
Fabio Cannavaro
Napoli,( Italia ) 13 settembre 1973
Al quarto posto tra i migliori difensori centrali metto senza dubbio Fabio Cannavaro.
Alto "solo" 1 metro e 75, aveva una forma muscolare esplosiva che gli permetteva di avere la meglio nel gioco aereo, su attaccanti più alti di lui anche di molti centimetri.
Cominciò la sua carriera al Napoli per poi passare al Parma ( a mio avviso il suo periodo migliore), all’Inter, alla Juventus (due volte) e al Real Madrid.
Con le squadre di club, tuttavia, non vinse poi molto:
1 scudetto (poi revocato) con i bianconeri, 1 Coppa Italia e una Coppa Uefa con i ducali, e due campionati in Spagna con le Merengues.
Molto meglio andò con le nazionali.
Vinse, infatti, due Europei under 21 e, soprattutto il mondiale tedesco del 2006.
Di questo insperato ed imprevisto successo fu uno dei massimi artefici, disputando delle partite memorabili che gli valsero anche il Pallone d’Oro e il Fifa Gold Player.
Dopo il ritiro, solo un’esperienza (dimenticabile) come allenatore in Cina col Guangzhou; al momento si occupa di gestione sportiva di squadre minori (M.Keller di Napoli e Aversa Normanna), di una fondazione per aiutare i giovani ( in società con Ciro Ferrara) ed infine, fa il commentatore tecnico per Mediaset Premium.
Gaetano Scirea Cernusco sul Naviglio,( Italia ) 25 maggio
1953 – Babsk,(Polonia) 3 settembre
1989
Scirea in carriera ha vinto tutto quello che c’era da vincere; 7 scudetti,2 Coppe Italia, e una Coppa dei Campioni, una Coppa Uefa, una Coppa della Coppe e una Coppa Intercontinentale, nonché il bellissimo campionato del mondo del 1982.
Dopo gli esordi nell’Atalanta, Scirea ebbe in emblema solo il bianco ed il nero della Juventus.
Chiamato a Torino a sostituire Salvadore, diventò subito titolare inamovibile e al suo ritiro, ereditò senza contenzioso, la fascia di capitano da Furino.
Cosa si può dire di Scirea? Elegante, preciso, sempre concentrato, mai scorretto (insieme a Djalma Santos fu l’unico difensore di caratura universale, a non essere mai espulso durante una partita di calcio; interpretò a meraviglia un ruolo che oggi è scomparso ossia quello di libero.
La sua vita s’interruppe in modo tragico nel 1989, quando, di ritorno dalla Polonia, ebbe un incidente automobilistico in cui arse letteralmente vivo.
Con il decesso non si spense l’attenzione ed il ricordo di questo campione che pongo senza esitazioni al 3° posto assoluto tra i difensori centrali di ogni tempo.
Scirea in carriera ha vinto tutto quello che c’era da vincere; 7 scudetti,2 Coppe Italia, e una Coppa dei Campioni, una Coppa Uefa, una Coppa della Coppe e una Coppa Intercontinentale, nonché il bellissimo campionato del mondo del 1982.
Dopo gli esordi nell’Atalanta, Scirea ebbe in emblema solo il bianco ed il nero della Juventus.
Chiamato a Torino a sostituire Salvadore, diventò subito titolare inamovibile e al suo ritiro, ereditò senza contenzioso, la fascia di capitano da Furino.
Cosa si può dire di Scirea? Elegante, preciso, sempre concentrato, mai scorretto (insieme a Djalma Santos fu l’unico difensore di caratura universale, a non essere mai espulso durante una partita di calcio; interpretò a meraviglia un ruolo che oggi è scomparso ossia quello di libero.
La sua vita s’interruppe in modo tragico nel 1989, quando, di ritorno dalla Polonia, ebbe un incidente automobilistico in cui arse letteralmente vivo.
Con il decesso non si spense l’attenzione ed il ricordo di questo campione che pongo senza esitazioni al 3° posto assoluto tra i difensori centrali di ogni tempo.
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