La tanto attesa pioggia non si fa vedere che per pochi minuti prima dell'inizio del match, è dunque un sole luminoso ed ancora caldo ad accogliere Bologna e Frosinone al loro ingresso in campo al Dall'Ara.
Dopo le tante illazioni dell'estate, con tanto di secche smentite, questa mattina è giunta, quasi inevitabile, la notizia temuta dalla tifoseria felsinea, quella delle dimissioni dell'ormai ex Presidente Joe Tacopina. Non abbiamo elementi certi per poter disquisire sue questa vicenda, quindi soprassediamo e ci dedichiamo solo alle cose di campo.
Si affrontavano due neopromosse, che, dopo tre giornate ed altrettante sconfitte, erano accomunate dal poco invidiabile zero nella casella dei punti in classifica,
Questa sera a gioire è solo il Bologna che fa propri i primi tre punti della stagione ma con una fatica davvero imprevedibile! Ancora una volta i rossoblù devono infatti ringraziare la solita traversa amica, quella sotto la Curva Bulgarelli, che già nei Play off di serie B aveva fermato l'Avellino prima ed il Pescara poi, e che oggi ha invece respinto i tiri di Ciofani e Rosi.
Rossi torna all'antico e propone, davanti a Mirante, Masina e Ferrari sulle fasce, al centro tocca invece al rientrante Oikonomou affiancato al capitano Rossettini, la cerniera di centrocampo è formata da Taider, Pulgar e Diawara, Brienza gioca in appoggio a Mounier e Destro.
Inizia meglio il Frosinone, che manovra senza troppi fronzoli ma che pare un po' troppo leggero in avanti, il Bologna osserva, studia e poi prende decisamente in mano le redini dell'incontro e, per una buona ora di gioco, comanda e crea, ben diretto da un Diawara sempre più convincente; un diciottenne con questa personalità e facilità di gioco non lo vedevamo da tempo e, se non si brucerà, diventerà un top Player.
Destro viene sollecitato con continuità ma sul più bello trova sempre qualche ostacolo, fa meglio Mounier che scorazza sulla fascia e al 28' stoppa ed esplode un diagonale letale che batte Leali e finirà per decidere la partita.
Brienza, a dispetto dei suoi anni, è tra i più attivi mentre Taider fa legna in mediana e Diawara dirige il traffico non sbagliando un pallone e dispensando passaggi ed aperture pregevoli e mai banali, pensate sempre prima e quindi sempre naturali e precise.
Dopo un avvio di ripresa in cui i felsinei falliscono per un paio di volte il raddoppio, a cavallo dell'ora di gioco, Rossi prende due decisioni opinabili, e suicide, prima toglie Diawara, inserendo Crisetig, poi Destro per Mancosu, e, senza più ordine e geometrie a centrocampo ed un riferimento in avanti, la squadra si smarrisce, si scolla, si rattrappisce, richiudendosi a ridosso della propria area e lasciando il pallino del gioco agli avversari che, gettate alle ortiche paure e timori, chiudono in crescendo e sfiorano più volte un pari che alla fine avrebbero meritato.
Per il Bologna la vittoria è una vera boccata d'ossigeno che fa morale e classifica, ma che lascia inalterati i dubbi sul reale potenziale della squadra e sulla sua crescita.
Se sono ancora diversi i giocatori ai box, l'impressione è infatti quella di una squadra che, essendo stata costruita a spizzichi e bocconi, senza poter fare una vera preparazione fisica, sia ancora lungi dall'aver trovato l'amalgama giusto e, soprattutto, una condizione fisica accettabile.
Se a tutto questo si aggiungono le scelte davvero incomprensibili dell'allenatore, si comprende il perchè dei tanti tentennamenti odierni dei felsinei e, soprattutto, dei meccanismi ancora così poco oliati tra i vari reparti. Intanto, con tre punti in classifica, si può andare ad affrontare con più serenità il derby dell'Appennino con la Fiorentina di mercoledì e, poi, l'altro turno casalingo, domenica prossima, contro l'Udinese...
fonte: Voci di Sport
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