Bologna, 1 ottobre 2014 - E’ durata circa cinque minuti la telefonata di Joey Saputo a Massimo Zanetti. Una chiacchierata cordiale, che non ha chiuso le porte agli americani e che Mister Segafredo ha concluso così: «Io mi occupo delle linee guida, poi, se ci sarà un approfondimento, il vostro interlocutore sarà Baraldi. La aspetto qui a Treviso per conoscerla». «A presto», gli ha detto Saputo. Che l’incontro sia già agenda lo ha confermato ieri sera Gianni Morandi sulla sua pagina Facebook.
Gli americani si erano già rimessi al lavoro per riformulare un’offerta in linea con quella che avevano fatto a Guaraldi e ai suoi soci e che, seppur non del tutto chiara (mancavano i nominativi dei partners, Saputo a parte), era stata considerata ricevibile, altrimenti Joe e Joey non avrebbero versato in banca il milione a garanzia. Si ripresenteranno presto a Bologna ( e a Treviso) per avanzare la loro nuova proposta che non si discosterà molto dalla prima. Zanetti, intanto, ha versato tre milioni di euro nelle casse del Bologna che erano completamente vuote, portando così il capitale sociale intorno agli otto milioni.
Gli americani si erano già rimessi al lavoro per riformulare un’offerta in linea con quella che avevano fatto a Guaraldi e ai suoi soci e che, seppur non del tutto chiara (mancavano i nominativi dei partners, Saputo a parte), era stata considerata ricevibile, altrimenti Joe e Joey non avrebbero versato in banca il milione a garanzia. Si ripresenteranno presto a Bologna ( e a Treviso) per avanzare la loro nuova proposta che non si discosterà molto dalla prima. Zanetti, intanto, ha versato tre milioni di euro nelle casse del Bologna che erano completamente vuote, portando così il capitale sociale intorno agli otto milioni.
I tre milioni e mezzo circa, che gli americani avevano destinato alla ‘bonifica’ di Bologna 2010 e al problema dell’albergo di Carloforte che assilla i soci, sarebbero quindi destinati a rimborsare l’attuale società per la ricapitalizzazione appena avvenuta. La differenza sta in questo: se prima li avrebbero versati a rate, per impiegare i contanti nella ricapitalizzazione, ora gli americani stanno pensando di sborsare gli otto milioni subito per liquidare Zanetti e di provvedere a un’ulteriore ricapitalizzazione per uscire dall’operazione con la maggioranza del club. Il tutto, senza che nessuno, almeno fino a ieri sera, abbia telefonato a Baraldi per metterlo al corrente che un’offerta potrebbe arrivare. Ma lo stesso Baraldi, invitato da Zanetti a Treviso per il giorno in cui riceverà Saputo, è destinato a entrare presto in ‘partita’.
Se Tacopina vorrà impostare una trattativa su basi solide, questa volta con una controparte che non ha l’acqua alla gola, dovrà dire in modo esplicito chi sono gli acquirenti (oltre a Saputo), quanti soggetti sono interessati all’acquisizione del Bfc e quali garanzie di durata sono in grado di offrire. La cogestione è da escludersi in partenza. Zanetti non sarà mai parner di Tacopina o di Saputo. O sarà azionista unico (o comunque di larghissima maggioranza) del Bologna o lo cederà agli americani. Nessuna via di mezzo, a meno che Tacopina e Saputo non avanzino la proposta di creare una società pensata su misura per lo sviluppo dei progetti immobiliari, partendo ovviamente dalla ristrutturazione del Dall’Ara che, ne sono consapevoli anche Zanetti e i suoi uomini, di un profondo restyling ha urgente bisogno.
Su questo fronte esiste, probabilmente, un margine di manovra più ampio.
Perché Baraldi, che prima di parlare ha ovviamente avuto sul tema la ‘licenza’ di Zanetti, ha detto al momento del suo insediamento che il ‘core business‘ del loro secondo atto sul palcoscenico del calcio rossoblù sarebbe stata la squadra. Mentre la prima cosa che ha fatto Saputo, una volta arrivato a Bologna, è stata di andare dal sindaco Merola a illustrargli nel dettaglio il suo progetto per il nuovo stadio.
Gli uomini di Zanetti sanno bene che il Dall’Ara non può ospitare, poiché non rispetta le normative Uefa, nessuna partita internazionale, esclusione che inchioda il Bologna al piccolo cabotaggio. Nel caso in cui la squadra si qualificasse per le coppe, dovrebbe giocare in campo neutro. E sarebbe clamoroso.
In definitiva: accordo difficile, ma buoni margini di manovra per un’intesa di respiro più industriale che calcistico. Gli americani, comunque, ci provano. E la loro offerta arriverà presto.
Perché Baraldi, che prima di parlare ha ovviamente avuto sul tema la ‘licenza’ di Zanetti, ha detto al momento del suo insediamento che il ‘core business‘ del loro secondo atto sul palcoscenico del calcio rossoblù sarebbe stata la squadra. Mentre la prima cosa che ha fatto Saputo, una volta arrivato a Bologna, è stata di andare dal sindaco Merola a illustrargli nel dettaglio il suo progetto per il nuovo stadio.
Gli uomini di Zanetti sanno bene che il Dall’Ara non può ospitare, poiché non rispetta le normative Uefa, nessuna partita internazionale, esclusione che inchioda il Bologna al piccolo cabotaggio. Nel caso in cui la squadra si qualificasse per le coppe, dovrebbe giocare in campo neutro. E sarebbe clamoroso.
In definitiva: accordo difficile, ma buoni margini di manovra per un’intesa di respiro più industriale che calcistico. Gli americani, comunque, ci provano. E la loro offerta arriverà presto.
http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/telefonata-zanetti-saputo-incontro-1.261865

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