Comincerei questo editoriale estrapolando alcune,
fondamentali parole dall’intervista rilasciata da mister Diego Lòpez, al
termine di Bologna-Trapani. “Abbiamo avuto una grande reazione allo svantaggio
iniziale, reazione che un mese fa forse non ci sarebbe stata”.
Già, un mese fa. Quante cose sono cambiate da allora. In
primis, la guida societaria, con Tacopina portatore di un fresco vento di
ottimismo, accompagnato da alcuni, semplici ma stupendi gesti (la “protezione”
offerta allo stemma del Bologna e la visita al cimitero della Certosa ai grandi
rossoblu del passato).
Ma non mettiamo in secondo piano la crescita della squadra,
lontana parente di quella che ha iniziato la stagione perdendo in Coppa Italia
contro l’Aquila, oppure quella sconfitta al debutto in campionato in quel di
Perugia. Ora abbiamo un’identità, un collettivo, che ha una voglia sfrenata di
dare soddisfazioni ai tifosi, divertendo e divertendosi con un gioco fluido e
costruttivo.
Siamo tornati in vetta alla classifica. Siamo tornati dove
meritiamo di stare. Che sia serie A o serie B, in questo momento poco importa.
Quattro punti conquistati in due partite, a distanza di
pochi giorni (pareggio sofferto in quel di Modena e vittoria entusiasmante al
Dall’Ara contro il Trapani) per poter finalmente guardare dall’alto verso il
basso il mondo (nello specifico, le squadre di serie B).
Se nel derby emiliano avevamo scelto la via della prudenza
(il Braglia è notoriamente un campo difficile per noi, visto anche il clima di
rivalità sportiva che si respira), nel match interno contro il Trapani abbiamo
fatto vedere quanto possiamo essere competitivi: impegno, ottima condizione
atletica e fisica e tante occasioni costruite. Il giocattolino costruito da
Diego Lòpez inizia ad essere davvero interessante: contenimento in mezzo al
campo, ripartenze e tanta corsa sulle fasce sembrano essere i tre punti cardine.
I risultati gli stanno dando ragione, così come le scelte
nell’undici titolare. Ferrari è decisamente un giovane promettente e ha svolto
magnificamente il suo ruolo di sostituto ad Oikonomou.
Morleo è tornato il motorino di fascia che non si vedeva da
tempo e se azzecca anche due/tre cross di fila significa che è davvero spuntato
il sole all’orizzonte.
Infine, l’attacco. Acquafresca e Cacia coesistono
perfettamente in campo e sono i primi a gestire la manovra difensiva.
Cito a margine, solo per dovere di cronaca, il capitolo “pelo
nell’uovo”: tanta imprecisione sotto porta che rende il finale di partita da
brividi. Non voglio volutamente approfondire l’argomento: a Bologna per anni
non abbiamo avuto nemmeno l’uovo. Al momento, quindi, va benissimo così.
L’importante è vincere. L’importante è essere in testa alla classifica, perché
è lì che meritiamo di stare.
Riccardo Rollo









