Veniamo adesso ad altri fatti. In settimana mi è toccato di dover leggere su Facebook una valanga di commenti, tutti più o meno su questo tono: " Un solo Capitano, Marco Di Vaio ". Calma, ragazzi. Vi state dimenticando che Di Vaio gioca ancora, e segna carrettate di gol, in Canada, dove è andato a giocare a causa di dissapori con Portanova e altri due o tre compagni di squadra. Andando un po' più indietro nel tempo, parecchi hanno scordato che Beppe Signori, ad un certo punto del programma, ha salutato la compagnia per andarsene prima in Grecia e poi in Ungheria; motivo della fuga, anche in questo caso contrasti con non meglio precisati elementi interni alla squadra: qualcuno disse l'allenatore Mazzone, qualcuno indicò il patron Gazzoni, qualcun altro il presidente Cipollini, l'unica cosa certa fu che anche in quel momento il club si trovò notevolmente indebolito. Se proprio vogliamo parlare di un solo CAPITANO, ma con la C stramaiuscola, non possiamo fare altro che rivolgere il pensiero a Giacomo Bulgarelli il quale, nel 1970, una sera di luglio fu caricato di peso a bordo di una macchina dal direttore sportivo rossoblù dell'epoca, e si vide sventolare sotto il naso un contratto che ne avrebbe sancito il passaggio al Milan in cambio di un consistente ingaggio. Giacomino, anzichè firmare, ridusse il contratto in mille pezzi sotto lo sguardo inorridito del suo dirigente. Questo sì che è degno di essere chiamato un CAPITANO !!! Quanto al caso Diamanti, le colpe vanno equamente divise: da una parte il presidente ha cercato goffamente di non fare la sua solita figura, dall'altra l'appiglio per provarci glielo ha fornito il giocatore stesso, dimostrandosi insofferente e permaloso nei rapporti con i compagni ed i tifosi, dando di fatto una giustificazione, comunque discutibile, alla sua frettolosa cessione. Ormai la frittata è fatta: non ci resta che sperare di aver azzeccato entrambi gli acquisti dell'ultima ora, ferma restando la necessità di mettere dietro le spalle dei giocatori una Società VERA, non il branco di dilettanti che siamo abituati a subire negli ultimi tempi. Tradizionalmente, la Torino di sponda granata si è sempre dimostrata avara di soddisfazioni nei nostri confronti. Andiamo a giocarcela, pur sapendo che l'orizzonte tutto si può definire fuorchè sereno.
Paolo Milito

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