Il Parma Calcio sta vivendo la peggior crisi finanziaria
della sua storia; nemmeno il “Crack Parmalat” fece tanto.
Oltre 100 Milioni di Euro di debiti, tanti proprietari che
si insediano e se ne vanno alla velocitá della luce, e la fastidiosa sensazione
che al momento ci sia gente disposta solo a marciarci sopra.
Mettendo da parte la
rivalitá del campo per un attimo, questa cosa fa male al calcio. Perché Parma è
una realtá come tante altre in Italia e vederla ridotta cosí mi fa pensare;
sarebbe potuto succedere anche a noi?
Certo che si, e neanche tanto tempo fa. A Dicembre 2010 il
Bologna era praticamente fallito, destinato come il Parma, a ripartire dalla
Serie D o al massimo dalla B mediante fallimento pilotato. Poi arrivó Zanetti
con la cordata Bologna 2010, ci salvó per poi andarsene e mollarci nelle mani
di Guaraldi. Il resto è storia recente.
Il Parma è messo un po’ peggio, innanzitutto perché per mesi
la situazione è stata tenuta nascosta, e poi perché come giá detto prima, chi
si è avvicinato ai ducali ultimamente lo ha fatto probabilmente solo per i suoi
interessi.
Io vivo a Parma da qualche anno, ho degli amici parmigiani e
capisco il loro stato d’animo. Non lo auguro a nessuno di ritrovarsi da un
giorno all’altro con “il pallone bucato”. Spero per loro che risalgano in
fretta per poterli battere in campo, come piace a me.
Ripartire dai Dilettanti è un incubo, e se penso che solo
pochi mesi fa ero io ad avere questo timore per la mia squadra ho un tuffo al
cuore. E pensare che ai tempi c’era qualcuno che invocava il fallimento per il
mio Bologna. A volte a caldo non si ragiona bene e non si capisce la gravitá
delle situazioni. Uscire dal calcio professionistico è uno smacco troppo
grande, un’onta davvero difficile da cancellare. Ma come ci si puó ridurre
cosí?
I gialloblu hanno o avevano a libro paga un centinaio di
giocatori, compresi prestiti e comproprietá. In particolare queste ultime hanno
ammazzato definitivamente il bilancio, in quanto pochissimi sono stati i giocatori
ad essere ceduti nella sessione estiva del mercato, ovvero quando questa
metodologia è stata bandita. Ma non basta a giustificare quanto accaduto; 100
Milioni sono un sacco di soldi, e la sensazione che qualcuno si sia intascato
parecchi Euro c’è eccome, soprattutto tra i tifosi.
La questione quindi esula dal mero aspetto calcistico, entra
nei “palazzi” e diviene oggetto di
dominio pubblico. Ognuno dice la sua ricetta, ma in realtá il tempo a
disposizione è scaduto da un pezzo.
Come cerco di spiegare a mia moglie da qualche settimana, ci
vorrebbe un “pazzo” che viene e mette sul piatto 100 Milioni a fondo perduto,
solo per ripianare i debiti! Tra l’altro per una societá che sta
inesorabilmente retrocedendo sul campo. Siamo onesti, chi lo farebbe? Persino
il tifoso piú sfegatato deve arrendersi a questa evidenza. Il giocattolo si è
rotto e non si puó riparare. Occorre comprarne un altro e ricominciare da zero.
Nella speranza di rivedervi presto e magari un giorno
toglierci lo sfizio di poter giocare quella maledetta finale di Uefa che nel
1999 ci fu tolta a 2 minuti dalla fine, in bocca al lupo cittá di Parma.
Manuel Vasile
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