giovedì sembra (finalmente) scattata la fase americana (Stati Uniti e Canada) del Bologna Football Club.
Per adesso il mio motto è: ”pagare moneta, vedere cammello”, ovvero non ci credo finché non avrò visto le firme nero su bianco: di soldi e ufficialità al momento non se ne sono visti, anche se ora le prospettive appaiono più rosee. L'attuale proprietà non arriverebbe a mangiare il panettone e Zanetti finora ha messo in campo chiacchiere e basta, dopo essere stato pregato per mesi di mettere una pezza ai bilanci.
Parliamo invece di campo, quello che conta sopra ad ogni altra cosa, dove i soldi oggi non scendono, forse a gennaio. A Latina sarà una trasferta parecchio complicata. Come detto da Lopez, ”i giocatori non sono bambini e leggono i giornali”, quindi la mente potrebbe essere distratta dall'ennesimo colpo di scena sulla società. Finora, nonostante un mese di trattative, proposte, smentite e rilanci, la squadra ha mantenuto la testa ”sul pezzo”, mancando completamente solo la partita col Crotone nell'ultimo mese. Confidiamo tutti che anche questa volta sarà in grado di isolarsi e mettere sul rettangolo di gioco una prestazione dignitosa e degna della maglia che indossa!
La parte più preoccupante arriva dall'infermeria e dal giudice sportivo: già a Vicenza la situazione non era rosea e comunque il Bologna ha dimostrato di essere diventato squadra. È forse mancato il colpo da grande squadra, quella in grado di vincere quelle partite complicate col minimo sforzo. Detto questo, sono d'accordo con Lopez quando in conferenza stampa ha detto che un mese fa la partita col Vicenza l'avremmo persa. Le uniche tre buone occasioni da gol sono capitate ai nostri colori, ma alle volte nel calcio la squadra che sembra più in difficoltà è in grado di piazzare il colpo vincente e portare a casa i tre punti pur non meritando. Quindi teniamoci un pizzico di rammarico, ma sappiamo anche guardare il bicchiere mezzo pieno. Senza dimenticare che al 35° del primo tempo eravamo già a due cambi piuttosto pesanti, che hanno di fatto tolto molte possibilità di variare al mister: Maietta al centro della difesa, sostituito molto bene da Ferrari (applausi al prodotto del nostro vivaio!) e Morleo con la sua spinta a sinistra; Abero in questo caso ha palesato, anche in serie B, pericolose lacune difensive, saltato spesso e volentieri dal pressoché sconosciuto Laverone, mica Maicon... Non è un caso se mister Lopez, nelle poche occasioni in cui lo ha impiegato nel precampionato, lo abbia sempre schierato nel tridente offensivo ai tempi del 4-3-3, tenendo Masina, altro prodotto del vivaio, come riserva sulla fascia sinistra.
Soluzione che ad oggi, se fossi l'allenatore, valuterei attentamente.
La mancanza di Garics per convocazione con la nazionale austriaca preoccupa meno, visto che Ceccarelli, pur mostrando alcuni limiti, è il titolare a destra da diverse partite.
A Latina ci saranno quindi parecchi scogli da affrontare: detto della difesa, con 5 uomini per quattro ruoli, il centrocampo non sta molto meglio. Fuori ancora Casarini per la distorsione alla caviglia subita contro il Crotone, non schierabile Perez per un affaticamento e finora mai utilizzato, out pure Matuzalem per squalifica, i giocatori schierabili in zona mediana si contano sulle dita della mano di un monco: Buchel, in leggero calo dopo lo splendido gol a Pescara, con ogni probabilità prenderà il posto da regista, Zuculini ha il posto quasi garantito e a sinistra rimangono Bessa oppure Laribi, anche se Karim ha già mostrato di non rendere al meglio se tolto dalla sua posizione naturale di trequartista. Se ciò dovesse accadere, ci sarebbe spazio per Giannone dietro le punte.
Anche tra gli attaccanti la nostra punta di diamante e capocannoniere ha svolto un lavoro differenziato, ma la presenza di Cacia almeno non sembra in dubbio.
Altro fattore che alzerà l'asticella della difficoltà arriva dal Latina società, che ha appena esonerato Beretta e si è affidata a Breda, che l'anno scorso portò i laziali alla finale di play-off, persa con nostro sommo dispiacere contro il Cessena. Ogni squadra, quando cambia l'allenatore, alla partita successiva dà sempre qualcosa in più e questa non ci voleva: sarebbe stato meglio che il cambio fosse avvenuto la prossima settimana, per ovii motivi.
Affrontiamo questa trasferta col motto di John Belushi!
Sasha Gallo, Il Bologna visto da Helsinki

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