
Ogni volta la solita solfa: " chi ha sbagliato pagherà, bisogna dare un segnale drastico a chi pensa di manipolare i risultati calcistici, il mondo del calcio è essenzialmente pulito, solo che, come dappertutto, ci sono le pecore nere".
Direi che siamo stanchi di sentire queste "belle parole" che nel tempo, pur essendo cambiati, per motivi anagrafici i pronuncianti, sono rimaste inalterate, belle parole, appunto e niente più.
La vicenda Pulvirenti/Catania sta tenendo banco e gli "addetti ai lavori" ribadiscono con forza lo scandalo e l'indignazione per questo ennesimo caso di corruttela; strano che durante l'annata calcistica non avessero subodorato alcunché; strano anche che, osservatori attenti come loro, non si fossero accorti del numero debordante di rigori a favore che il Catania ha ricevuto in dono dalla classe arbitrale.
La storia è sempre la stessa, quando una squadra, con buone possibilità economiche, va male, incomincia la sequenza di telefonate tra i dirigenti della derelitta decaduta e un certo sottobosco, a metà strada tra competenza e malavita e successivamente i contatti con qualche giocatore di eventuali società "tranquille" che dovrebbero, quanto meno, impegnarsi poco nella futura partita.
Perché i giocatori continuano a vendersi per un piatto di minestra? Ma è chiaro, che scegliereste voi tra accettare un "regalino" o denunciare? Nel primo caso avreste buone possibilità di farla franca e in caso contrario dopo un paio d'anni tornereste in campo più "puliti" che mai (vedi Masiello dell'Atalanta). Nel secondo caso, dopo i battimani e gli hallelujah iniziali, scenderebbe su di voi la maledizione della spia.
Ricordate Simone Farina,(nella foto) discreto terzino fluidificante in serie B col Gubbio?
Sono certo che molti non lo ricorderanno, eppure ha avuto grande notorietà internazionale quando denunciò i tentativi di combine a perdere di cui era stato fatto oggetto.
Dopo i titoloni sui giornali, le cerimonie con Blatter e Platini, la nomina ad ambasciatore della legalità, non è riuscito più a trovare una squadra che lo ingaggiasse, nonostante fosse, come detto un classico giocatore di categoria.
Solo il Gubbio e la Spal lo hanno in qualche maniera aiutato e, comunque , si è dovuto ritirare a 30 anni non ancora compiuti perché nessuno gli ha più proposto un ingaggio.
Adesso ha un incarico istituzionale per la serie B ma la sua carriera da calciatore fu recisa di netto.
Questa riflessione, mi pare indispensabile laddove ci sia davvero la voglia di cambiare le cose.
Successivamente bisognerebbe, a parer mio, ridurre le squalifiche per l'omessa denuncia, al fine di lasciare uno spiraglio, seppur tardivo, alla coscienza dei giocatori, poi bisognerebbe permettere le scommesse solo alla serie A, evitando di indurre concupiscenze pecuniarie a chi di pecunia ne vede di meno.
Infine bisognerebbe trasferire ad altri il titolo sportivo di una squadra i cui atleti siano condannati per illecito sportivo grave, così sarebbero i tifosi della stessa ad impedire un loro ritorno al calcio giocato.
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