Perché
Bologna?Scarsi,sfortunati e…colpevoli
Se la 22ma giornata del
campionato di serie A doveva essere una svolta per il Bologna,oggi al Dall’Ara abbiamo
assistito ad una partita,Bologna-Udinese, che ha disilluso i tifosi, i quali
speravano nell’evoluzione tecnica che sembrava avesse trovato degli equilibri
sotto la guida di Ballardini; i dubbi che avevano accompagnato la sfortunata
parentesi di Pioli sono tristemente riaffiorati confermando le certezze che non
avevamo mai abbandonato dopo queste 22 giornate e che ci hanno visto sempre in
bilico nelle zone calde della classifica, con lo spettro della retrocessione
che si è concretizzato paurosamente.
Sicuramente
gli odierni errori arbitrali hanno pesantemente contribuito alla comunque
meritata sconfitta,che ha confermato sul campo come la posizione di classifica
della squadra frilulana fosse assolutamente casuale,per la troppa differenza
tecnica vista nei valori scesi in campo. L’impostazione tecnica di Guidolin,
speculare a quella di Ballardini ma con uomini di qualità superiore, ha fatto
la differenza;l’appunto a Ballardini è proprio nel non aver contrastato un
modulo che ci ha visto perdenti soprattutto nei centrali di centrocampo,dove i
friulani hanno contrastato efficacemente in fase di non possesso le nostre manovre
riuscendo sempre a ripartire aprendo in velocità sugli esterni,dove Basta ha
sempre avuto la meglio su Morleo,Lazzari e il falloso Allan hanno sempre spento
sul nascere le azioni che provava ad impostare Pazienza,non adatto al ruolo di
regista, e di uno spento Perez spesso aggirato con triangolazioni strette, che
non gli hanno consentito il solito efficace lavoro di rilancio/tamponatura. In
una brutta gara scarsa di emozioni con le squadre che si annullavano,solo un
episodio avrebbe potuto fare la differenza e la leggera spinta di Pazienza ai
danni di Lazzari ha rotto un sostanziale equilibrio nella più grande delle
ingiustizie,per un fallo – non fallo che lo scarsissimo arbitro Calvarese ha fischiato
incurante delle inutili proteste rossoblù, decretando il calcio di rigore
realizzato poi da di Natale (15mo minuto del primo tempo).
Da
questo momento si è vista un’altra partita,dove l’Udinese ha sempre avuto
almeno 8-9 uomini oltre la linea della palla,complicando tremendamente la fase
di possesso del Bologna. L’ingiusto rigore e la frenesia di recuperare il
risultato hanno avuto l’esito sperato dai friulani:i rossoblù si sono
innervositi mettendo in evidenza il ruolo sbagliato di Konè ammonito e di
conseguenza squalificato per la prossima gara,Diamanti ingabbiato dal falloso
Allan e da Badu e nei pressi dell’area di rigore anche da Domizzi. Unica
possibilità per arrivare a Bianchi i lanci lunghi sempre efficacemente controllati dai centrali
Heurtaux e Danilo.
E’ stato
così per tutta la gara nonostante il tardivo cambio di modulo di Ballardini
passato dall’inefficace 3-5-1-1 al più congruo 3-4-1-2.L’Udinese ha poi colpito
nuovamente in contropiede grazie alla freschezza di un ottimo giocatore come Nico
Lopez.
Leggendo
le dichiarazioni di Ballardini penso che dopo una sconfitta gli allenatori
siano logicamente allineati a dichiarare che, dopo una fase iniziale di
difficoltà, hanno visto qualcosa di buono;in realtà in questa partita abbiamo
visto solo qualcosa di vecchio.
Troppi i giocatori avulsi
dal gioco e sottotono. Diamanti che all’inizio del secondo tempo aveva chiesto
il supporto dei tifosi ottenendolo,ha messo a nudo il suo attuale stato d’animo,
derivante forse dall’insoddisfazione di non essere riuscito,al momento,ad
andare da Lippi;oggi è stato generoso,ma la troppa foga per tentare di
recuperare il risultato,l’ha indotto anche a commettere qualche errore
sottolineato da qualche fischio della curva.E proprio qui Alino non ha
gradito,gesticolando verso i tifosi e di fatto scomparendo dalla gara.Ci pensi
Diamanti se è giusto avercela coi tifosi.
Uniche note positive in una giornata da dimenticare,
Curci,Antonsson e Cherubin oltre a Diamanti.
Adesso diventa urgente l’inserimento
dei nuovi acquisti Erik
Friberg e Ibson Barreto.
Se Ballardini ritiene che il modulo giusto sia quello di Pioli senza cambiare
niente(non basta aver escluso Cristaldo e Krhin),si rivaluta lo stesso Pioli e
non si capisce quale sia stata l’esigenza del cambio.La media punti di Pioli in
18 partite è stata di 0,83 punti a partita;la media punti di Ballardini dopo 4
partite è di 0,75 punti a partita quindi per ora la squadra ha subito un’involuzione.
Oggi la giusta contestazione nei
confronti della società,apre un nuovo inquietante interrogativo:perché Guaraldi
non ha chiamato il disponibile Zanetti?di seguito le dichiarazioni che hanno
rilasciato nei giorni scorsi.Forse aver ceduto la società a chi ha
disponibilità economiche maggiori avrebbe consentito un girone di ritorno meno
amaro.
massimo turricchia
massimo turricchia
Da
Repubblica del 30/01/14 articolo di Simone Monari:
Da Vermeer al Bologna, riecco Zanetti
Da Vermeer al Bologna, riecco Zanetti
"Questi soci non mi vogliono"
Mister Segafredo e il futuro del club: "Non si entra in chiesa a
dispetto dei santi. E poi l’ho sempre detto che servivano tanti
soldi....". La replica di Guaraldi: "Lui abbandonò il club e ora
scredita noi"
Dottor Zanetti, ha sentito che il Bologna è stato ad un passo
dalla cessione di Diamanti?
"Sì, ma per fortuna non se ne è fatto nulla e il ragazzo è rimasto".
La conferenza stampa di presentazione della mostra "La ragazza con l’orecchino di perla", tenutasi in mattinata a Palazzo Pepoli è finita da una manciata di minuti. E si vede che Massimo Zanetti, titolare della Segafredo, ha voglia di parlare del Bologna. Che fu suo per 29 giorni fra dicembre 2010 e gennaio 2011 e del quale comunque è tuttora, pur fuori dal Cda, il secondo azionista.
La società versa in una profonda crisi economico finanziaria, è chiaro a tutti. Lei sarebbe disposto a rientrare?
"Mi chiedano loro, gli attuali proprietari, di fare il primo passo. Come è successo qui alla mostra: mi ha chiamato Goldin — l’ideatore ndr — m’ha chiesto se ci stavo a dare una mano finanziariamente e ho detto sì. Ci conosciamo da tempo".
La chiameranno?
"Ah, hanno fatto una cena tempo fa, si sono visti tutti, hanno detto e ripetuto che non hanno bisogno di nessuno, che vanno avanti loro, eventualmente han detto che servirebbe un Tohir, forse pensano che io non ne abbia abbastanza, non lo so. Che poi vedo che Tohir non è che stia investendo molto".
Ma scusi non potrebbe fare un passo avanti lei? Ha sempre detto che se c’era bisogno era a disposizione. Ora c’è bisogno.
"Non posso mica tirarli per la giacca perché mi diano il club".
E se per caso qualcuno si facesse vivo?
"In quel caso analizzerò i conti, la situazione, non so se ci siano buchi e quanti".
Lei lo disse a suo tempo che servivano soldi.
"Lo dissi, che servivano 20 milioni, e scatenai l’ira di Dio".
Intanto il capitale sociale è dimezzato.
"Io sono in Bologna 2010 — la cassaforte del club, ndr — e lì non hanno svalutato nulla, non so neanch’io come facciano".
Qualcuno degli attuali amministratori l’ha mai chiamata? Guaraldi, Morandi?
"Guaraldi figuriamoci, a Morandi avevo detto come stavano le cose, a suo tempo".
A Bologna molti pensano che in realtà a lei del club non interessi più nulla.
"A parte il fatto che del Bologna sono tifoso, io al club sono vicino da 30, 35 anni, dai tempi di Corioni l’ho sempre aiutato. Quando misi 4 milioni il Bologna lo salvai. Dovevo metterne 3 e bisognava arrivare a 12, poi ne misi 4 e ci fermammo tutti insieme a 8. O no?".
Senza tornare indietro a quelle baruffe, Guaraldi tempo fa disse che i soci bisognava liquidarli, nel caso di un’eventuale vendita.
"Su, ci sono 9 milioni di capitale sociale e 30, 40 di debiti, di cosa stiamo parlando? Neanche Moratti, dico Moratti, è uscito dall’Inter con dei soldi. Io ci sono se c’è da aiutare il Bologna, mica i soci, ma non posso tirare per la giacchetta nessuno".
Cosa c’è da fare per prima cosa, o cosa ci sarebbe da fare?
"Aumenti di capitale, l’ho sempre detto, ma me ne dissero di tutti i colori. Però i soldi ci vogliono, loro hanno sottoscritto un aumento per 5-6 milioni e quanti ne hanno versati, 600 mila, 900 mila? Però attenzione, non voglio fare polemiche, io non ce l’ho con Guaraldi, anzi, non ce l’ho con nessuno, sono stati bravi ad arrivare sin qui".
Hanno venduto parecchio, però.
"Sì, questo sì, dal portiere in poi, dico da Viviano, hanno dovuto vendere, ma sono comunque andati avanti; io ho una visione diversa, ma loro hanno tutto il diritto di proseguire".
Perché non è andato all’ultima assemblea degli azionisti? Perché almeno non ha mandato un rappresentante?
"Ma cosa volete che andassi là a fare o a dire? Che ci vogliono soldi? Ma l’ho detto su. E loro hanno raccontato un mare di balle, da Consorte in avanti, ma cosa si è verificato di tutto quello che dicevano? Però vorrei evitare altre polemiche, quando arrivai io c’erano buchi terrificanti, il mio l’ho fatto, loro ripeto hanno il diritto di andare avanti. Io sono qui. Loro lo sanno. Ma non si entra in chiesa a dispetto dei santi".
Se il Bologna andasse in B costerebbe molto meno, per un eventuale acquirente.
"Il discorso non è questo. Già oggi il Bologna non costa nulla, acquistarlo non è un affare".
Cosa ne pensa del progetto del Centro tecnico a Granarolo?
"L’idea mi sembra valida, a Casteldebole sono in affitto, un centro di proprietà è un’altra cosa, però anche lì ci vogliono i soldi, non si scappa".
Il Credito sportivo sarebbe pronto a finanziare il progetto.
"Sì, ma è una banca, poi rivuole indietro i soldi, con gli interessi".
Guaraldi replica: "Abbandonò il club e ora scredita noi".
"Il problema non è capire come facciamo noi a tirare avanti da ormai tre anni, assicurando alla società la permanenza in Serie A e riducendo sempre più l'esposizione debitoria, ma perché un signore che ha abbandonato il club al suo destino continui periodicamente, e non a caso sempre nei momenti più delicati, a screditare il Presidente e i soci". Con una nota affidata all'ANSA, il presidente del Bologna, Albano Guaraldi ha così replicato all'ex patron rossoblù. "Non credo che spargere veleno a destra e a manca - ha risposto il presidente - sia il modo migliore per aiutare il Bologna e tenere alto il nome della città. Spero che questa sia l'ultima volta in cui mi vedo costretto a tornare sull'argomento".
Guaraldi ha anche criticato i luoghi e i tempi delle critiche mosse da Zanetti: "Al di là delle simpatie o antipatie personali ricordo al Signor Zanetti che, come ben sa, esistono i luoghi deputati ad analizzare le vicende societarie ed esprimere il proprio parere. A questo proposito, la sede ideale per avanzare certe considerazioni era senza dubbio l'assemblea dei soci, tenutasi in data 19 dicembre 2013, alla quale fu regolarmente invitato. In quell'occasione avrebbe potuto richiedere un aumento di capitale sufficiente ad assumere la maggioranza delle quote. Un aumento di capitale che però, come ci ricorda puntualmente Zanetti, avrebbe dovuto essere non solo invocato, ma anche sottoscritto.
Ebbene, quel giorno non si presentarono né lui, né un suo rappresentante".
Infine, quanto alla situazione finanziaria del club, "è vero che tre anni fa Zanetti ci comunicò che occorrevano venti milioni per risanare il club, ma è altrettanto vero che, invece di contribuire per la sua quota, preferì dimettersi (e non certo per le dichiarazioni pubbliche di un socio), lasciando a me e agli altri soci rimasti l'onere di sottoscrivere un aumento di capitale di circa dieci milioni di euro per assicurare la salvezza del club".
"Sì, ma per fortuna non se ne è fatto nulla e il ragazzo è rimasto".
La conferenza stampa di presentazione della mostra "La ragazza con l’orecchino di perla", tenutasi in mattinata a Palazzo Pepoli è finita da una manciata di minuti. E si vede che Massimo Zanetti, titolare della Segafredo, ha voglia di parlare del Bologna. Che fu suo per 29 giorni fra dicembre 2010 e gennaio 2011 e del quale comunque è tuttora, pur fuori dal Cda, il secondo azionista.
La società versa in una profonda crisi economico finanziaria, è chiaro a tutti. Lei sarebbe disposto a rientrare?
"Mi chiedano loro, gli attuali proprietari, di fare il primo passo. Come è successo qui alla mostra: mi ha chiamato Goldin — l’ideatore ndr — m’ha chiesto se ci stavo a dare una mano finanziariamente e ho detto sì. Ci conosciamo da tempo".
La chiameranno?
"Ah, hanno fatto una cena tempo fa, si sono visti tutti, hanno detto e ripetuto che non hanno bisogno di nessuno, che vanno avanti loro, eventualmente han detto che servirebbe un Tohir, forse pensano che io non ne abbia abbastanza, non lo so. Che poi vedo che Tohir non è che stia investendo molto".
Ma scusi non potrebbe fare un passo avanti lei? Ha sempre detto che se c’era bisogno era a disposizione. Ora c’è bisogno.
"Non posso mica tirarli per la giacca perché mi diano il club".
E se per caso qualcuno si facesse vivo?
"In quel caso analizzerò i conti, la situazione, non so se ci siano buchi e quanti".
Lei lo disse a suo tempo che servivano soldi.
"Lo dissi, che servivano 20 milioni, e scatenai l’ira di Dio".
Intanto il capitale sociale è dimezzato.
"Io sono in Bologna 2010 — la cassaforte del club, ndr — e lì non hanno svalutato nulla, non so neanch’io come facciano".
Qualcuno degli attuali amministratori l’ha mai chiamata? Guaraldi, Morandi?
"Guaraldi figuriamoci, a Morandi avevo detto come stavano le cose, a suo tempo".
A Bologna molti pensano che in realtà a lei del club non interessi più nulla.
"A parte il fatto che del Bologna sono tifoso, io al club sono vicino da 30, 35 anni, dai tempi di Corioni l’ho sempre aiutato. Quando misi 4 milioni il Bologna lo salvai. Dovevo metterne 3 e bisognava arrivare a 12, poi ne misi 4 e ci fermammo tutti insieme a 8. O no?".
Senza tornare indietro a quelle baruffe, Guaraldi tempo fa disse che i soci bisognava liquidarli, nel caso di un’eventuale vendita.
"Su, ci sono 9 milioni di capitale sociale e 30, 40 di debiti, di cosa stiamo parlando? Neanche Moratti, dico Moratti, è uscito dall’Inter con dei soldi. Io ci sono se c’è da aiutare il Bologna, mica i soci, ma non posso tirare per la giacchetta nessuno".
Cosa c’è da fare per prima cosa, o cosa ci sarebbe da fare?
"Aumenti di capitale, l’ho sempre detto, ma me ne dissero di tutti i colori. Però i soldi ci vogliono, loro hanno sottoscritto un aumento per 5-6 milioni e quanti ne hanno versati, 600 mila, 900 mila? Però attenzione, non voglio fare polemiche, io non ce l’ho con Guaraldi, anzi, non ce l’ho con nessuno, sono stati bravi ad arrivare sin qui".
Hanno venduto parecchio, però.
"Sì, questo sì, dal portiere in poi, dico da Viviano, hanno dovuto vendere, ma sono comunque andati avanti; io ho una visione diversa, ma loro hanno tutto il diritto di proseguire".
Perché non è andato all’ultima assemblea degli azionisti? Perché almeno non ha mandato un rappresentante?
"Ma cosa volete che andassi là a fare o a dire? Che ci vogliono soldi? Ma l’ho detto su. E loro hanno raccontato un mare di balle, da Consorte in avanti, ma cosa si è verificato di tutto quello che dicevano? Però vorrei evitare altre polemiche, quando arrivai io c’erano buchi terrificanti, il mio l’ho fatto, loro ripeto hanno il diritto di andare avanti. Io sono qui. Loro lo sanno. Ma non si entra in chiesa a dispetto dei santi".
Se il Bologna andasse in B costerebbe molto meno, per un eventuale acquirente.
"Il discorso non è questo. Già oggi il Bologna non costa nulla, acquistarlo non è un affare".
Cosa ne pensa del progetto del Centro tecnico a Granarolo?
"L’idea mi sembra valida, a Casteldebole sono in affitto, un centro di proprietà è un’altra cosa, però anche lì ci vogliono i soldi, non si scappa".
Il Credito sportivo sarebbe pronto a finanziare il progetto.
"Sì, ma è una banca, poi rivuole indietro i soldi, con gli interessi".
Guaraldi replica: "Abbandonò il club e ora scredita noi".
"Il problema non è capire come facciamo noi a tirare avanti da ormai tre anni, assicurando alla società la permanenza in Serie A e riducendo sempre più l'esposizione debitoria, ma perché un signore che ha abbandonato il club al suo destino continui periodicamente, e non a caso sempre nei momenti più delicati, a screditare il Presidente e i soci". Con una nota affidata all'ANSA, il presidente del Bologna, Albano Guaraldi ha così replicato all'ex patron rossoblù. "Non credo che spargere veleno a destra e a manca - ha risposto il presidente - sia il modo migliore per aiutare il Bologna e tenere alto il nome della città. Spero che questa sia l'ultima volta in cui mi vedo costretto a tornare sull'argomento".
Guaraldi ha anche criticato i luoghi e i tempi delle critiche mosse da Zanetti: "Al di là delle simpatie o antipatie personali ricordo al Signor Zanetti che, come ben sa, esistono i luoghi deputati ad analizzare le vicende societarie ed esprimere il proprio parere. A questo proposito, la sede ideale per avanzare certe considerazioni era senza dubbio l'assemblea dei soci, tenutasi in data 19 dicembre 2013, alla quale fu regolarmente invitato. In quell'occasione avrebbe potuto richiedere un aumento di capitale sufficiente ad assumere la maggioranza delle quote. Un aumento di capitale che però, come ci ricorda puntualmente Zanetti, avrebbe dovuto essere non solo invocato, ma anche sottoscritto.
Ebbene, quel giorno non si presentarono né lui, né un suo rappresentante".
Infine, quanto alla situazione finanziaria del club, "è vero che tre anni fa Zanetti ci comunicò che occorrevano venti milioni per risanare il club, ma è altrettanto vero che, invece di contribuire per la sua quota, preferì dimettersi (e non certo per le dichiarazioni pubbliche di un socio), lasciando a me e agli altri soci rimasti l'onere di sottoscrivere un aumento di capitale di circa dieci milioni di euro per assicurare la salvezza del club".
massimo turricchia










