Prima di presentarsi ai microfoni di Sky a fine partita, Diego Perez si era donato ai suoi tifosi arrivati da Bologna con la stessa generosità con cui lo aveva fatto con i compagni nei novanta minuti precedenti sancendo così il vero e proprio inizio della sua nuova vita in rossoblù. Ora il centrocampista uruguaiano è il nuovo capitano del Bologna e la squadra vista in campo ieri sembrava davvero plasmata a sua immagine in quanto a determinazione e caparbietà nel perseguire il risultato nonostante le difficoltà. La storia di Perez in rossoblù inizia nella calda estate dei sogni di Porcedda con un inseguimento lungo tre mesi coronato dal successo testimoniato da un'immagine epica comparsa sul sito ufficiale del club. Da allora abbiamo visto sul campo un atleta indomabile reo di centinaia di falli e decine di cartellini, ma anche protagonista di altrettanti recuperi impossibili e di incubi angoscianti per tanti avversari che hanno vissuto una partita con la sua ombra alle spalle.El Ruso non è però solo un centrocampista capace di guidare il Bolognaalla salvezza ed il suo Uruguay fino alla conquista della Copa America, ma anche un uomo che accetta il confronto e le critiche, che non sfugge mai dalle proprie responsabilità e che a volte si è sobbarcato anche quelle altrui nei duri giorni della messa in mora del 2010 quando aiutava in ogni modo i compagni più giovani ed in difficoltà. La scorsa estate la sua esperienza in rossoblù si è interrotta per due lunghi mesi ma la cessione di Taider ha costretto Guaraldi e Zanzi a richiamarlo con urgenza e oggi che la lunga campagna di distruzione della dirigenza felsinea ha allontanato anche Diamanti, al braccio di Perez si è stretta una più che meritata fascia di capitano. Sabato mattina a Casteldebole si è posizionato lui davanti al gruppo dei compagni con il piglio serio e deciso di chi conosce il proprio dovere nei confronti dei tantissimi tifosi di ogni età che si sono ritrovati sulla tribunetta per mostrare il loro amore per quella gloriosa maglia rossoblù. Il ruolo di leader è insito nella natura di Diego Perez e quel pezzo di cotone ha solo istituzionalizzato un ruolo che tutti già gli attribuivano e che per tanti motivi non è mai veramente stato diDiamanti: si tratta infatti di due uomini diversi che hanno un modo differente di vivere il proprio ruolo nello spogliatoio e nei confronti della tifoseria. Oggi che il Bologna ha perso l'estro irrequieto e la fantasia imprevedibile del toscano deve aggrapparsi alla solidità dei muscoli e alla generosità ruvida dell'uruguaiano per remare senza esitazioni tutto insieme: non ci sono proclami da fare o guerre personali da condurre ma soltanto una maglia da onorare e una salvezza da conquistare. DiegoPerez è l'unica vera garanzia di serietà e impegno che questa società allo sbando può ancora proporre ad una città arrabbiata e delusa ma che ha dimostrato con i fatti di avere ancora voglia di combattere per non rendere vano il sudore versato in campo e sugli spalti. È iniziata l'era del Ruso e chi ha intenzione di arrendersi farà meglio a farsi da parte.
fonte:http://www.tuttomercatoweb.com/

Nessun commento:
Posta un commento