Da sempre uno dei grandi assiomi del calcio è: 'squadra vincente non si tocca', e Rossi vi si adegua di buon grado, giocano infatti 10 dei titolari scesi in campo contro il Frosinone, l'unica new entry è Rizzo, reduce dal turno di squalifica, che prende il posto di Brienza, in un 4-3-3 sulla carta molto coraggioso.
La Fiorentina, terza in classifica, affronta il Bologna operando un robusto turn over (nel prossimo turno è attesa dalla trasferta contro l'Inter) e lascia molti titolari in panchina. L'atteggiamento dei viola è subito molto propositivo, i rossoblù rinculano a protezione della propria area e per tutta la prima mezz'ora si limitano ad una difesa molto attenta, che in alcuni tratti diventa quasi passiva, non riuscendo però mai a ripartire.
I ritmi e l'agonismo sono alti ma i padroni di casa, pur tenendo costantemente il pallino del gioco in mano, faticano a creare veri pericoli, arrestandosi quasi sempre al limite dei 16 metri, tanto che l'unica vera chance se la procurano con una punizione dal limite di Alonso che sfiora l'incrocio dei pali.
Passata la buriana il Bologna si sistema meglio in campo, riesce a bloccare le fasce e, grazie anche alla verve del sempre più convincente Diawara, riesce finalmente a costruire qualcosa in fase offensiva, in ispecie è Destro a sfiorare per due volte il gol, la prima con una splendida azione personale chiusa da un tiro dai trenta metri appena alto, la seconda, clamorosa, facendosi respingere dal portiere Tatarusanu una conclusione ravvicinatissima, dopo essere stato pescato da solo in area da una precisa punizione di Pulgar.
In avvio di ripresa muta nuovamente l'inerzia, la viola riprende a martellare attaccando a pieno organico e rendendosi pericolosa grazie alle percussioni di Blaszczykowski e alla geniale regia di un Borja Valero a tratti incontenibile, mentre i felsinei arretrano chiudendosi a protezione di Mirante, impossibilitati ed incapaci di ripartire.
Anche stavolta dopo l'ora di gioco i rossoblù vanno in riserva e la rete, ormai matura, arriva al 27', a coronamento di una prolungata azione arrembane, quasi per resa incondizionata, per merito proprio del polacco arrivato dal Borussia Dortmund, che insacca, tutto solo, da due passi.
Rossi le prova tutte inserendo Brienza, Falco ed Acquafresca, ma, non appena il Bologna si alza e prova ad attaccare a pieno organico, creando per altro una buona opportunità per il pari con Destro che strozza un pregevole assist di Brienza, la viola, cinica, affonda il coltello nella piaga portando al gol Kalinic (prima rete in serie A per il centravanti croato) a conclusione di una rapida ripartenza ispirata da Valero e rifinita da Marco Alonso.
Mentre la Fiorentina conquista la sua quarta vittoria in 5 uscite, portandosi al secondo posto solitario, prima del rendez- vous con la capolista di domenica sera a San Siro, dimostrandosi squadra quadrata, organizzata e cinica, il Bologna raccoglie invece la sua quarta sconfitta, palesando una tenuta fisica ancora non all'altezza e qualche pecca qua e là.
La squadra è piaciuta per applicazione, attenzione e spirito di sacrificio, ma pur difendendo abbastanza bene per oltre un'ora è riuscita a rendersi pericolosa solo in un paio di circostanze.
La strada verso la salvezza è lunga, le qualità dei giovani ci sono, eccome, ma occorre pazientare ancora un po' a che la tenuta fisica copra gli interi 90 minuti e i meccanismi che il Mister sta cercando di oliare vadano a regime, sotto le due torri, si spera che già da domenica, nello scontro diretto contro l'Udinese, si vedano i miglioramenti sperati e, soprattutto, punti pesanti...
fonte: voci di sport
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