E adesso dove mettiamo Kone?
E adesso dove mettiamo Kone?
18.02.2014 00.05 di Giacomo Bianchi per tuttobolognaweb.it articolo letto 334 volte
Quella di domenica non è stata esattamente la giornata ideale per il Bologna. Era da dire, anche stando ad un puro calcolo delle probabilità, che prima o poi Catania e Livorno avrebbe vinto una partita. Ma il bicchiere può essere mezzo pieno, visto che dopo la sconfitta anche il Cagliari, a 24 punti, entra di diritto nel mischione delle pericolanti. Fino a domenica era andata di lusso ad un Bologna che, con un pareggino dopo l’altro, era riuscito ad uscire dalle sabbie mobili e mettersene quattro dietro. In più, il successo di Torino aveva permesso di creare un tesoretto di quattro punti, che purtroppo domenica è andato perso anche a causa della sconfitta di Milano.
Peccato, perchè come si è già detto e scritto da più parti, la sconfitta è stata immeritata. Perez e soci hanno giocato esattamente la partita che avevano preparato: chiusi dietro, attenti sulle giocate dei trequartisti rossoneri, in marcatura a uomo sulla prima punta e con un occhio di riguardo anche alle discese dei terzini. In questo modo il Milan non ha trovato sbocchi, poi Balotelli ha trovato il goal della settimana (anche se Emerson a Cagliari ha pensato bene di smentire il collega con un’altra prodezza). Per pungere c’era bisogno di recuperare palla e ripartire veloci: questa l’idea di Ballardini, questo quello che si è visto in campo; il Bologna non poteva pensare di andare a Milano per fare la partita, ma ha creato quattro palle goal che purtroppo non sono servite a strappare un pareggio.
Nonostante la sconfitta, i rossoblù sembrano avere trovato la propria identità: il modulo ormai è una certezza, ed è difficile pensare di cambiare un 3-5-2 nel quale si sta mantenendo un equilibrio ai limiti della perfezione. Equilibrio che deriva anche dagli uomini che vengono schierati. Lazaros sta ripagando la fiducia del mister nel ruolo di mezzala, una trovata tattica incomprensibile all’inizio, ma che adesso sta dando i suoi frutti. Krhin sembra rinato, ma lo si dica sottovoce perchè ogni volta che lo sloveno dà l’impressione di essersi sbloccato, dopo piomba nuovamente nel baratro della mediocrità; il fatto di essere schierato come mezzala e non da mediano, sicuramente gli toglie pressione e gli permette di giocare con più tranquillità. In avanti Bianchi sta facendo bene, ha la piena fiducia dell’allenatore e soprattutto un compagno di reparto come Cristaldo che si inserisce negli spazi e può sfruttare le sue sponde di testa (cosa che Diamanti non faceva). Ecco quindi che sembra difficile, a questo punto, inserire un giocatore che è stato chiave fino a questo momento della stagione, come Kone. L’idea più logica sarebbe quella di schierarlo trequartista, sacrificando quindi una delle due punte e tornando al 3-5-1-1; ma un’altra alternativa potrebbe essere proporlo come esterno destro, e in questo caso il sacrificato di turno sarebbe Garics. Certo, i due hanno caratteristiche totalmente differenti e per l’equilibrio del Bologna su quella fascia è sempre meglio avere un esterno con doti difensive, piuttosto che uno con una spiccata propensione offensiva; ma in alcune situazioni non sarebbe una soluzione così malvagia, magari in gare nelle quali il Bologna non dovrà necessariamente pensare a difendersi.
Toccherà quindi a Ballardini trovare la soluzione ideale, anche se sabato sera contro la Roma, con Perez squalificato, probabilmente si vedrà il greco nei tre di centrocampo. I giallorossi giocano un gran calcio, sono efficaci e anche belli da vedere. Sarà una gara difficile e complicata, ma il “cuore rossoblù” che è venuto fuori in queste ultime giornate può portare risultati insperati, e l’esito forse non sarà poi così scontato come ci si aspetta.
18.02.2014 00.05 di Giacomo Bianchi per tuttobolognaweb.it articolo letto 334 volte
Quella di domenica non è stata esattamente la giornata ideale per il Bologna. Era da dire, anche stando ad un puro calcolo delle probabilità, che prima o poi Catania e Livorno avrebbe vinto una partita. Ma il bicchiere può essere mezzo pieno, visto che dopo la sconfitta anche il Cagliari, a 24 punti, entra di diritto nel mischione delle pericolanti. Fino a domenica era andata di lusso ad un Bologna che, con un pareggino dopo l’altro, era riuscito ad uscire dalle sabbie mobili e mettersene quattro dietro. In più, il successo di Torino aveva permesso di creare un tesoretto di quattro punti, che purtroppo domenica è andato perso anche a causa della sconfitta di Milano.
Peccato, perchè come si è già detto e scritto da più parti, la sconfitta è stata immeritata. Perez e soci hanno giocato esattamente la partita che avevano preparato: chiusi dietro, attenti sulle giocate dei trequartisti rossoneri, in marcatura a uomo sulla prima punta e con un occhio di riguardo anche alle discese dei terzini. In questo modo il Milan non ha trovato sbocchi, poi Balotelli ha trovato il goal della settimana (anche se Emerson a Cagliari ha pensato bene di smentire il collega con un’altra prodezza). Per pungere c’era bisogno di recuperare palla e ripartire veloci: questa l’idea di Ballardini, questo quello che si è visto in campo; il Bologna non poteva pensare di andare a Milano per fare la partita, ma ha creato quattro palle goal che purtroppo non sono servite a strappare un pareggio.
Nonostante la sconfitta, i rossoblù sembrano avere trovato la propria identità: il modulo ormai è una certezza, ed è difficile pensare di cambiare un 3-5-2 nel quale si sta mantenendo un equilibrio ai limiti della perfezione. Equilibrio che deriva anche dagli uomini che vengono schierati. Lazaros sta ripagando la fiducia del mister nel ruolo di mezzala, una trovata tattica incomprensibile all’inizio, ma che adesso sta dando i suoi frutti. Krhin sembra rinato, ma lo si dica sottovoce perchè ogni volta che lo sloveno dà l’impressione di essersi sbloccato, dopo piomba nuovamente nel baratro della mediocrità; il fatto di essere schierato come mezzala e non da mediano, sicuramente gli toglie pressione e gli permette di giocare con più tranquillità. In avanti Bianchi sta facendo bene, ha la piena fiducia dell’allenatore e soprattutto un compagno di reparto come Cristaldo che si inserisce negli spazi e può sfruttare le sue sponde di testa (cosa che Diamanti non faceva). Ecco quindi che sembra difficile, a questo punto, inserire un giocatore che è stato chiave fino a questo momento della stagione, come Kone. L’idea più logica sarebbe quella di schierarlo trequartista, sacrificando quindi una delle due punte e tornando al 3-5-1-1; ma un’altra alternativa potrebbe essere proporlo come esterno destro, e in questo caso il sacrificato di turno sarebbe Garics. Certo, i due hanno caratteristiche totalmente differenti e per l’equilibrio del Bologna su quella fascia è sempre meglio avere un esterno con doti difensive, piuttosto che uno con una spiccata propensione offensiva; ma in alcune situazioni non sarebbe una soluzione così malvagia, magari in gare nelle quali il Bologna non dovrà necessariamente pensare a difendersi.
Toccherà quindi a Ballardini trovare la soluzione ideale, anche se sabato sera contro la Roma, con Perez squalificato, probabilmente si vedrà il greco nei tre di centrocampo. I giallorossi giocano un gran calcio, sono efficaci e anche belli da vedere. Sarà una gara difficile e complicata, ma il “cuore rossoblù” che è venuto fuori in queste ultime giornate può portare risultati insperati, e l’esito forse non sarà poi così scontato come ci si aspetta.
