Via Marconi, così come tutto il centro, è un cratere aperto dal quale escono vampate di calore e fumi di smog. Sentirsi mancare il fiato per l’afa irrespirabile è quasi nella norma in questo inizio Luglio, e chi non può godere dell’aria condizionata o di un pronto rinfresco al bisogno, deve stare attento ai colpi di testa. Proprio questi ultimi potrebbero intaccare quanto di buono fatto dal Bologna in questi ultimi mesi; la fretta è cattiva consigliera, e anche un professionista navigato come Corvino potrebbe incappare nell’errore dettato dalla frenesia.
Ovvio che si cerchi di fornire a Delio Rossi una squadra competitiva per l’inizio del ritiro (mancano sei giorni), ma è altresì ovvio che bisogna ponderare bene le scelte, perché se da una parte hai dei prezzi di mercato esagerati in tutti i reparti (20 milioni per Bertolacci, per fare un esempio), dall’altra hai una rosa che deve necessariamente essere sfoltita, dai giovani alle zavorre. Tra l’attacco felsineo si annoverano tra le più grandi delusioni di questa stagione, sia in serie B che nella massima serie. Cacia, unico a fare gol comunque, non fornisce le garanzie sufficienti, Acquafresca e Mancosu buoni per l’impegno ma non pervenuti, ed ultimo quel Rolando Bianchi di cui ci eravamo dimenticati, anche perché nulla ha fatto di nota in terra bergamasca.
Quindi attenzione ai luccichii nel deserto, vale a dire quella folta raccolta di svincolati che mendicano una squadra e bussano alle porte di Casteldebole. Scomodo non sarebbe un Pazzini, anche se Delio Rossi ha messo il veto e l’attaccante trentenne chiede un po’ troppo, Cassano spero sia solo una fantascientifica voce di mercato, per altri “ingaggiabili” tipo Hernandez e compagnia bella di nomi accostati al Bologna da più o meno fantasiosi “toto mercatari”, ho fiducia in Corvino e credo nella sua linea verde, ma si sa che i rami più forti crescono dove l’albero che li sostiene ha solide radici. Quindi largo ai giovani, purché siano ben guidati.
Chiudo con un pensiero al campionato: sicuramente, questo è il campionato a livello calcistico più basso che si ricordi da un bel po’ di tempo. Naturalmente le varie promozioni di questa stagione e le salvezze della scorsa sono meritate, ma costruire una squadra da dodicesimo posto non dovrebbe essere una missione impossibile. Poi dall’anno seguente si penserà ad alzare l’asticella, sperando che come lo scorso campionato, l’asticella non ci sbatta sui denti.
Edge

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