giovedì 16 ottobre 2014


Per non creare ulteriori polemiche, spieghiamo perchè e come è nato questo gruppo. Mattia Maronelli è stato redattore di un giornale online del Bologna, ma si accorse di non essere pienamente soddisfatto ad avere quell'incarico, in quanto la sua necessità era di volere sensibilizzare più persone per condividere la sua emozione, ela sua passione per il Bologna calcio. Così coinvolse alcuni di noi a creare un indirizzo web per poi formare un gruppo all'interno di facebook. Iniziò tutto quasi per “gioco” per divertimento, fino alla scelta di "www.noi,tifosirossoblù.blogspot.com" che in un secondo momento cambiammo in "iveritifosidibologna.club" semplicemente perchè abitiamo tutti a Bologna. E' chiaro che il gruppo formatosi successivamente è stato denominato i veri tifosi del Bologna proprio per poter accogliere chiunque provasse la nostra stessa passione.Inizialmente voleva essere un gruppo ristretto perchè allargandolo avrebbe significato dedicargli più tempo e meno alla nostra vita privata. Ma nel momento in cui le domande d'iscrizione triplicarono, ci siamo ritrovati per decidere sul da farsi. Troppo forte la voglia di creare una sinergia tra tutti noi, ed in una collettività si sa che ogni strada porta ad una meta buona e per essere soddisfatti basta sapere di poter raggiungere lo scopo prefissato. Così ciò che ci ha indotto, sollecitato, riattivato è stato il piacere e la soddisfazione nel poter creare una sorta di unione, una compattezza forte e importante, per cui abbiamo voluto dirigere il traffico dei nostri sentimenti e della nostra volontà in un unico senso: verso tutti voi. Ciò che ci da la spinta e la forza di continuare in questa impresa è la passione e non la curiosità o il “mi piace” in più. Cerchiamo di dare ad ogni emozione una personalità ad ogni stato d'animo un'anima. Ora siamo arrivati a più di 5.000 iscritti (SU FB) e 49.000 visualizzazioni NEL (BLOG) che vanno in crecendo, e questo non può che renderci felici. Riuscire a riunire così tante persone per un unico ideale è qualcosa di meraviglioso ed eccitante. Lo scopo di tutto questo è anche di dar la possibilità a tutti quanti di conoscere altre persone ed eventualmente creare un'amicizia, perchè come diceva Totò: “Da cosa nasce cosa”. Noi crediamo in tutto questo e vogliamo perseguire la verità in ogni notizia senza interpretazioni personali, e così come le apprendiamo le riproponiamo a tutti voi per rendervi partecipi ad una eventuale discussione sempre condotta con toni pacati. Cosa c'è di più bello nel potersi scambiare idee e propositi parlando della squadra amata? Grazie veramente di cuore a tutti quanti per ciò che ci regalate quotidianamente con il vostro interessamento e la voglia di sapere e scoprire sempre quello che ci accomuna, ovvero la fede nel Bologna fc


sabato 8 agosto 2015

Mercato positivo o negativo?

Mancano ormai poco più di 20 giorni alla fine del mercato ma già dalla prossima settimana si inizierà a fare sul serio con la Coppa Italia.

È stata un'estate movimentata, a tratti caotica e fa quasi sorridere che diversi tifosi e testate giornalistiche abbiano parlato di 'immobilismo' mentre molti altri hanno invece espresso ripetutamente la propria insoddisfazione nei confronti del management. 

Da cosa nasca questo sentimento diffuso è presto detto.
1) Sulla carta il chairman Saputo ha soldi a sufficienza per acquistare chi vuole. (Vedi Drogba a Montreal) ma non lo fa.
2) Dopo anni vissuti a prenderci gli scarti degli altri, quest'anno abbiamo il naso in tutte le trattative ma ne portiamo a compimento pochissime.
3) Corvino si porta dietro la fama di Talent Scout quindi ci aspettiamo colpi futuribili ma con qualità già belle e pronte, non giocatori a fine carriera.
4) In città c'è fame di protagonismo dopo anni sul filo del rasoio.
Abbiamo sposato l'entusiasmo di Tacopina e abbiamo paura di perdere il nostro sogno.
5) Società ricca dovrebbe significare acquisti a go-go.

Ma è vero che non abbiamo comprato nessuno? 
No, ma la rosa è ancora ben lontana dall'essere terminata.

Vediamo però in 'soldoni' le cause che ci hanno portato ad essere ancora in modalità 'Lavori in corso' nonostante siano finiti i ritiri estivi.

1) Saputo, che ci mette i soldi, porterà il Bologna ad essere una azienda capace di camminare con le proprie gambe. 
Ma per farlo ci vuole molto tempo e questo di sicuro non è un gancio traino per l'entusiasmo. 
2) Se la situazione debitoria può dirsi risolta, abbiamo ancora una pesantissima eredità della vecchia gestione: gli esuberi.
3) Se un giocatore è giovane (under 25), molto bravo calcisticamente, caratterialmente a posto ed integro fisicamente ha sicuramente la corte di squadre pronte a prenderlo, spesso club più blasonati del Bologna.
4) La lite tra Saputo e Tacopina ha avuto come effetto un ridimensionamento immediato dell'obiettivo di stagione (non si parla più di Europa come diceva Joe ma di salvezza come da tempo dice Joey spalleggiato da Fenucci).
5) Sembra incredibile ma dopo anni di miseria il mercato italiano sta conoscendo una fase anacronistica e fuori luogo di ricchezza (vera o presunta) che ha come effetto quello di ridurre la portata dell'impatto economico in sede di mercato delle finanze rossoblu.
Per intenderci meglio, a Gennaio tutti i club di serie A erano ben disposti a vendere al Bologna sapendo di ricevere denaro fresco e sonante latitante pressoché ovunque (es. La Fiorentina accettò la nostra offerta per Ilicic rifiutando quella del Torino, la Juventus avrebbe accettato il trasferimento di Giovinco ecc.)
Mentre adesso squadre come Sassuolo, Palermo o Torino hanno rimpinguato le proprie casse con cessioni a cifre importanti e sono diventate rivali del Bologna sul mercato.

Questi punti hanno creato la strana situazione per la quale il Bologna ha una potenza di fuoco inesprimibile a breve termine.
Ecco quindi che Corvino punta a prestiti con diritto (o obbligo) di riscatto e tenta di contenere al massimo gli stipendi (da qui anche alcuni mancati rinnovi come quello di Matuzalem) rinunciando ad alzare la posta con giocatori seguiti da altre squadre (Defrel e Duncan) e ha dovuto gioco forza sbloccare fondi destinati ai riscatti dei prestiti avuti a Gennaio per poterli reinvestire ora (mancata conferma di Sansone e Krsticic).

In più se aggiungiamo anche che statisticamente giusto il 5% dei calciatori avvicinati dai media ad un club in fase si calciomercato viene poi effettivamente acquistato e che come Pantaleo ha dimostrato con Quintero, Brighi e Pulgar gli obiettivi del Bologana raramente rispecchiano ciò che viene riportato da giornali e siti web per settimane, abbiamo un quadro di 'finta calma piatta' dalla quale i rossoblu possono uscire in un attimo con un colpo a sorpresa chiuso in poche ore.

Al momento si parla di Mattia Destro ad esempio, che Lunedì 'dovrebbe' essere a Bologna ma nel calcio ''mai dire mai'' quindi attendo l'ufficialità. 

Sono della parrocchia del 'chi vivrà vedrà' e grazie a Dio non servirá nemmeno aspettare tanto, circa 20 giorni appena per fare il resoconto finale.

Al momento al Bologna manca un terzino destro, due centrocampisti, un trequartista, due attaccanti esterni o ali alte e due punte (destro e borriello?) per completare una rosa di livello.

Ovviamente prima vanno piazzati gli esuberi che non sono ritenuti all'altezza del progetto perché anche quest'anno,  ed è forse questo l'equivoco principale da cui scaturisce il malumore della piazza, ogni acquisto sarà fatto solo dopo aver piazzato un giocatore fuori dai piani.

Come tutti gli altri anni.

E oggi, ha rescisso Bianchi...

Teniamoci pronti.

Manuel Vasile

BOLOGNA: ORA SI FA SUL SERIO

Buone (diciamo buonine) dal caldo di Sestola: un Bologna già con la valigia, chi per i tre giorni di riposo concessi chi perché sa che dovrà traslocare, incontra il Santarcangelo di Lamberto Zauli nell'ultima partita del ritiro rossoblú. I carichi di lavoro diversi si vedono, come si vede chi ha voglia e chi no.
Tra chi ha voglia notiamo un Robert Acquafresca autore di un assist (pregevole) e un gol e Brienza che segna una doppietta. Chi ha già la testa altrove invece é Daniele Cacia, che anche nel finale dello scorso campionato, mai ha legato con Delio Rossi. Partita chiusa nel primo tempo e trotterellata nel secondo, con inevitabile giranddola di cambi. Non si é visto il neo acquisto Erik Pulgar, ma c'era da aspettarselo essendo ancora intento a disfare la valigia. Tra le maggiori cose che però si sono notate, si sottolinea quale possa già essere l'undici titolare, specialmente in difesa. Mancano ancora due/tre pedine importanti tra centrocampl ed attacco, ma una minima ossatura si riesce a vedere.
Nota personale per i frettolosi: se avete visto la finale di supercoppa oggi, noterete che non siamo l'unica squadra ad essere indietro, quindi abbiate pazienza.



Edge 

Bologna - Santarcangelo 3-0. A segno ancora Acquafresca.

Il Bologna vince per 3-0 sul Santarcangelo.
Si compie tutto nel primo tempo, con la doppietta di Franco Brienza al 13' e al 20' e il gol del solito Acquafresca al 26'.
Buona prova da parte dei rossoblù che nonostante affrontassero un squadra in grande condizione fisica, sono comunque riusciti ad imporsi mostrando a sprazzi un gioco discreto, un po' sulla scia di quanto visto contro il Piacenza. La manovra rimane rivedibile perché poco fluida ma di certo è un ottimo segno in vista del match di Coppa Italia del 15 di agosto contro la vincente tra Pavia e Latina.
Ovviamente questa amichevole, come tutte quelle estive, lascia il tempo che trova in vista anche degli ultimi acquisti ancora da fare per completare la rosa.
Ad esempio con Destro questo incontro avrebbe assunto un altro aspetto, ma va tuttavia sottolineato l'ottimo precampionato svolto da Acquafresca che oggi ha segnato il suo settimo gol estivo.
Delio Rossi d'altro canto ricambia con la fiducia che gli mostra giornalmente per l'impegno quotidiano che Robert impiega sul terreno di gioco.
Certamente con Destro e un'altra punta (Borriello, Hernandez o Villalba) Acquafresca passerebbe in secondo piano, ma è bello comunque vedere come Robert non si tiri mai indietro.
Nota positiva anche per Brienza, gran partita e splendido il gol del raddoppio; ma soprattutto l'elogio va alla difesa che appare davvero un reparto solido e pronto per la Serie A.
Segnali incoraggianti quindi, aspettando che avvenga lo stesso sul mercato.
Davide Mariani
 
 

i più forti di sempre: ZICO e SCHIAFFINO



Juan Alberto Schiaffino  Montevideo (Uruguay), 28 luglio 1925Montevideo, 13 novembre 2002

«Schiaffino, con le sue giocate magistrali, organizzava il gioco della squadra come se stesse osservando tutto il campo dalla più alta torre dello stadio”; il giudizio lusinghiero non è di un tecnico ma del grande scrittore uruguagio Eduardo Galeano, questo significa che la classe di Schiaffino non si è limitata a suscitare esaltanti valutazioni tecniche ma si è estesa all’immaginario collettivo.
Trequartista classico, col tempo arretrato al ruolo di regista offensivo, nasce in Uruguay da un padre di chiare origini italiane e da una madre paraguayana;
In casa Schiaffino non si navigava nell’oro, per cui il giovane Pepe (suo soprannome) per poter coltivare la passione per il calcio fu costretto contemporaneamente a sostentarsi lavorando in una fabbrica di alluminio di giorno e, saltuariamente, facendo il panettiere di notte.
Una volta raggiunta la notorietà e il benessere non dimenticò mai da dove venisse e fu attento amministratore della propria fortuna.(qualcuno aggiunse in modo quasi morboso)
Dopo i fasti del mondiale brasiliano, sottratto con merito e a domicilio ai padroni di casa e che lo vide protagonista indiscusso della finale, Schiaffino sbarcò in Italia, confermando la sua classe e scontrandosi a volte (a causa del suo carattere caparbio e a tratti scostante) con gli altri compagni.
In quanto oriundo, fu convocato anche in nazionale, ma con gli azzurri fu testimone di disfatte piuttosto che di fasti.
Terminò la carriera nella Roma giocando da libero.
In attività vinse, oltre al citato mondiale del 1950, cinque campionati in patria col Penarol e tre in Italia col Milan; con la Roma, suo ultimo datore di lavoro, si aggiudicò la Coppa delle Fiere ( che poi diventerà Coppa Uefa) nel 1961.
Per me al numero 5 dei trequartisti di ogni tempo.



Arthur Antunes CoimbraZico”.. Rio de Janeiro(Brasile), 3 marzo 1953

Per prima cosa metto Zico al quarto posto della classifica dei trequartisti di sempre, con questa mossa cercherò di ammortizzare le reazioni a quello che sto per dire.
Zico è, a mio avviso un giocatore sopravvalutato. Ecco, l’ho detto…l’ho detto anche per Messi (e comunque l’argentino può ancora dimostrare che mi sbaglio)e lo ribadisco per il brasiliano.
Una classe al di la dell’umana conoscenza, tiro, dribbling, visione di gioco ma spesso fini a se stesse; utili a celebrare la classe del campione ma non decisive per la sorte della stagione più che della singola partita.
Perché la singola partita, invece, Zico la risolveva e di frequente, ma la continuità e il senso di appartenenza alla squadra, a volte hanno difettato in lui.
Dopo gli anni dei successi in Brasile col Flamengo, fu portato in Italia nel 1983, con un blitz, da Franco Dal Cin, direttore sportivo dell’Udinese, che lo soffiò alle due milanesi per la bella cifra di 6 miliardi di allora.
La politica, preoccupata dalla ricaduta sociale di quelle cifre, tentò di far saltare il trasferimento ma ci fu un notevole moto di ribellione della piazza che minacciò anche la secessione autoproclamata (ben prima della lega)se a Zico fosse stato impedito di calpestare il prato del Friuli.
La tensione si allentò e il trasferimento ebbe luogo con soddisfazione degli sportivi italiani che poterono vedere da vicino questo fenomeno,
La squadra è competitiva : Virdis, Causio, Tesser, Mauro, Edinho e Gerolin i punti di forza, ma non va oltre il centro classifica sfiorando solo la qualificazione alla Uefa; l’annata seguente si salva a fatica e vuoi per i mutati scenari societari (Dal Cin abbandona la squadra)vuoi per problemi di evasione fiscale e di trasferimento illegale di valuta che la Guardia di Finanza, imputa al giocatore (molto più determinanti), Zico decide di rescindere il contratto e tornarsene in Brasile.
A fine carriera inaugurerà la prassi, al momento molto praticata, degli “ospizi dorati” dei vecchi campioni in declino, che si recano a giocare in campionati minori, in parte per esportare il calcio di qualità in palcoscenici inconsueti, in parte per rimpinguare i già consistenti patrimoni personali.
Oggi Zico fa l’allenatore, scegliendo campionati ancor più periferici di quello giapponese dove militò fino al termine dell’attività agonistica; al momento è in India, ed è l’allenatore del Goa!!

i più forti di sempre: DEL PIERO e SOCRATES



Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira    Belém (Brasile), 19 febbraio 1954San Paolo (Brasile), 4 dicembre 2011

Quando penso ad un grande campione che non è riuscito a dimostrare la sua classe sovrannaturale penso sempre a Socrates, che metto al 6 posto tra i trequartisti di ogni tempo.
Molto alto, longilineo, Socrates aveva un piede piuttosto piccolo (portava il 38) e delle gambe lunghissime e magre; la sua silhouette poteva far pensare ad un saltatore in alto, invece era un calciatore dalla tecnica più che sopraffina, un vero campione.
Di famiglia poverissima, originaria dell’Amazzonia, il giovane Socrates fu stimolato dal papà, oltre che al gioco del pallone, allo studio; egli portò avanti le due cose di pari passo, arrivando a laurearsi in medicina ( con specializzazione in pediatria) e ad esordire col Botafogo.
Dal Botafogo passò al Corinthians nelle cui fila ha fatto vedere le sue giocate più belle ed i servizi illuminanti per le punte.
Fieramente contrario al regime autoritario dei militari, convinse i compagni a scendere in campo con scritto “democrazia” o “libertà” sulle maglie
Politicamente schierato a sinistra, quindi e senza possibilità di compromessi, venne accolto con sarcasmo quando nel 1984, complici le giocate sbalorditive fatte vedere al Mundial spagnolo, sbarcò in Italia, ingaggiato dalla Fiorentina.
Malgrado fosse entusiasta di questa nuova esperienza, rimase assai deluso dall’ipocrisia e dalle manipolazioni mediatiche, proprie del calcio italiano e decise di tornare in patria dopo una sola stagione di alti e bassi.
Due anni tra Flamengo e Santos e poi il ritiro, col ritiro il ritorno alla  passione antica della medicina che eserciterà, in forma pressoché gratuita, nelle favelas di San Paolo.
Ebbe un vizio comune a molti sportivi sudamericani, quello dell’alcool, vizio devastante e che lo porterà anzitempo alla morte per le complicanze di una cirrosi epatica.
Era solito dire: “ Vorrei morire il giorno che il Corinthians vincerà lo scudetto”, fu esaudito, il 4 Dicembre 2011, il Corinthians, pareggiando col Palmeiras si aggiudicava il titolo brasiliano.



Alessandro Del Piero  Conegliano Veneto (Treviso), 9 novembre 1974

Sembra davvero paradossale che uno come Del Piero non abbia mai vinto il Pallone d’oro (trofeo tributato anche ad un giocatore medio come Sammer) ma è la pura verità, il numero 7 della mia personale classifica dei trequartisti, recordman di goal segnati in Italia (secondo solo a Piola, ma in un calcio assai più competitivo) capace di denominare un tipo di tiro e di sostenere le trame offensive di una delle migliori Juventus di sempre, non è stato mai insignito di questo premio.
Se Roberto Baggio, dalla classe ineguagliabile, era Raffaello, Del Piero non poteva essere che Pinturicchio e questo soprannome, affibbiatogli da Gianni Agnelli lo ha sempre accompagnato nelle cronache sportive.
Meno classe di Baggio ma più potenza ,più carattere e più visione di gioco, che lo portò anche a riuscire ad “immaginare” il goal del 2-0 alla Germania, nella semifinale di Dortmund, prim’ancora di realizzarlo.
In carriera ha vinto molto; la Coppa del Mondo del 2006, sette scudetti (di cui uno revocato) una Champions League e una Coppa Intercontinentale.
Vinse anche un campionato di serie b con la Juventus retrocessa a seguito dello scandalo di Calciopoli; in quell’occasione fu uno dei pochi “campionissimi” ad accettare di rimanere anche in b, declinando offerte assai consistenti di Real Madrid ed Arsenal.
Oggi a 40 anni sta disputando, forse, il suo ultimo campionato in India, dopo due anni in Australia scelta dal giocatore per il dopo Juve; in genere faccio fatica a comprendere grandi campioni che malinconicamente vanno a fare gli ultimi “bottini” in squadre improbabili di campionati ancor più improbabili, ma non nel caso di Del Piero che, a mio avviso, ha scelto di proseguire perché prevalentemente attratto dal calcio giocato, piuttosto che dal solo denaro.

Mercato in uscita! Rolando Bianchi

Rolando Bianchi non è più un giocatore del Bologna fc.



La notizia, letta su "TuttoBolognaWeb",dice che il Bologna fc e Rolando Bianchi hanno trovato un accordo per la risoluzione consensuale del contratto.

I migliori auguri per il suo futuro!

                                                                                          Vincenzo Coppola

Il talento cileno! Erick Pulgar

Il nostro Pantaleo ha finalmente messo a segno un buon "colpo" giocando in anticipo su altre squadre di serie A, Napoli e Fiorentina,portando sotto le due Torri questo ragazzo cileno molto promettente.



Circa tre giorni fa, un comunicato della squadra cilena dove il ragazzo giocava, Universidad Catolica, dava il passaggio al Bologna fatto,ma soltanto ieri  c'è stata l'ufficialità del Bologna fc.
Parliamo un po' di questo giocatore, considerato per caratteristiche e fisico il "nuovo" Vidal!
Nasce nel 1994 a Antofamagosta,comincia la sua carriera calcistica in una squadra della sua città natale per poi esordire dopo qualche anno in seconda divisione cilena con il Deportes Famagosta.
Poi nel 2013 comincia a mostrare il suo talento nel"Torneo de Transicio" mettendo a segno due reti in cinque partite e viene acquistato poi nell'estate 2014 dall'Universidad Catolica.
Lui nasce come difensore ma All'Universidad viene spostato nel ruolo di regia davanti la difesa, mossa azzeccata, perché nel campionato scorso il nostro Erick viene votato come miglior regista della "Liguilla Pre-Sudamericana".



Il Bologna fc per portarselo a "casa"ha dovuto pagare circa 2,5 milioni di euro per la clausola rescissoria,una cifra di tutto rispetto,considerando la giovane età e nessuna esperienza europea, ma evidentemente il nostro DS Corvino che è noto per le sue "vedute"su questi ragazzi,lo ha voluto fortemente per le sue qualità viste e piaciute.
Sicuramente anche in rossoblù,Erick Pulgar verrà impiegato a centrocampo nel ruolo (regista arretrato)dove si è fatto notare e considerare per le sue caratteristiche fisiche e di "ruba-palloni"grazie alle sue doti naturali di inserimento!


Lo scorso campionato in Cile è stato appunto paragonato al grande centrocampista ARTURO VIDAL realizzando in 35 partite giocate ben 7 reti.
Vedremo se in un campionato difficile come il nostro,Erick Pulgar saprà consacrarsi definitivamente!

                                                                                            Vincenzo Coppola

venerdì 7 agosto 2015

Mattia Destro, il bomber che Bologna aspettava

Mattia Destro sarà il nuovo attaccante del Bologna per la prossima stagione. 
Classe 1991, si presenta come il classico bomber da area di rigore, essendo dotato di buon fisico e ottimo fiuto del gol. 
La sua carriera da professionista decolla nel 2005, quando approda nelle Giovanili dell'Inter, con cui vince due scudetti (Giovanissimi e Allievi). Con la Primavera invece conquista il Torneo di Viareggio del 2008 e chiude la stagione 2009/2010 da capocannoniere con 18 reti. Il debutto in serie A lo trova con la maglia del Genoa la stagione successiva, in cui segna due reti in 16 presenze. 

La stagione in cui esplode è però quella che lo vede protagonista a Siena: 12 reti in campionato e una in Coppa Italia. Poi il passaggio a Roma, dove rimane per tre anni, con poche luci e qualche ombra. Ottima la stagione 2013/2014, condita da 13 gol in 20 presenze, meno brillanti le altre due. A gennaio scorso il passaggio in prestito al Milan, che però a giugno sceglie di non riscattarlo. 

E ora il futuro di Destro si tinge di rossoblu. 


Riccardo Rollo

Un mercato difficile




Mancano ormai poco più di due settimane all'inizio del campionato. Il Bologna debutterà contro la Lazio dopo un anno di cadetteria. Una sfida non proibitiva visto l'impegno dei biancocelesti ai preliminari di champions contro il Bayer Leverkusen ma preoccupa certamente un mercato fermo da ormai diverso tempo, escludendo l'arrivo ormai imminente di un giovane centrocampista promettente cileno, Pulgar, e altri giovani di prospettiva interessanti , Crisetig, Rizzo, Diawara. C'e' però una squadra ancora da costruire e il tempo è veramente poco. Il reparto che ha bisogno di maggior rinforzo è certamente l'attacco, non ci si puo' certamente presentare all'olimpico con Bianchi, Mancosu o Cacia e la società , che a mio parere doveva fornire al ds Corvino un budget piu' corposo per il mercato, prima o poi capirà che la squadra andrebbe allestita e che è necessario accellerare i tempi, che non vuol dire prendere tanto per comprare qualcuno, sarebbe un errore ancor piu' grave come Rossi stesso ha ammesso ieri in conferenza stampa. Delio Rossi non è certamente contento di questa situazione , anche perchè preparare un ritiro con una squadra diversa da quella che potrebbe essere tra un mese non è il massimo che si possa chiedere. 
Servirebbe un acquisto che sia un punto di riferimento importante per la squadra e Destro potrebbe essere quell'attaccante di cui il Bologna ha bisogno in questa stagione per non ritrovarsi a gennaio in fondo alla classifica. Destro,che gradirebbe volentieri la piazza, avrebbe la possibilità di rilanciarsi e puntare alla nazionale in vista degli europei. Un affare che danno per quasi fatto ma io avrei molti dubbi al riguardo. C'e' un ingaggio elevato del giocatore ( 1,7 milioni netti a stagione) contro ( 1,2 netti) che proporrebbe il Bologna, trattativa lontana da poterla dare in dirittura d'arrivo. C'e' un nodo altrettanto importante, la Roma vorrebbe cederlo a titolo definitivo per una cifra attorno ai 12 milioni di euro mentre il Bologna proporrebbe un prestito con obbligo di riscatto per una cifra attorno ai 9 milioni di euro, dilazionati in piu rate . Non è un affare semplice ma certamente non impossibile, sarebbe il colpo che i tifosi sognano. Le critiche alla società? Piu' che critiche i tifosi sono preoccupati dei vari affati sfumati e il rischio che poi si compri solo per non rimanere senza giocatori di categoria, quindi capisco la loro preoccupazione, preoccupazione che condivido in pieno.
Sono i giorni decisivi per dare la spinta necessaria al mercato onde evitare il rischio di dover correre a gennaio con una situazione in parte compromessa.



Alessandro Guerrisi

Il mercato in uscita!

Il Bologna fc ha ceduto a titolo definitivo Mathias Abero  al Nacional di Montevideo.



Auguri per la sua nuova avventura in terra Uruguagia.

                                                                                               Vincenzo Coppola

Notizie di mercato: Diamanti verso l'Inghilterra!

Si è parlato in questi giorni di un possibile ritorno di Alino Diamanti a Bologna "spaccando"in due la nostra tifoseria,ebbene ricompattiamoci perché sembra fatta per Diamanti in Inghilterra e precisamente al Watford.



E' stata un trattativa molto veloce fortissimamente voluta dal club satellite dei Pozzo!
Addirittura avrebbe già effettuato le prime visite mediche per poi firmare un contratto che lo legherà almeno per quest'anno al Club Inglese.



Il nostro Mister Delio Rossi aveva fatto richiesta specifica per il trequartista, ma evidentemente ennesima fumata nera.

                                                                                         Vincenzo Coppola

Destro o......sinistro ?...forza Bologna !..Bologna in Coppa Italia su Rai Sport1-diretta 14 agosto

Buona estate a tutti/e!
Nel campionato 2014-15 per la prima volta dalla sua esistenza, il Bologna ha centrato la promozione dalla B alla A subito, alla prima stagione di B. Mai era accaduto in passato, anzi era persino sprofondato in serie C dalla B. Bravi tutti !
Dunque merito ai nostri ragazzi, tutti bravi anche  Mathias Abero che ritorna in Uruguay al Nacional Montevideo, con quel suo bel gol che apri' le marcature nella rotonda vittoria col Varese per 3 a 0.
A Bologna pero' noi tifosi difficilmente ci si accontenta : si vuole giustamente di piu' : si sogna ad occhi aperti la vittoria della Coppa Italia, le finali di Champions, l'ottavo scudetto.
Piedi per terra : il Bologna e' in serie A !
Vediamo i prossimi impegni ufficiali : Coppa Italia : nel 2° turno della manifestazione, in programma domenica 9 agosto, il Latina ospiterà il Pavia. La vincente accederà al 3° turno contro il Bologna, venerdì 14 agosto alle 21.00:in trasferta una fra Pavia o Latina : l'incontro sarà trasmesso in diretta televisiva su RaiSport1.
 la prima di campionato a Roma con la Lazio di Stefano Pioli,  allo Stadio Olimpico sabato 22 agosto ore 20.45.
Attualmente i titolari rossoblu' sia per la Coppa Italia che per la prima di campionato dovrebbero essere salvo inserimento di ultimi arrivati e partenti dell'ultimo minuto questi :BOLOGNA: Mirante; Mbaye , Oikonomou, Rossettini, Masina ;Rizzo, Crisetig, Brighi; Brienza ;Acquafresca,Mancosu All.: Delio Rossi.
Come sempre : Forza Bologna!
Francesco Vitale

giovedì 6 agosto 2015

JOE E JOEY PER IL BENE DEL BOLOGNA NON LITIGATE .

Oggi dal ritiro di Sestola , come promesso ha parlato il Presidente Tacopina , per chiarire alcune cose:
" Sono qui per offrire un chiarimento dopo settimane di parole , anche se per me non è cambiato niente . Ho sempre lavorato per questa società perche amo Bologna e questa città ; ricordo ancora quando arrivai a Casteldebole e vidi tante persone in lacrime e felici il giorno della promozione in A .
Se è cambiato qualcosa in questo lasso di tempo devo dire che è cambiato per qualcun altro .
Dopo i fatti di Castelrotto era giusto che il presidente facesse sentire la sua voce ; evidentemente qualcuno ha ritenuto di non pubblicarlo . Se qualcuno si sente infastidito dalla mia popolarità
mi dispiace . Si può essere soci , sia investendo capitali propri , sia portando investitori , sia mettendo in campo le proprie forze . In questi mesi ho lavorato a tempo pieno per il Bologna , tralasciando anche la mia attività .
 Io sono il Presidente del Bologna , nessuno può cacciarmi , e intendo rimanere qui fino alla morte . La situazione attuale però va chiarita . "
Queste le parole di Tacopina , che denotano , cosa ormai nota , come tra lui e Saputo vi siano grossi problemi . Noi tifosi non vogliamo scegliere ne l'uno nè l'altro , ma vogliamo che la frattura tra loro si ricomponga . Entrambi hanno grandi meriti per la salvezza del Bologna , ed entrambi possono benissimo coesistere con funzioni diverse .
Per il bene del Bologna , smettete di litigare , chiarite la situazione , perchè noi tifosi , dopo anni bui ,
vogliamo una società unita e coesa .
Marco Bonciani .


BOLOGNA , DESTRO PIU VICINO .

Dopo il quasi acquisto di Destro il Bologna si muove sul mercato per completare la rosa. Sperando che almeno stavolta il colpo vada in porto, Corvino si guarda intorno per cercare l'altra punta da affiancare a Mattia. Il nome più gradito è quello di Matri, ma lo stipendio da 2,5 milioni e la vicenda Ibra-Milan lo rende un obiettivo poco accessibile. È più un'operazione da fine mercato. Attenzione perché potrebbe anche arrivare Borriello: il 33enne deve far sapere entro lunedì se accetterà la proposta rossoblu o quella del Carpi. Ad ogni modo l'attacco non sembrerebbe più un problema enorme.
 Sistemati Bianchi e Mancosu rispettivamente a Bari e Brescia e con Cacia richiesto in B, il Bologna si priverebbe di contratti pesanti per far posto ad attaccanti più adatti alla A. L'unico destinato a rimanere sembra essere Acquafresca che sta svolgendo un precampionato impressionante. Rimangono scoperti a questo punto i ruoli di trequartista (il solo Brienza non basta) e mezzala. Mentre in quest'ultimo ruolo sono già stati presi dei contatti con Nocerino e Schelotto, per il ruolo di trequartista si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile ritorno di Alino Diamanti. Si tratterebbe di un piano b, ma dato che tutte le prime scelte hanno dato buca (Quintero, Villalba, El Kaddouri, Ilicic), ecco allora che l'ipotesi di un ritorno sta prendendo quota. Rimane l'ostacolo Guangzhou ma Diamanti vuole il Bologna e Delio Rossi ha messo il pratese in cima ai propri desideri. Io spero innanzitutto nell'arrivo di Mattia, perché così il Bologna avrebbe già il suo top-player e il gap di ritardo si ridurrebbe notevolmente!
Davide Mariani .
 

Bologna-Destro, trovato l'accordo con la Roma e con il giocatore

Mattia Destro è un giocatore del Bologna. Sono da limare alcuni dettagli, ma nella giornata di ieri Pantaleo Corvino ha assestato il colpo deciso: prestito oneroso a due milioni di euro con obbligo di riscatto fissato a nove. Il giocatore ormai ex giallorosso non aveva infatti intenzione di accettare un trasferimento in prestito secco o con diritto di riscatto, temendo di tornare nella capitale, dove è ormai ai margini del progetto di Garcia da tempo, a fine stagione, come accaduto dopo l'ultima esperienza a Milano, sponda rossonera. L'ingaggio attuale del giocatore tocca il milione e mezzo di euro, mentre a Bologna la cifra dovrebbe essere intorno al milione e 2. Nei prossimi giorni l'affare andrà in porto. Siamo, come detto, ai dettagli, relativi ai bonus e alla possibilità di un prolungamento del contratto in rossoblu oltre il 2017, data in cui scade quello con la Roma. 



Riccardo Rollo

mercoledì 5 agosto 2015

PULGAR E TUTTI GLI ALTRI

Dal Cile confermano: è stato trovato l'accordo che legherà il giovane centrocampista al Bologna. Bene, bravi, bis. Un giocatore all'apparenza forte, duttile e giovane. Niente di meglio che una boccata di aria fresca per la formazione felsinea. Da Milano nel frattempo fanno sapere che Andreolli ha intenzione di rimanere sotto la madonnina (mi piange il cuore...) quindi niente Bologna.
Capitolo Destro: tutto tace, le squadre sembrano aver trovato l'accordo e ci sarebbe il benestare della giovane e proficua punta, ma bisognerà attendere che i giallorossi chiudano l'affare Dzeko col Manchester city. Intanto Defrel è un giocatore del Sassuolo - anche di questo ce ne fremo una ragione - e l'Hull city sembra poco propenso ad accettare il prestito per Hernandez. In uscita si continua a lavorare su Bianchi al Bari e Mancosu al Brescia, due giocatori che hanno ricordato - forse - che le liste per il campionato devono essere di 25 giocatori, e rischiavano di trovarsi un anno in tribuna.
EPPUR SI MUOVE: il campionato è alle porte, la squadra ancora acerba ma qualcosa si sta muovendo, e pazienza se alla prima di campionato torneremo da Roma con tre pappine in saccoccia (speriam di no comunque), l'importante sarà avere la squadra pronta almeno per la seconda contro il Sassuolo. Corvino vuole gente motivata; è quello che vogliamo anche noi tifosi. 

Edge 

Penultima amichevole!

Oggi ore 17,30 a Sestola il Bologna fc scenderà in campo per la penultima amichevole contro la Pro Piacenza,squadra che milita in serie D.


Niente di nuovo sul fronte acquisti tranne l'arrivo di Pulgar che difficilmente prenderà parte a questa partita.


Aspettiamo con fiducia acquisti di"peso"che diano anima e forza alla nostra squadra!
                           
                                    CREDIAMOCI!!!!!!!!
                                                                                                   Vincenzo Coppola

Mancosu verso Brescia?

Ieri l'annuncio del Brescia che torna nella serie cadetta attraverso il "ripescaggio"!
Il tecnico delle rondinelle Boscaglia ,vorrebbe il bomber Matteo Mancosu alle sue dipendenze e la società bresciana vedrà se riuscirà a accontentare il Mister che lo lanciò a Trapani.



Mancosu ha un ingaggio alto per le disponibilità del Brescia e vedremo se si riusciranno a trovare accordi buoni con la società felsinea perchè il trasferimento vada a buon fine.

                                                                                              Vincenzo Coppola

Taider ritorna?

Saphir Taider è uno dei tanti obiettivi per il centrocampo del Bologna fc,un centrocampo da rinforzare assolutamente e Lui,Saphir potrebbe essere un rinforzo importante e anche "gradito"dallo stesso giocatore visto i trascorsi in rossoblù.


L'Inter lo considera un esubero e la società nerazzurra vorrebbe cominciare a sfoltire e monetizzare quei giocatori che non rientrano nei piani di Mancini.
Vedremo se ci saranno i presupposti giusti per riportare questo ragazzo che sotto le due Torri fece molto bene, conquistando la stima di noi tifosi.



Sempre su Taider però,oltre alla Sampdoria,c'è un forte interesse del Werder Brema.
Aspettiamo e vedremo cosa succederà.

                                                                                            Vincenzo Coppola

Erick Pulgar a Bologna


nota di redazione

Sono felicissimo di sapere che, nonostante l’intromissione della Fiorentina, il nostro Pantaleo Corvino ha praticamente chiuso con l’acquisto di Erick Pulgar, jolly di difesa che il Bologna ha acuistato dall'Universidad Catolica.

Per fortuna che il BFC è finalmente una Società credibile a livello internazionale, con le persone che la rappresentano inserite nei posti giusti.

Mario Piromallo

Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna

Vorrei cominciare questo editoriale con una frase di George Bernard Shaw, celeberrimo drammaturgo irlandese e Premio Nobel per la letteratura nel 1925: “Le persone che si lamentano del proprio stato danno sempre colpa alle circostanze. Le persone che vanno avanti in questo mondo sono quelle che si danno da fare e cercano le circostanze che vogliono e se non riescono a trovarle, le creano”. Personalmente non ho mai avuto dubbi sulla figura di Corvino e sul suo talento nel costruire una squadra competitiva per la massima serie. Un paio di settimane fa avevo ipotizzato che i colpi di mercato sarebbero arrivati in agosto, mese in cui le squadre si danno battaglia fino all’ultima ora per accasarsi questo o quel talento. Dopo la vicenda Duncan, sfumato per un soffio, molti avevano cominciato a dubitare circa le effettive doti di Pantaleo Corvino, dimenticando un paio di fattori. Innanzitutto, da tifoso rossoblu è facile considerare Bologna la piazza ideale per rilanciarsi, vedi tra gli altri Marco Di Vaio. Per un giocatore, che si presenta come neutrale, contano nella maggior parte dei casi gli aspetti economici. Io mi fido di questa società e di questa dirigenza, dunque se Corvino non ha voluto e non vuole chinarsi alle esigenze economiche di questo o quel giocatore, significa che non ne vale la pena. Secondo punto, non dimentichiamoci che pur avendo una società ricca, rimaniamo una neopromossa e non è pertanto così semplice convincere qualcuno a venire sotto le due Torri. Intanto il dirigente sportivo rossoblu ha strappato alla concorrenza un ottimo prospetto, molto duttile e utile alla causa. Si tratta di Erick Pulgar, classe 1994, che può ricoprire i ruoli di centrocampista – ipotesi più percorribile dell’altra, vista la carenza di giocatori in mezzo al campo – e di centrale difensivo. Lo aspettavamo un pochino tutti questo colpo, che porta tanto entusiasmo quante speranze nell’ambiente emiliano. Ma a tenere banco è soprattutto l’attacco, reparto in questo momento davvero non all’altezza della categoria. Il dilemma è sempre quello relativo a chi andrà via, con Bianchi vicinissimo al Bari e Acquafresca rigenerato dalle amichevoli estive. Destro sarebbe una certezza, giovane ma già con una buona esperienza in serie A, potrebbe seguire le orme di Di Vaio e Gilardino per rilanciarsi a Bologna. In ogni caso, lasciate lavorare Corvino: chi sa fare fa, chi non sa fare insegna. 


Riccardo Rollo, in collaborazione con TBW

martedì 4 agosto 2015

IL BOLOGNA TRATTA DESTRO .

Il Bologna continua a puntare su Mattia Destro.
 Ormai non si può più considerare un'utopia. Il Bologna vuole una punta da doppia cifra e futuribile in modo da creare una grande plusvalenza, come tante ne ha fatte Corvino nella sua carriera. Allo stesso tempo Destro vuole Bologna, come ha fatto sapere anche il suo procuratore Vigorelli, perché potrebbe giocare con continuità fino a raggiungere il traguardo degli Europei. Le cifre della punta non sono poi neanche così proibitive: Destro guadagna 1,7 milioni non è difficile, con buona volontà delle parti, arrivare all'accordo. Rimane lo scoglio giallorosso: la Roma lo ha pagato 12 milioni e almeno ne vorrà altrettanti. Possibile la formula del prestito oneroso con obbligo di riscatto. Di certo è un'operazione da fine agosto. Se ne riparlerà ma la sensazione è che Destro non rimarrà a Trigoria chiuso da Totti, Dzeko, Salah, Iturbe e Gervinho. Capitolo Oikonomou: il Bologna lo valuta 10 milioni, il Napoli arriva ad offrirne 4,5 più il cartellino di El Kaddouri. Ma a queste cifre non si fa nulla.
 Il mercato prosegue, aspettando Destro...
Davide Mariani  


lunedì 3 agosto 2015

BOLOGNA : PRESO PULGAR

Il Bologna ha acquistato Erick Pulgar , giocatore cileno di 21 anni .
Il Bologna ha pagato la clausola rescissoria di 2,5 milioni , e in settimana arriverà l'annuncio ufficiale. Per il giocatore è pronto un contratto di quattro anni .
Marco Bonciani .


Erick Pulgar e Hector Tito Villalba colpi per Delio Rossi?

immagine da: napoliqube.it

Possibile l’arrivo alla corte di Delio Rossi di Erick Pulgar dall’Universidad Catolica. 

Per il talento cileno il BFC ha messo sul piatto 2,5 milioni di euro. 

Il ruolo di questo gioiellino è difensore centrale ma è in grado di ricoprire anche quello di mediano davanti alla difesa.

Pantaleo Corvino continua la sua opera per poter arrivare a presentare una squadra che possa ben figurare nella massima competizione nazionale, quindi oltre al Pulgar si fanno largo altri nomi eccellenti.

Dopo Borriello, Destro, Balotelli e altri grandi giocatori che potrebbero vestire la mitica maglia rossoblù felsinea, il nome caldo è quello di Hector Tito Villalba del San Lorenzo.

L’unico problema che si pone è la formula del pagamento richiesta dalla sua società di appartenenza che vorrebbe vendere definitivamente il giocatore per 4 milioni di euro.

Il Popolo rossoblù è in attesa di conoscere il nome dei giocatori che andranno a definire la rosa a disposizione di Delio Rossi per questo che rappresenta per il BFC1909 un campionato di ritorno in serie A con alle spalle una Società con la S Maiuscola.

Mario Piromallo

domenica 2 agosto 2015

Bologna: Destro o Hernandez?

 

                  

Il popolo rossoblù assiste col groppo in gola al mercato acquisti.

Siamo tutti un po' preoccupati perchè il sospirato grande acquisto del nostro amato e stimato Corvino tarda ad arrivare.

Sembra però che la situazione in casa felsinea si sia sbloccata e finalmente la tifoseria potrà godersi qualche bel campione che arriverà sotto le due torri.

Il sogno è, a quanto pare, Destro ma in queste ultime ore si è fatta largo, nuovamente, l'ipotesi Hernandez.

La Società ha stoppato la possibilità di acquistare Defrel che, tra le righe, aveva dato idea di non essere sicuro di voler aderire al progetto Bologna.

Secondo me la Società, in questo caso, si è mossa nel modo esatto.

Chi non ama la Maglia del Bologna da subito può andare da un'altra parte.

FORZA BOLOGNAAAAAAAAAAAAAAAAA

Mario Piromallo

sabato 1 agosto 2015

i più forti di sempre: HAGI, OVERATH e BOBBY CHARLTON



Wolfgang Overath   Siegburg (Germania), 29 settembre 1943

Inauguriamo la classifica dei trequartisti, ruolo che sa accendere la fantasia dei tifosi, ruolo aleatorio, a volte sconfina in quello dell’attaccante, a volte in quello del regista, in genere il tre quartista è un giocatore dotato di una classe molto al di sopra della media.
Analizziamo la posizione numero 10, riferendoci ad un calciatore che agli esordi fu, essenzialmente regista, quindi centrocampista, ma che concluse la sua carriera libero da vincoli di costruzione del gioco, inaugurando, forse, proprio il ruolo del trequartista moderno.
Si narra che Overath riuscisse a centrare da centrocampo, col suo sinistro potente e preciso un pallone posto sul dischetto del rigore 9 volte su dieci.
Aveva una classe smisurata ma era pienamente tedesco e quindi non ha mai amato la platealità e la giocata bella fine a se stessa, questo lo differenziò profondamente con l’amico-rivale Netzer, col quale, spesso, concorse per un posto da titolare in nazionale.
Fu fedele ad una sola squadra, il Colonia, dove militò per tutta la sua carriera, rifiutando decine di proposte allettanti sia dal punto di vista della carriera che del denaro.
In attività, una Coppa del Mondo (quella casalinga del 74), una Coppa di Germania ed un Campionato tedesco.
A fine carriera si ritirò in silenzio senza intraprendere alcuna professione connessa col mondo del calcio.
Per alcuni anni fu chiamato a fare il presidente del Colonia, anni difficili, dai quali traghettò fuori la squadra senza troppi danni; una volta sistemate le cose, tornò, novello Cincinnato al suo orticello.




Gheorghe Hagi   Săcele (Romania), 5 febbraio 1965

Nasce in un sobborgo di Costanza, quieta città sul Mar Nero, il “Maradona dei Carpazi” al numero 9 della mia personale classifica dei trequartisti.
Del suo alter ego argentino ha lo stesso genio e la stessa sregolatezza, la medesima faccia da schiaffi ma un palmo di classe in meno e due palmi di accortezza politica in più.
Dopo gli esordi nel Farul di Costanza e poi nello Sportul di Bucarest, si accorge di lui lo Steaua, la squadra del figlio di Ceausescu, personaggio crudele e meschino, col quale Hagi si legherà in stretta amicizia, salvo poi rinnegarla all’indomani della caduta del dittatore.
Hagi di classe ne aveva veramente molta, era giocatore discontinuo che poteva sonnecchiare per larga parte della partita per poi illuminarla con due o tre giocate memorabili.
La sua classe non poteva non essere notata da un grande club e così il Real Madrid se lo portò a casa, pagandolo (non si sa a chi) una vera fortuna per la Romania di allora (4 miliardi di lire).
Nel Real, tuttavia, non mantenne le promesse e le premesse e dopo due anni fu ceduto poiché in rotta con i “capi” spogliatoio Butragueno e Hierro e complice la presenza del suo pigmalione Luscescu sulla panchina, al Brescia; erano gli anni in cui anche un top player poteva sbarcare in una squadra italiana di provincia e questo accadde.
Ma le cose non andarono un granché bene e la squadra di Corioni retrocesse in serie B.
Hagi aveva offerte dal Manchester Utd e dal Liverpool ma orgogliosamente volle rimanere a Brescia per riportarla in serie A, rinunciando a ottimi compensi.
Così avvenne e a fine campionato Hagi salutò tutti, trasferendosi prima al Barcellona e poi al Galatasaray che alla fine sarà la squadra dove giocherà di più e con la quale vincerà l’unica competizione internazionale nel suo palmarès, la Coppa Uefa, nel 2000.
Altri successi della sua carriera: 3 campionati rumeni e tre coppe di Romania con lo Steaua, e 4 campionati turchi e due coppe di Turchia col Galatasaray.
Suo grande cruccio non essere riuscito mai a vincere il Pallone d’Oro. “Se non fossi stato rumeno”, era solito dire, “me lo avrebbero dato!”:
Oggi fa l’allenatore, con poco successo e il gestore di villaggi turistici nella natia Costanza con maggiori soddisfazioni.


Sir Robert Charlton, detto Bobby   Ashington ( Inghilterra ), 11 ottobre 1937

Ottava posizione, senz’altro meritata, per questo giocatore dalla tecnica perfetta e dallo stile british dentro e fuori dal campo; famosissimo per il ....riporto dei capelli che lo faceva sembrare più vecchio del vero, il suo amico
Sir Matt Busby, diede di lui il giudizio più calzante: "Non è mai esistito un calciatore più popolare. Era così vicino alla perfezione, come uomo e come giocatore, che di più sarebbe stato impossibile"
Scampò nel 1958 al disastro aereo di Monaco ove persero la vita alcuni compagni del Manchester Utd.
E’ stato per lunghi anni cardine insostituibile del gioco offensivo del Manchester e della nazionale inglese.
Nel suo club giocava da trequartista classico, mentre in nazionale aveva un ruolo nettamente più offensivo.
Oltre al Campionato mondiale casalingo del 1966, vinse il Pallone d’Oro (nello stesso anno) e poco (in relazione alla qualità del soggetto) altro, una Coppa dei Campioni, una Coppa d’Inghilterra e tre Campionati Inglesi.
Dopo i lunghi anni a Manchester annunciò il ritiro nel 1973 ma poi ci ripensò tre volte; dapprima fu convinto a giocare nella squadra di terza serie del Preston e per due anni restò li, tra alti e bassi, con la doppia veste di allenatore e giocatore, poi, dopo un altro mancato addio, approdò nella squadra irlandese del Waterford dove giocò 4 partite a gettone; infine mise fine a questo poco onorevole crepuscolo in Australia nel Melbourne Victory.
Il passo d’addio nel 1976; dopo la fine dell’attività agonistica fondò un gran numero di scuole calcio, in Inghilterra ed in altre parti del mondo.

PER I SOGNI SI PUO’ ANCHE ASPETTARE

Diciamola tutta, nessuno ad oggi è contento di come stanno andando le cose sul mercato. 

I soldi di Saputo e la nuova macchina organizzativa della Società ci avevano probabilmente illuso che una volta in Serie A sarebbe stato fin troppo facile convincere i migliori giocatori del campionato a sposare il progetto di rinascita rossoblù grazie ad un mix di sicurezza economica, di forti ambizioni societarie di buone prospettive di carriera per i giocatori giovani e talentuosi

Io stesso, lo confesso, avevo immaginato che a Corvino bastasse alzare la cornetta per convincere qualcuno a mettersi in macchina e fare rotta su Casteldebole. La realtà dei fatti racconta un’altra cosa: Ilicic, cercato per mari e per monti da Corvino, non ne vuole sapere mezza di venire a Bologna; Quintero ( o chi per lui) si è rimangiato una parola (sembra) già data; Duncan ha preferito le certezze tecniche del Sassuolo ad un progetto tecnico tutto da decifrare del Bologna ed idem dicasi di qual Gregoire Defrel, anche lui attratto dal bel gioco di Di Francesco piuttosto che dagli scenari futuribili dipinti dal buon Pantaleo al suo procuratore.

Comunque, ieri in conferenza stampa il Direttore ha rimarcato il fatto che deve ancora procedere con cinque innesti di qualità e che, nel tentativo di costruire delle fondamenta solide per il futuro, è attualmente costretto ad aspettare un paio di giocatori su cui conta di poter arrivare. 

Domanda: e se poi questi non arrivassero? Da quello che abbiamo capito dal tenore delle sue parole, ad oggi non esistono alternative: o si arriva a poter prendere dei giocatori sui quali costruire l’ossatura della squadra per le prossime stagioni oppure, la butto là, si ripiegherà sugli esuberi di agosto e su qualche svincolato di livello (Cassano?)

Il nostro Chairman nei giorni scorsi ha tracciato la strada parlando di una programmazione a lungo termine e di una crescita graduale, parallela allincremento dei ricavi che dovrà conseguire la Società stessa negli anni a venire: perché se oggi fatturi 43 milioni di euro è evidente che non puoi competere con nessuna delle prime dieci squadre del campionato; perché se non hai in squadra dei Top Player da poter vendere a decine di milioni di euro sul mercato non puoi nemmeno ottenere plusvalenze da reimpiegare sul mercato (tipo il Sassuolo con Zaza o il Torino con Darmian); perché se non hai già un undici-base sei costretto a comprare molti giocatori e non puoi investire cifre importanti solo su uno o due giocatori. Saputo ha fatto giustamente notare che in Canada ha deciso di investire una grossa somma su  Drogba dopo quindici anni di gestione del Club e quindi dopo averne incrementato i fatturati, aver provveduto a costruire lo Stadio e aver dotato i Montreal Impact di tutte le strutture necessarie. Il ragionamento non fa una grinza!

Memori delle gestioni scellerate di porceddiana e guaraldiana memoria, non possiamo che condividere i concetti espressi da Saputo, augurandoci però nel contempo che Corvino riesca ad allestire almeno quella “squadra dignitosa” promessa dal patron stesso, consapevoli che ad oggi a livello tecnico non siamo superiori nè ad un Carpi, né ad un Frosinone né ad un’Empoli (per quanto tecnicamente molto depauperato dalle cessione di Valdifiori, Rugani, Vecino e Hisaj).

Certo è che il 31 agosto vorremmo essere molto più ottimisti di oggi e avere la consapevolezza di una squadra che se la possa giocare almeno assieme ad altre sei-sette squadre per la salvezza.

Altrimenti tutto l’entusiasmo di questa nuova Era americana andrebbe pericolosamente a scemare fino ai primi mugugni e alle piccole contestazioni verso il fare della Società, sulla scia di quanto già successo negli ambienti pallonari della Roma giallorossa, anch’essa illusa dal miraggio di facili vittorie grazie ai dollari di Pallota e soci

Perché il tifoso non è razionale, non ha la “Vision d’Impresa” non legge i bilanci societari. 

La massa del tifo guarda solo le performance della propria squadra, i gol fatti, la classifica e poco importa se quando và allo stadio il seggiolino è un po’ traballante o la pista di atletica mette troppa distanza con il campo.. Quando la rete si gonfia, lo speacker strilla e la gente esulta!!

   

Marco Di Simone