La partita è tutta qui, in questi tre episodi che l'hanno orientata verso il Vicenza, con pieno merito, sollevando di contro grossi dubbi ed interrogativi sul Bologna: "si è trattato solo di una serata storta dove tutto è andato per il verso sbagliato, o c'è qualcosa che non funziona nei meccanismi rossoblù?" questo è quanto, più o meno, si è chiesto il tifoso bolognese durante e alla fine del match.
Detto che si affrontavano le due squadre più in forma del campionato (il Bologna capace di raccogliere 20 punti su 24, ed il Vicenza che arrivava da 5 successi consecutivi), il campo ha, da una parte, confermato che i veneti sono squadra compatta, ben organizzata, tonica, in piena trance agonistica, conscia dei propri mezzi, autorevole e senza timori reverenziali, dall'altra ha messo messo a nudo tutti i difetti attuali degli emiliani che non stanno attraversando certo il loro miglior momento dal punto di vista del gioco e degli automatismi.
Il grande sconfitto della fredda serata del Dall'Ara è però uno solo: Mister Lopez, che ha presentato in campo una squadra con almeno tre difetti di base.
Il doppio centravanti, nella versione Cacia-Mancosu, non pare quello meglio assortito, i due si pestano i piedi, fanno gli stessi movimenti, non graffiano e intasano gli spazi per gli inserimenti dei centrocampisti.
In assenza di Matuzalem è stata data fiducia a Bessa che non ha convinto come regista e, dopo mezz'ora. collezionati 2 cartellini gialli ha lasciato i suoi in 10.
A destra è stato riproposto Mbaye, che ha tradito attese e speranze del Mister: timido, impacciato, tatticamente rivedibile, sempre fuori tempo in copertura, mai efficace in spinta: impresentabile in una parola sola.
Con questi tre difetti strutturali la squadra si è immolata al cospetto di un Vicenza frizzante, sempre raccolto in 30 metri, concentrato ed abile a ripartire con veloci triangolazioni che hanno messo a ferro e fuoco la metà campo felsinea, tenace ed equilibrato nel difendere con tutti gli effettivi oltre la linea della palla, insomma tanta roba davvero.
Il Bologna di stasera non pare destinato ad avere vita facile nel proseguo della sua stagione, occorre cambiare subito registro e ritornare la squadra operaia, concentrata e conscia di dover sudare le proverbiali 7 camicie per far suo il risultato, non certo quella presupponente, imbelle, arrendevole, confusa, lenta ed impacciata vista stasera e in alcuni tratti delle precedenti uscite pur vittoriose.
Il sentire della piazza, all'uscita dallo stadio, era ben chiaro: delusione, insoddisfazione verso le scelte dell'allenatore, timore di veder infrangere il sogno iniziato a cullare con l'avvento di Tacopina e Saputo.
Martedì si ritorna in campo, sempre al Dall'Ara, contro il Latina e non si può più sbagliare, è necessario un pronto cambio di marcia per tornare sui giusti binari
e lanciarsi vero la lunga volata verso la serie A...fonte voci di sport
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