Bologna – Vicenza 0-2
Basterebbe già il
risultato per deprimersi, oltre a questo il Bologna ancora una volta
manca la prestazione, solo che questa volta, al cospetto di un ottimo
Vicenza, la migliore squadra del campionato oggi, non bastano le
giocate dei singoli né arrivano i miracoli di Coppola.
Nella formazione titolare
manca Matuzalem e questa assenza sarà pesantissima, perché il
sostituto Bessa, nei 33 minuti in cui rimane in campo dimostra di
essere completamente fuori dai giochi e si fa espellere appunto poco
dopo la mezz'ora. Al suo fianco un vacuo Krsticic, che gioca una
partita orribile e purtroppo esce per un infortunio che potrebbe
costargli parecchio tempo fuori dal campo. Tre passi indietro
rispetto al giocatore visto a Cittadella sabato scorso, forse stasera
ha mandato il gemello scarso.
Sono quattro i nuovi
arrivi titolari oggi, Mbaye, Gastaldello, Krsticic e Mancosu e
nessuno di loro fa nulla per meritarsi il posto in squadra, l'unico
forse a salvarsi è l'ex-capitano doriano, per il resto Ceccarelli,
Buchel e addirittura Acquafresca avrebbero potuto fare meglio. Chi
magari si chiedeva come mai i nuovi non fossero stati schierati
prima, stasera avrà avuto una risposta.
Il Vicenza si presenta al
Dall'Ara con la leggerezza di chi non ha niente da perdere e con la
consapevolezza che deriva da 5 vittorie consecutive, con un 4-3-3
offensivo che però permette ai veneti di subire solo due gol nelle
ultime dieci partite.
Oggi Marino ha dato a
Lopez una lezione di calcio, su come impostare una partita e
dominarla per praticamente 90 minuti.
Gli episodi stavolta
condannano il Bologna, che subisce il primo gol su punizione di
Moretti, uomo partita, per un evidente errore della barriera che si
apre e forse una leggera deviazione che però non influenza la
traiettoria. Dopo venti minuti in cui i rossoblu non riescono a
trovare un filo nelle trame di un Vicenza che corre a mille, arriva
il patatrac: su una triangolazione sulla trequarti Bessa, già
ammonito, fa la schiocchezza di entrare sulle gambe di un avversario.
Secondo giallo per il brasiliano e di colpo il Bologna affonda, sotto
di un gol, di un uomo e di un gioco che i veneti praticano
efficacemente e che i nostri non riescono a trovare.
Nel secondo tempo Lopez
prova a dare una correzione ai suoi, ma senza troppo costrutto. Si
passa a 3 dietro, con l'arretramento di Masina con Mbaye,
impalpabile, e Laribi che si mettono sulle fasce. Il gioco continua a
latitare, ma almeno si vede un po' di grinta della squadra, ma dopo al 12° minuto, paradossalmente subito dopo l'ingresso di Zuculini (lasciarlo fuori da oggi è peccato mortale, perché della sua grinta il Bologna ha disperato bisogno!) per un Mbaye che fa rimpiangere Ceccarelli, il Vicenza raddoppia
sempre con Moretti con una fucilata da 25 metri. Partita finita,
anche perché già in 11 contro 11 il Bologna faticava tremendamente,
con un uomo in meno e con il doppio vantaggio il Vicenza ”torella” allegramente fino al fischio finale. C'è spazio per qualche
tentativo di Cacia e compagni, ma nessun vero pericolo viene portato
alla porta vicentina.
Brutta botta psicologica
per tante, troppe ragioni: senza i risultati, si evidenzia la
mancanza di gioco e di questo Lopez dovrà rispondere. Già quando si
vinceva in tanti chiedevano la testa dell'allenatore; da stasera
avranno l'occasione per alzare ancora di più la voce. È diritto di
ognuno esprimere le proprie opinioni, ma l'accanimento per un mister
giovane, che ha sicuramente dei difetti come dei pregi, io non lo
capisco.
O meglio, lo capisco
oggi, dove ha preso una lezione di calcio da Marino, ma se già
quando era secondo veniva continuamente messo in discussione e
contestato, figuriamoci ora che rischia di scivolare fuori dalla zona
promozione...
Quando non giocavano i
nuovi, era colpa sua, oggi che giocano e fanno rimpiangere i vecchi
titolari, è colpa sua. Insomma, contestare ci sta, ma un equilibrio
maggiore sarebbe doveroso, anche perché le critiche, oggi
sacrosante, fanno solo male alla squadra, che avrebbe invece
bisognoso di una dimostrazione d'amore, come successo prima delle
partite chiave l'anno scorso. Se Lopez sbaglia, a rimetterci è lui,
ma lo siamo anche noi.
Spero non nasca ora una "sindrome del Dall'Ara", in cui fatichiamo più che fuori casa, vuoi per la maggior pressione, per l'obbligo di vincere, ma che in casa si fatichi di più credo sia evidente. La squadra ed i tifosi devono stringersi ancora di più oggi che le cose vanno male, perché è dal rendimento interno che passa la strada per la serie A!
Per fortuna si tornerà a
giocare dopo soli tre giorni, perché una reazione a questa scoppola
sarà necessaria.
Sasha
Gallo,
il Bologna visto da Helsinki
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