“Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.”
Prendo in prestito la famosa citazione di Winston Churchill per fare l’italiano medio a tutti gli effetti. Se paragonassimo il match di domenica contro il Bari ad una guerra, potremmo dire che il Bologna l’ha vinta ad un prezzo carissimo. I “caduti in battaglia” sono ovviamente Cacia ed Oikonomou, che salteranno la difficile trasferta di Catania.
Ma abbiamo vinto, in qualche modo abbiamo strappato tre punti soffertissimi ma fondamentali per umore e classifica. Il terzo posto ci rilancia verso i piani alti, dopo un mese difficile, in cui avevamo raccolto poco. Carpi e Frosinone, al momento, stanno facendo un campionato a parte e onestamente non credo terranno questo ritmo fino alla fine.
Il Bari è sceso in campo tanto agguerrito (per riscattare una posizione di classifica immeritata) quanto inconcludente. E noi? Beh, noi siamo stati i soliti. Tanta buona volontà, molto fraseggio, ma poca determinazione quando si trattava di concludere.
Poi è arrivata una papera di un Donnarumma fin lì strepitoso e Laribi ha servito l’1-0. Lo stesso giocatore ex Sassuolo ha firmato la doppietta nella ripresa, raccogliendo finalmente qualche soddisfazione personale: ha sempre svolto un ottimo lavoro "dietro le quinte", fungendo da collante tra centrocampo e attacco, dimostrando contro il Bari (con complicità di Donnarumma) di essere utile anche sotto porta.
Un applauso a Diego Lopez, che finalmente sembra aver ritrovato il senno nella gestione dei cambi, sia per quanto concerne le tempistiche sia per quanto riguarda gli uomini. Non vuole guardare la classifica (l’importante è essere nella zona calda alla fine, certo) però ha saputo mantenere l’equilibrio iniziale sino al termine della sfida.
Il vero banco di prova sarà però Catania. Senza Cacia occorre trovare strategie diverse per provare a fare risultato al Massimino, magari schierando l’ottimo Bessa e Giannone, dietro l’unica punta Acquafresca.
Già, Acquafresca. Vorrei spendere due parole anche su questo ragazzo. La porta la vede proprio poco eh, però è l’emblema del sacrificio per la patria. Il servizio e l’aiuto alla squadra non li fa mai mancare. A Catania serviranno anche i suoi gol. Dai Robert, sono appena 2 metri per 7: buttala dentro!
Riccardo Rollo

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