sabato 8 agosto 2015
Mercato positivo o negativo?
BOLOGNA: ORA SI FA SUL SERIO
Bologna - Santarcangelo 3-0. A segno ancora Acquafresca.
i più forti di sempre: ZICO e SCHIAFFINO

Juan Alberto Schiaffino Montevideo (Uruguay), 28 luglio 1925 – Montevideo, 13 novembre 2002
«Schiaffino, con le sue giocate magistrali, organizzava il gioco della squadra come se stesse osservando tutto il campo dalla più alta torre dello stadio”; il giudizio lusinghiero non è di un tecnico ma del grande scrittore uruguagio Eduardo Galeano, questo significa che la classe di Schiaffino non si è limitata a suscitare esaltanti valutazioni tecniche ma si è estesa all’immaginario collettivo.
Trequartista classico, col tempo arretrato al ruolo di regista offensivo, nasce in Uruguay da un padre di chiare origini italiane e da una madre paraguayana;
In casa Schiaffino non si navigava nell’oro, per cui il giovane Pepe (suo soprannome) per poter coltivare la passione per il calcio fu costretto contemporaneamente a sostentarsi lavorando in una fabbrica di alluminio di giorno e, saltuariamente, facendo il panettiere di notte.
Una volta raggiunta la notorietà e il benessere non dimenticò mai da dove venisse e fu attento amministratore della propria fortuna.(qualcuno aggiunse in modo quasi morboso)
Dopo i fasti del mondiale brasiliano, sottratto con merito e a domicilio ai padroni di casa e che lo vide protagonista indiscusso della finale, Schiaffino sbarcò in Italia, confermando la sua classe e scontrandosi a volte (a causa del suo carattere caparbio e a tratti scostante) con gli altri compagni.
In quanto oriundo, fu convocato anche in nazionale, ma con gli azzurri fu testimone di disfatte piuttosto che di fasti.
Terminò la carriera nella Roma giocando da libero.
In attività vinse, oltre al citato mondiale del 1950, cinque campionati in patria col Penarol e tre in Italia col Milan; con la Roma, suo ultimo datore di lavoro, si aggiudicò la Coppa delle Fiere ( che poi diventerà Coppa Uefa) nel 1961.
Per me al numero 5 dei trequartisti di ogni tempo.

Arthur Antunes Coimbra “Zico”.. Rio de Janeiro(Brasile), 3 marzo 1953
Per prima cosa metto Zico al quarto posto della classifica dei trequartisti di sempre, con questa mossa cercherò di ammortizzare le reazioni a quello che sto per dire.
Zico è, a mio avviso un giocatore sopravvalutato. Ecco, l’ho detto…l’ho detto anche per Messi (e comunque l’argentino può ancora dimostrare che mi sbaglio)e lo ribadisco per il brasiliano.
Una classe al di la dell’umana conoscenza, tiro, dribbling, visione di gioco ma spesso fini a se stesse; utili a celebrare la classe del campione ma non decisive per la sorte della stagione più che della singola partita.
Perché la singola partita, invece, Zico la risolveva e di frequente, ma la continuità e il senso di appartenenza alla squadra, a volte hanno difettato in lui.
Dopo gli anni dei successi in Brasile col Flamengo, fu portato in Italia nel 1983, con un blitz, da Franco Dal Cin, direttore sportivo dell’Udinese, che lo soffiò alle due milanesi per la bella cifra di 6 miliardi di allora.
La politica, preoccupata dalla ricaduta sociale di quelle cifre, tentò di far saltare il trasferimento ma ci fu un notevole moto di ribellione della piazza che minacciò anche la secessione autoproclamata (ben prima della lega)se a Zico fosse stato impedito di calpestare il prato del Friuli.
La tensione si allentò e il trasferimento ebbe luogo con soddisfazione degli sportivi italiani che poterono vedere da vicino questo fenomeno,
La squadra è competitiva : Virdis, Causio, Tesser, Mauro, Edinho e Gerolin i punti di forza, ma non va oltre il centro classifica sfiorando solo la qualificazione alla Uefa; l’annata seguente si salva a fatica e vuoi per i mutati scenari societari (Dal Cin abbandona la squadra)vuoi per problemi di evasione fiscale e di trasferimento illegale di valuta che la Guardia di Finanza, imputa al giocatore (molto più determinanti), Zico decide di rescindere il contratto e tornarsene in Brasile.
A fine carriera inaugurerà la prassi, al momento molto praticata, degli “ospizi dorati” dei vecchi campioni in declino, che si recano a giocare in campionati minori, in parte per esportare il calcio di qualità in palcoscenici inconsueti, in parte per rimpinguare i già consistenti patrimoni personali.
Oggi Zico fa l’allenatore, scegliendo campionati ancor più periferici di quello giapponese dove militò fino al termine dell’attività agonistica; al momento è in India, ed è l’allenatore del Goa!!
i più forti di sempre: DEL PIERO e SOCRATES

Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira Belém (Brasile), 19 febbraio 1954 – San Paolo (Brasile), 4 dicembre 2011
Quando penso ad un grande campione che non è riuscito a dimostrare la sua classe sovrannaturale penso sempre a Socrates, che metto al 6 posto tra i trequartisti di ogni tempo.
Molto alto, longilineo, Socrates aveva un piede piuttosto piccolo (portava il 38) e delle gambe lunghissime e magre; la sua silhouette poteva far pensare ad un saltatore in alto, invece era un calciatore dalla tecnica più che sopraffina, un vero campione.
Di famiglia poverissima, originaria dell’Amazzonia, il giovane Socrates fu stimolato dal papà, oltre che al gioco del pallone, allo studio; egli portò avanti le due cose di pari passo, arrivando a laurearsi in medicina ( con specializzazione in pediatria) e ad esordire col Botafogo.
Dal Botafogo passò al Corinthians nelle cui fila ha fatto vedere le sue giocate più belle ed i servizi illuminanti per le punte.
Fieramente contrario al regime autoritario dei militari, convinse i compagni a scendere in campo con scritto “democrazia” o “libertà” sulle maglie
Politicamente schierato a sinistra, quindi e senza possibilità di compromessi, venne accolto con sarcasmo quando nel 1984, complici le giocate sbalorditive fatte vedere al Mundial spagnolo, sbarcò in Italia, ingaggiato dalla Fiorentina.
Malgrado fosse entusiasta di questa nuova esperienza, rimase assai deluso dall’ipocrisia e dalle manipolazioni mediatiche, proprie del calcio italiano e decise di tornare in patria dopo una sola stagione di alti e bassi.
Due anni tra Flamengo e Santos e poi il ritiro, col ritiro il ritorno alla passione antica della medicina che eserciterà, in forma pressoché gratuita, nelle favelas di San Paolo.
Ebbe un vizio comune a molti sportivi sudamericani, quello dell’alcool, vizio devastante e che lo porterà anzitempo alla morte per le complicanze di una cirrosi epatica.
Era solito dire: “ Vorrei morire il giorno che il Corinthians vincerà lo scudetto”, fu esaudito, il 4 Dicembre 2011, il Corinthians, pareggiando col Palmeiras si aggiudicava il titolo brasiliano.

Alessandro Del Piero Conegliano Veneto (Treviso), 9 novembre 1974
Sembra davvero paradossale che uno come Del Piero non abbia mai vinto il Pallone d’oro (trofeo tributato anche ad un giocatore medio come Sammer) ma è la pura verità, il numero 7 della mia personale classifica dei trequartisti, recordman di goal segnati in Italia (secondo solo a Piola, ma in un calcio assai più competitivo) capace di denominare un tipo di tiro e di sostenere le trame offensive di una delle migliori Juventus di sempre, non è stato mai insignito di questo premio.
Se Roberto Baggio, dalla classe ineguagliabile, era Raffaello, Del Piero non poteva essere che Pinturicchio e questo soprannome, affibbiatogli da Gianni Agnelli lo ha sempre accompagnato nelle cronache sportive.
Meno classe di Baggio ma più potenza ,più carattere e più visione di gioco, che lo portò anche a riuscire ad “immaginare” il goal del 2-0 alla Germania, nella semifinale di Dortmund, prim’ancora di realizzarlo.
In carriera ha vinto molto; la Coppa del Mondo del 2006, sette scudetti (di cui uno revocato) una Champions League e una Coppa Intercontinentale.
Vinse anche un campionato di serie b con la Juventus retrocessa a seguito dello scandalo di Calciopoli; in quell’occasione fu uno dei pochi “campionissimi” ad accettare di rimanere anche in b, declinando offerte assai consistenti di Real Madrid ed Arsenal.
Oggi a 40 anni sta disputando, forse, il suo ultimo campionato in India, dopo due anni in Australia scelta dal giocatore per il dopo Juve; in genere faccio fatica a comprendere grandi campioni che malinconicamente vanno a fare gli ultimi “bottini” in squadre improbabili di campionati ancor più improbabili, ma non nel caso di Del Piero che, a mio avviso, ha scelto di proseguire perché prevalentemente attratto dal calcio giocato, piuttosto che dal solo denaro.
Mercato in uscita! Rolando Bianchi

La notizia, letta su "TuttoBolognaWeb",dice che il Bologna fc e Rolando Bianchi hanno trovato un accordo per la risoluzione consensuale del contratto.
I migliori auguri per il suo futuro!
Vincenzo Coppola
Il talento cileno! Erick Pulgar

Circa tre giorni fa, un comunicato della squadra cilena dove il ragazzo giocava, Universidad Catolica, dava il passaggio al Bologna fatto,ma soltanto ieri c'è stata l'ufficialità del Bologna fc.
Parliamo un po' di questo giocatore, considerato per caratteristiche e fisico il "nuovo" Vidal!
Nasce nel 1994 a Antofamagosta,comincia la sua carriera calcistica in una squadra della sua città natale per poi esordire dopo qualche anno in seconda divisione cilena con il Deportes Famagosta.
Poi nel 2013 comincia a mostrare il suo talento nel"Torneo de Transicio" mettendo a segno due reti in cinque partite e viene acquistato poi nell'estate 2014 dall'Universidad Catolica.
Lui nasce come difensore ma All'Universidad viene spostato nel ruolo di regia davanti la difesa, mossa azzeccata, perché nel campionato scorso il nostro Erick viene votato come miglior regista della "Liguilla Pre-Sudamericana".

Il Bologna fc per portarselo a "casa"ha dovuto pagare circa 2,5 milioni di euro per la clausola rescissoria,una cifra di tutto rispetto,considerando la giovane età e nessuna esperienza europea, ma evidentemente il nostro DS Corvino che è noto per le sue "vedute"su questi ragazzi,lo ha voluto fortemente per le sue qualità viste e piaciute.
Sicuramente anche in rossoblù,Erick Pulgar verrà impiegato a centrocampo nel ruolo (regista arretrato)dove si è fatto notare e considerare per le sue caratteristiche fisiche e di "ruba-palloni"grazie alle sue doti naturali di inserimento!

Lo scorso campionato in Cile è stato appunto paragonato al grande centrocampista ARTURO VIDAL realizzando in 35 partite giocate ben 7 reti.
Vedremo se in un campionato difficile come il nostro,Erick Pulgar saprà consacrarsi definitivamente!
Vincenzo Coppola
venerdì 7 agosto 2015
Mattia Destro, il bomber che Bologna aspettava
Un mercato difficile
Il mercato in uscita!
Auguri per la sua nuova avventura in terra Uruguagia.
Vincenzo Coppola
Notizie di mercato: Diamanti verso l'Inghilterra!

E' stata un trattativa molto veloce fortissimamente voluta dal club satellite dei Pozzo!
Addirittura avrebbe già effettuato le prime visite mediche per poi firmare un contratto che lo legherà almeno per quest'anno al Club Inglese.

Il nostro Mister Delio Rossi aveva fatto richiesta specifica per il trequartista, ma evidentemente ennesima fumata nera.
Vincenzo Coppola
Destro o......sinistro ?...forza Bologna !..Bologna in Coppa Italia su Rai Sport1-diretta 14 agosto
Nel campionato 2014-15 per la prima volta dalla sua esistenza, il Bologna ha centrato la promozione dalla B alla A subito, alla prima stagione di B. Mai era accaduto in passato, anzi era persino sprofondato in serie C dalla B. Bravi tutti !
Dunque merito ai nostri ragazzi, tutti bravi anche Mathias Abero che ritorna in Uruguay al Nacional Montevideo, con quel suo bel gol che apri' le marcature nella rotonda vittoria col Varese per 3 a 0.
A Bologna pero' noi tifosi difficilmente ci si accontenta : si vuole giustamente di piu' : si sogna ad occhi aperti la vittoria della Coppa Italia, le finali di Champions, l'ottavo scudetto.
Piedi per terra : il Bologna e' in serie A !
Vediamo i prossimi impegni ufficiali : Coppa Italia : nel 2° turno della manifestazione, in programma domenica 9 agosto, il Latina ospiterà il Pavia. La vincente accederà al 3° turno contro il Bologna, venerdì 14 agosto alle 21.00:in trasferta una fra Pavia o Latina : l'incontro sarà trasmesso in diretta televisiva su RaiSport1.
la prima di campionato a Roma con la Lazio di Stefano Pioli, allo Stadio Olimpico sabato 22 agosto ore 20.45.
Attualmente i titolari rossoblu' sia per la Coppa Italia che per la prima di campionato dovrebbero essere salvo inserimento di ultimi arrivati e partenti dell'ultimo minuto questi :BOLOGNA: Mirante; Mbaye , Oikonomou, Rossettini, Masina ;Rizzo, Crisetig, Brighi; Brienza ;Acquafresca,Mancosu All.: Delio Rossi.
Come sempre : Forza Bologna!
Francesco Vitale
giovedì 6 agosto 2015
JOE E JOEY PER IL BENE DEL BOLOGNA NON LITIGATE .
" Sono qui per offrire un chiarimento dopo settimane di parole , anche se per me non è cambiato niente . Ho sempre lavorato per questa società perche amo Bologna e questa città ; ricordo ancora quando arrivai a Casteldebole e vidi tante persone in lacrime e felici il giorno della promozione in A .
Se è cambiato qualcosa in questo lasso di tempo devo dire che è cambiato per qualcun altro .
Dopo i fatti di Castelrotto era giusto che il presidente facesse sentire la sua voce ; evidentemente qualcuno ha ritenuto di non pubblicarlo . Se qualcuno si sente infastidito dalla mia popolarità
mi dispiace . Si può essere soci , sia investendo capitali propri , sia portando investitori , sia mettendo in campo le proprie forze . In questi mesi ho lavorato a tempo pieno per il Bologna , tralasciando anche la mia attività .
Io sono il Presidente del Bologna , nessuno può cacciarmi , e intendo rimanere qui fino alla morte . La situazione attuale però va chiarita . "
Queste le parole di Tacopina , che denotano , cosa ormai nota , come tra lui e Saputo vi siano grossi problemi . Noi tifosi non vogliamo scegliere ne l'uno nè l'altro , ma vogliamo che la frattura tra loro si ricomponga . Entrambi hanno grandi meriti per la salvezza del Bologna , ed entrambi possono benissimo coesistere con funzioni diverse .
Per il bene del Bologna , smettete di litigare , chiarite la situazione , perchè noi tifosi , dopo anni bui ,
vogliamo una società unita e coesa .
Marco Bonciani .
BOLOGNA , DESTRO PIU VICINO .
Sistemati Bianchi e Mancosu rispettivamente a Bari e Brescia e con Cacia richiesto in B, il Bologna si priverebbe di contratti pesanti per far posto ad attaccanti più adatti alla A. L'unico destinato a rimanere sembra essere Acquafresca che sta svolgendo un precampionato impressionante. Rimangono scoperti a questo punto i ruoli di trequartista (il solo Brienza non basta) e mezzala. Mentre in quest'ultimo ruolo sono già stati presi dei contatti con Nocerino e Schelotto, per il ruolo di trequartista si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile ritorno di Alino Diamanti. Si tratterebbe di un piano b, ma dato che tutte le prime scelte hanno dato buca (Quintero, Villalba, El Kaddouri, Ilicic), ecco allora che l'ipotesi di un ritorno sta prendendo quota. Rimane l'ostacolo Guangzhou ma Diamanti vuole il Bologna e Delio Rossi ha messo il pratese in cima ai propri desideri. Io spero innanzitutto nell'arrivo di Mattia, perché così il Bologna avrebbe già il suo top-player e il gap di ritardo si ridurrebbe notevolmente!
Davide Mariani .
Bologna-Destro, trovato l'accordo con la Roma e con il giocatore
mercoledì 5 agosto 2015
PULGAR E TUTTI GLI ALTRI
Penultima amichevole!

Niente di nuovo sul fronte acquisti tranne l'arrivo di Pulgar che difficilmente prenderà parte a questa partita.
Aspettiamo con fiducia acquisti di"peso"che diano anima e forza alla nostra squadra!
CREDIAMOCI!!!!!!!!
Vincenzo Coppola
Mancosu verso Brescia?
Il tecnico delle rondinelle Boscaglia ,vorrebbe il bomber Matteo Mancosu alle sue dipendenze e la società bresciana vedrà se riuscirà a accontentare il Mister che lo lanciò a Trapani.

Mancosu ha un ingaggio alto per le disponibilità del Brescia e vedremo se si riusciranno a trovare accordi buoni con la società felsinea perchè il trasferimento vada a buon fine.
Vincenzo Coppola
Taider ritorna?

L'Inter lo considera un esubero e la società nerazzurra vorrebbe cominciare a sfoltire e monetizzare quei giocatori che non rientrano nei piani di Mancini.
Vedremo se ci saranno i presupposti giusti per riportare questo ragazzo che sotto le due Torri fece molto bene, conquistando la stima di noi tifosi.

Sempre su Taider però,oltre alla Sampdoria,c'è un forte interesse del Werder Brema.
Aspettiamo e vedremo cosa succederà.
Vincenzo Coppola
Erick Pulgar a Bologna
Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna
martedì 4 agosto 2015
IL BOLOGNA TRATTA DESTRO .
Ormai non si può più considerare un'utopia. Il Bologna vuole una punta da doppia cifra e futuribile in modo da creare una grande plusvalenza, come tante ne ha fatte Corvino nella sua carriera. Allo stesso tempo Destro vuole Bologna, come ha fatto sapere anche il suo procuratore Vigorelli, perché potrebbe giocare con continuità fino a raggiungere il traguardo degli Europei. Le cifre della punta non sono poi neanche così proibitive: Destro guadagna 1,7 milioni non è difficile, con buona volontà delle parti, arrivare all'accordo. Rimane lo scoglio giallorosso: la Roma lo ha pagato 12 milioni e almeno ne vorrà altrettanti. Possibile la formula del prestito oneroso con obbligo di riscatto. Di certo è un'operazione da fine agosto. Se ne riparlerà ma la sensazione è che Destro non rimarrà a Trigoria chiuso da Totti, Dzeko, Salah, Iturbe e Gervinho. Capitolo Oikonomou: il Bologna lo valuta 10 milioni, il Napoli arriva ad offrirne 4,5 più il cartellino di El Kaddouri. Ma a queste cifre non si fa nulla.
Il mercato prosegue, aspettando Destro...
Davide Mariani
lunedì 3 agosto 2015
BOLOGNA : PRESO PULGAR
Il Bologna ha pagato la clausola rescissoria di 2,5 milioni , e in settimana arriverà l'annuncio ufficiale. Per il giocatore è pronto un contratto di quattro anni .
Marco Bonciani .
Erick Pulgar e Hector Tito Villalba colpi per Delio Rossi?
domenica 2 agosto 2015
Bologna: Destro o Hernandez?
Il popolo rossoblù assiste col groppo in gola al mercato acquisti.
Siamo tutti un po' preoccupati perchè il sospirato grande acquisto del nostro amato e stimato Corvino tarda ad arrivare.
Sembra però che la situazione in casa felsinea si sia sbloccata e finalmente la tifoseria potrà godersi qualche bel campione che arriverà sotto le due torri.
Il sogno è, a quanto pare, Destro ma in queste ultime ore si è fatta largo, nuovamente, l'ipotesi Hernandez.
La Società ha stoppato la possibilità di acquistare Defrel che, tra le righe, aveva dato idea di non essere sicuro di voler aderire al progetto Bologna.
Secondo me la Società, in questo caso, si è mossa nel modo esatto.
Chi non ama la Maglia del Bologna da subito può andare da un'altra parte.
FORZA BOLOGNAAAAAAAAAAAAAAAAA
Mario Piromallo
sabato 1 agosto 2015
i più forti di sempre: HAGI, OVERATH e BOBBY CHARLTON

Wolfgang Overath Siegburg (Germania), 29 settembre 1943
Inauguriamo la classifica dei trequartisti, ruolo che sa accendere la fantasia dei tifosi, ruolo aleatorio, a volte sconfina in quello dell’attaccante, a volte in quello del regista, in genere il tre quartista è un giocatore dotato di una classe molto al di sopra della media.
Analizziamo la posizione numero 10, riferendoci ad un calciatore che agli esordi fu, essenzialmente regista, quindi centrocampista, ma che concluse la sua carriera libero da vincoli di costruzione del gioco, inaugurando, forse, proprio il ruolo del trequartista moderno.
Si narra che Overath riuscisse a centrare da centrocampo, col suo sinistro potente e preciso un pallone posto sul dischetto del rigore 9 volte su dieci.
Aveva una classe smisurata ma era pienamente tedesco e quindi non ha mai amato la platealità e la giocata bella fine a se stessa, questo lo differenziò profondamente con l’amico-rivale Netzer, col quale, spesso, concorse per un posto da titolare in nazionale.
Fu fedele ad una sola squadra, il Colonia, dove militò per tutta la sua carriera, rifiutando decine di proposte allettanti sia dal punto di vista della carriera che del denaro.
In attività, una Coppa del Mondo (quella casalinga del 74), una Coppa di Germania ed un Campionato tedesco.
A fine carriera si ritirò in silenzio senza intraprendere alcuna professione connessa col mondo del calcio.
Per alcuni anni fu chiamato a fare il presidente del Colonia, anni difficili, dai quali traghettò fuori la squadra senza troppi danni; una volta sistemate le cose, tornò, novello Cincinnato al suo orticello.

Gheorghe Hagi Săcele (Romania), 5 febbraio 1965
Nasce in un sobborgo di Costanza, quieta città sul Mar Nero, il “Maradona dei Carpazi” al numero 9 della mia personale classifica dei trequartisti.
Del suo alter ego argentino ha lo stesso genio e la stessa sregolatezza, la medesima faccia da schiaffi ma un palmo di classe in meno e due palmi di accortezza politica in più.
Dopo gli esordi nel Farul di Costanza e poi nello Sportul di Bucarest, si accorge di lui lo Steaua, la squadra del figlio di Ceausescu, personaggio crudele e meschino, col quale Hagi si legherà in stretta amicizia, salvo poi rinnegarla all’indomani della caduta del dittatore.
Hagi di classe ne aveva veramente molta, era giocatore discontinuo che poteva sonnecchiare per larga parte della partita per poi illuminarla con due o tre giocate memorabili.
La sua classe non poteva non essere notata da un grande club e così il Real Madrid se lo portò a casa, pagandolo (non si sa a chi) una vera fortuna per la Romania di allora (4 miliardi di lire).
Nel Real, tuttavia, non mantenne le promesse e le premesse e dopo due anni fu ceduto poiché in rotta con i “capi” spogliatoio Butragueno e Hierro e complice la presenza del suo pigmalione Luscescu sulla panchina, al Brescia; erano gli anni in cui anche un top player poteva sbarcare in una squadra italiana di provincia e questo accadde.
Ma le cose non andarono un granché bene e la squadra di Corioni retrocesse in serie B.
Hagi aveva offerte dal Manchester Utd e dal Liverpool ma orgogliosamente volle rimanere a Brescia per riportarla in serie A, rinunciando a ottimi compensi.
Così avvenne e a fine campionato Hagi salutò tutti, trasferendosi prima al Barcellona e poi al Galatasaray che alla fine sarà la squadra dove giocherà di più e con la quale vincerà l’unica competizione internazionale nel suo palmarès, la Coppa Uefa, nel 2000.
Altri successi della sua carriera: 3 campionati rumeni e tre coppe di Romania con lo Steaua, e 4 campionati turchi e due coppe di Turchia col Galatasaray.
Suo grande cruccio non essere riuscito mai a vincere il Pallone d’Oro. “Se non fossi stato rumeno”, era solito dire, “me lo avrebbero dato!”:
Oggi fa l’allenatore, con poco successo e il gestore di villaggi turistici nella natia Costanza con maggiori soddisfazioni.

Sir Robert Charlton, detto Bobby Ashington ( Inghilterra ), 11 ottobre 1937
Ottava posizione, senz’altro meritata, per questo giocatore dalla tecnica perfetta e dallo stile british dentro e fuori dal campo; famosissimo per il ....riporto dei capelli che lo faceva sembrare più vecchio del vero, il suo amico Sir Matt Busby, diede di lui il giudizio più calzante: "Non è mai esistito un calciatore più popolare. Era così vicino alla perfezione, come uomo e come giocatore, che di più sarebbe stato impossibile"
Scampò nel 1958 al disastro aereo di Monaco ove persero la vita alcuni compagni del Manchester Utd.
E’ stato per lunghi anni cardine insostituibile del gioco offensivo del Manchester e della nazionale inglese.
Nel suo club giocava da trequartista classico, mentre in nazionale aveva un ruolo nettamente più offensivo.
Oltre al Campionato mondiale casalingo del 1966, vinse il Pallone d’Oro (nello stesso anno) e poco (in relazione alla qualità del soggetto) altro, una Coppa dei Campioni, una Coppa d’Inghilterra e tre Campionati Inglesi.
Dopo i lunghi anni a Manchester annunciò il ritiro nel 1973 ma poi ci ripensò tre volte; dapprima fu convinto a giocare nella squadra di terza serie del Preston e per due anni restò li, tra alti e bassi, con la doppia veste di allenatore e giocatore, poi, dopo un altro mancato addio, approdò nella squadra irlandese del Waterford dove giocò 4 partite a gettone; infine mise fine a questo poco onorevole crepuscolo in Australia nel Melbourne Victory.
Il passo d’addio nel 1976; dopo la fine dell’attività agonistica fondò un gran numero di scuole calcio, in Inghilterra ed in altre parti del mondo.
PER I SOGNI SI PUO’ ANCHE ASPETTARE
Diciamola tutta, nessuno ad oggi è contento di come stanno andando le cose sul mercato.
I soldi di Saputo e la nuova macchina organizzativa della Società ci avevano probabilmente illuso che una volta in Serie A sarebbe stato fin troppo facile convincere i migliori giocatori del campionato a sposare il progetto di rinascita rossoblù grazie ad un mix di sicurezza economica, di forti ambizioni societarie e di buone prospettive di carriera per i giocatori giovani e talentuosi.
Io stesso, lo confesso, avevo immaginato che a Corvino bastasse alzare la cornetta per convincere qualcuno a mettersi in macchina e fare rotta su Casteldebole. La realtà dei fatti racconta un’altra cosa: Ilicic, cercato per mari e per monti da Corvino, non ne vuole sapere mezza di venire a Bologna; Quintero ( o chi per lui) si è rimangiato una parola (sembra) già data; Duncan ha preferito le certezze tecniche del Sassuolo ad un progetto tecnico tutto da decifrare del Bologna ed idem dicasi di qual Gregoire Defrel, anche lui attratto dal bel gioco di Di Francesco piuttosto che dagli scenari futuribili dipinti dal buon Pantaleo al suo procuratore.
Comunque, ieri in conferenza stampa il Direttore ha rimarcato il fatto che deve ancora procedere con cinque innesti di qualità e che, nel tentativo di costruire delle fondamenta solide per il futuro, è attualmente costretto ad aspettare un paio di giocatori su cui conta di poter arrivare.
Domanda: e se poi questi non arrivassero? Da quello che abbiamo capito dal tenore delle sue parole, ad oggi non esistono alternative: o si arriva a poter prendere dei giocatori sui quali costruire l’ossatura della squadra per le prossime stagioni oppure, la butto là, si ripiegherà sugli esuberi di agosto e su qualche svincolato di livello (Cassano?)
Il nostro Chairman nei giorni scorsi ha tracciato la strada parlando di una programmazione a lungo termine e di una crescita graduale, parallela all’incremento dei ricavi che dovrà conseguire la Società stessa negli anni a venire: perché se oggi fatturi 43 milioni di euro è evidente che non puoi competere con nessuna delle prime dieci squadre del campionato; perché se non hai in squadra dei Top Player da poter vendere a decine di milioni di euro sul mercato non puoi nemmeno ottenere plusvalenze da reimpiegare sul mercato (tipo il Sassuolo con Zaza o il Torino con Darmian); perché se non hai già un undici-base sei costretto a comprare molti giocatori e non puoi investire cifre importanti solo su uno o due giocatori. Saputo ha fatto giustamente notare che in Canada ha deciso di investire una grossa somma su Drogba dopo quindici anni di gestione del Club e quindi dopo averne incrementato i fatturati, aver provveduto a costruire lo Stadio e aver dotato i Montreal Impact di tutte le strutture necessarie. Il ragionamento non fa una grinza!
Memori delle gestioni scellerate di porceddiana e guaraldiana memoria, non possiamo che condividere i concetti espressi da Saputo, augurandoci però nel contempo che Corvino riesca ad allestire almeno quella “squadra dignitosa” promessa dal patron stesso, consapevoli che ad oggi a livello tecnico non siamo superiori nè ad un Carpi, né ad un Frosinone né ad un’Empoli (per quanto tecnicamente molto depauperato dalle cessione di Valdifiori, Rugani, Vecino e Hisaj).
Certo è che il 31 agosto vorremmo essere molto più ottimisti di oggi e avere la consapevolezza di una squadra che se la possa giocare almeno assieme ad altre sei-sette squadre per la salvezza.
Altrimenti tutto l’entusiasmo di questa nuova Era americana andrebbe pericolosamente a scemare fino ai primi mugugni e alle piccole contestazioni verso il fare della Società, sulla scia di quanto già successo negli ambienti pallonari della Roma giallorossa, anch’essa illusa dal miraggio di facili vittorie grazie ai dollari di Pallota e soci.
Perché il tifoso non è razionale, non ha la “Vision d’Impresa” e non legge i bilanci societari.
La massa del tifo guarda solo le performance della propria squadra, i gol fatti, la classifica e poco importa se quando và allo stadio il seggiolino è un po’ traballante o la pista di atletica mette troppa distanza con il campo.. Quando la rete si gonfia, lo speacker strilla e la gente esulta!!
Marco Di Simone













