Dopo la figuraccia contro Malta, al Barbera, il C.T. Antonio Conte cambia, fuori due terzi del centrocampo, tra cui l'opaco Pirlo, dando fiducia a De Rossi e Parolo, in avanti spazio ad El Shaarawy e gli azzurri, complice forse la maglia home, giocano come ci si attenderebbe sempre da loro.
Squadra corta, le due corsie (quella di destra con Darmian e Candreva, e quella sinistra con De Sciglio ed El Shaarawy) funzionano a meraviglia assicurando copertura e spinta ma, soprattutto, una quantità importante di palloni per un Pellè più che vivo e sempre assai pericoloso, seppur sfortunato in più di un'occasione.
Dopo una doppia occasione con Pellè ed El Shaarawy gli azzurri sono già avanti al 5' grazie ad un penalty concesso per un netto, ed inutile, fallo su Candreva, De Rossi è comunque costretto a tirarlo due volte, nella prima spiazza il portiere, nella seconda esecuzione invece la piazza a fil di palo.
Il subitaneo vantaggio dà tranquillità e maggior sicurezza all'Italia che si diverte divertendo per quasi tutti i primi 45 minuti.
Il filtro ed il pressing indiavolato, guidato da un attivissimo Verratti, funzionano, la Bulgaria è messa all'angolo e presa a a pallate, tante sono le occasioni create e, puntualmente fallite, dagli azzurri che costringono il povero Conte a disperarsi sulla linea laterale. Solo un'errore in disimpegno di De Rossi regala una grande occasione ai bulgari ma ci pensa 'San' Buffon a timbrare la sua centocinquantesima in maglia azzurra con un grandissimo intervento che salva il vantaggio.
L'Italia ha sempre il controllo del match e riesce ad alzare ed abbassare i ritmi di gioco per poi ripartire con grandi accelerazioni. Gli schemi funzionano: i centrocampisti si inseriscono a turno, gli esterni tagliano, tutti si appoggiano con costrutto su un Pellè immarcabile per i centrali ospiti.
Nella ripresa dopo l'iniziale scambio di fascia degli esterni bassi e un paio di miracolosi interventi di Mitrev su Parolo ed El Shaarawy, la doppia espulsione di De Riossi e Micanski, se da una parte ha ampliato gli spazi, dall'altra ha reso la partita più confusa e meno lineare.
I cambi operati da Conte: Zaza per Pellè e Florenzi per El Shaarawy non hanno migliorato l'assetto di gioco, la squadra, complice anche il grande caldo, si è lentamente rintanata nella propria metacampo lasciando l'iniziativa all'avversario che però si è reso pericoloso solo al 91', con un tiro di Milanov sventato in angolo dal solito Buffon.
Cosa è mancato dunque stasera, tre punti a parte? Il cinismo ed il killer instict che hanno impedito di ampliare il vantaggio, pur avendo creato oltre una mezza dozzina di clamorose opportunità, e che hanno invece tenuto in bilico fino all'ultimo il risultato, e questo è forse il più grande difetto della nazionale sotto la gestione Conte, una idiosincresia preoccupante per il gol, che non accenna a guarire!
In conclusione il successo sulla Bulgaria è un deciso passo in avanti rispetto a Firenze, ma è ancora troppo poco per poter assurgere al rango di favoriti ad Euro 2016, adesso più vicino, ma che richiede ancora massima concentrazione e determinazione.
fonte: voci di sport

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